Tre sindaci sono principalmente interessati dal progetto per otto gigantesche pale eoliche al Giogo di Villore sull’Appennino mugellano Tosco-Emiliano.

Filippo Carlà Campa di Vicchio, Stefano Passiatore di Dicomano e Emanuele Piani di San Godenzo. Quest’ultimo in particolare verrebbe coinvolto dalla realizzazione di opere stradali utili al trasporto delle parti componenti i generatori eolici. Gli altri 2 per l’area decisa per l’impianto.

I comuni sono impegnati nello studio delle molte pagine e dei molti aspetti del progetto per capire quale sarà l’impatto di questa istallazione che in sostanza è una imponente struttura industriale per la produzione di energia elettrica da immettere nel mercato nazionale.

Tanto per avere una idea vi mostriamo due foto delle pale eoliche dell’impianto di Carpinaccio, a Peglio. Simpaticamente le pale di Carpinaccio sono dirimpettaie della famigerata discarica del Pago, come si vede in  una delle foto. Il tutto in una area bellissima, poco lontano dalla fascinosa Firenzuola e dei suoi borghi attorno come lo stesso Peglio.

Le torri, più le pale previste al Giogo di Villore, dovrebbero essere circa il doppio in altezza di queste di Carpinaccio che produce 13,6 megawatt contro oltre il doppio, 30 megawatt, previsti per il Giogo di Villore.

I sindaci si augurano che ci sia piena condivisione del progetto e delle decisioni in merito che saranno prese almeno in parte nella riunione della Conferenza dei Servizi in Regione Toscana prevista per il 15 luglio.

Curiosità, ma anche preoccupazione nella cittadinanza ma i tre sindaci vogliono vederci chiaro fino in fondo e questa settimana si è svolto un sopralluogo al Giogo di Villore, effettuato da tecnici delle varie parti coinvolte. Fra l’altro non è più permesso il versamento di fondi a compensazione agli enti locali quando si realizzano grandi opere. Si permette solo la realizzazione di altre opere, utili, per bilanciare l’impatto.

Lo schieramento delle associazioni, come spesso accade, vede la preponderanza dei contrari. IDRA, Italia Nostra, Federcaccia e i comitati mugellani sostengono che l’impatto ambientale, in un sito intatto e non antropizzato, di un impianto enorme che “colonizzerà” tutta la zona, dove esistono solo capanni di caccia e di raccolta dei marroni, sarà eccessivo, anche se le strade che sventreranno quei boschi per sempre serviranno a portare altri servizi e magari anche una connessione ultra veloce per connettere le case sparse.

Di certo non tutti sono contrari e sembra tra questi ci sia il CAI e si può pensare che tanti cittadini vedano con favore una produzione di energia pulita, dato che l’eolico nell’immaginario collettivo viene visto generalmente con favore. Le persone favorevoli o quantomeno non contrarie a qualsiasi progetto di grandi opere non escono facilmente allo scoperto e in genere sono la maggioranza. Chissà come stanno le cose da noi.

Si può immaginare che nelle prossime settimane, con la nuova puntata dell’inchiesta pubblica per via telematica e poi con la conferenza dei servizi, le parti in causa si muoveranno per valutare i pro e i contro.

Due almeno sono i misteri di questo progetto. L’esatta portata delle opere stradali, che, sembra di capire, coinvolgono anche i comuni di Borgo San Lorenzo e Scarperia e San Piero e il loro posizionamento sul territorio. Su questo saranno richieste integrazioni alla documentazione consegnata ai comuni che non è considerata sufficiente al momento.

L’altro mistero, forse ancora più bizzarro, è che i dati sulla ventosità del Giogo di Villore non sono stati resi noti, benché da tempo sia posizionato un anemometro altro sessanta metri proprio lì dove si pensa di piazzare otto generatori alti più del doppio.

Per avere la certezza, comunque non totale, dato che si parla di vento, che esista una ventosità sufficiente alla produzione che si pensa possibile, si devono fare rilevamenti sul luogo per lungo tempo.

L’ultimo mistero sta nel calendario delle puntate dell’inchiesta pubblica, programmate per concludersi il 14 luglio, cioè solo ventiquattro ore prima della conferenza dei servizi. Ce la farà la documentazione prodotta dall’inchiesta pubblica a arrivare alla conferenza dei servizi in 24 ore circa?

Ci attende una estate di certo calda ma non sappiamo quanto ventosa…

Claudio Gherardini