Sono tempi che non avremmo voluto vivere quelli che in questi anni stiamo conoscendo. Spettri di un passato che volevamo credere sepolto hanno ripreso il loro pieno vigore tanto in Italia, quanto nel resto d’Europa e del mondo intero. Razzismo e intolleranza crescono a casa nostra non meno che in altri paesi, e mentre osserviamo lo straniero e il migrante diventare il bersaglio dello sfogo della rabbia di molti, subiamo l’impoverimento di una società in cui la ricchezza è ancora  in mano di pochi.

Negli ultimi anni abbiamo subito scelte che non permetteranno alle generazioni future una vita dignitosa. Siamo di fronte a quel bivio per cui chi verrà, vivrà una vita più povera dei propri padri, non solo economicamente, ma anche sul versante ambientale, sociale e su quello culturale. Sostenere un percorso scolastico è sempre più oneroso, salvaguardare la propria salute non è più un diritto ma un investimento selettivo e il lavoro ha un perimetro sempre meno definito, vede nuove facce di sfruttamento, è diventato a contagocce, sempre più povero, pericoloso e insufficiente a vivere dignitosamente. Questo  impoverimento ci porta ad accettare condizioni di vita spregevoli dimenticando il significato della serenità e della felicità, singole e collettive o a tirare a campare fregandosene di compiere gesti e azioni insieme agli altri.

In questo quadro abbiamo osservato tanti progetti di ricostruzione della sinistra  a cui sono seguiti altrettanti fallimenti. Fallimenti cocenti che se non altro hanno dimostrato comunque l’esistenza di un popolo che ha ancora quei valori come riferimento e che vorrebbe farsi partecipe della nascita di un percorso includente capace di raccogliere, organizzare e dare voce a rabbia e rivendicazioni sfidando le ingiustizie che oggi sono sempre più forti.

Questo popolo è quello che milita da anni in reti, comitati, sindacati, associazioni e partiti della sinistra politica e sociale diffusa, quello dei giovani che si affacciano per la prima volta ad una società che pare negargli qualunque prospettiva, quello di chi negli ultimi decenni si è sentito tradito e deluso da coloro che hanno svuotato e violentato il significato vero della parola “sinistra”, quello di chi si è stancato e si è ritirato a vita e impegno privato,  che si è abbandonato al voto di protesta o alla sfiducia nella politica.

Oggi più che mai è necessario ricomporre le frammentazioni, rompere gli isolamenti e guardare alla maggioranza di ciò che ci unisce anziché a quello che ci divide. E’ necessario che ciò avvenga partendo dalla dimensione territoriale, rifuggendo da modelli preconfezionati calati dall’alto, individuando insieme priorità, problemi e soluzioni, restituendo agli Enti Locali un ruolo centrale di coesione comunitaria e di gestione delle scelte e degli interventi, spezzando il declino verso il ruolo marginale di meri gestori di servizi appaltati o svolti da altri in nome degli interessi privati.

Facciamo perciò appello a tutti coloro che come noi avvertono di non poter più stare a guardare cambiamenti annunciati, ma mai realizzati, per costruire, ognuno con il proprio contributo e la propria storia, quella già scritta e quella ancora da scrivere, una nuova proposta unitaria capace di porsi come decisa alternativa alla politica che ci ha abbandonato. Un fronte largo, più largo possibile, ma costruito su una discontinuità netta con chi attraverso  politiche impopolari fatte di tagli e smantellamento dei servizi pubblici, di esternalizzazioni, di demagogiche politiche securitarie, di mercificazione del territorio e di nessun rispetto del patrimonio ambientale, di una politica fatta prima per interesse che per passione, si è reso responsabile dello sfascio tanto dei nostri comuni quanto dell’intero paese, aprendo la strada alla nuova ondata di barbarie di destra. Crediamo in una cultura politica seria, partecipata e attiva.

Crediamo che anche in Mugello, e nei suoi singoli territori comunali, possa e debba nascere un percorso unitario che ponga a fondamento il bene comune, l’etica della politica, la tutela ambientale, l’interesse pubblico e collettivo, la giustizia e la sicurezza sociale, i diritti e la Costituzione, che sappia portare con forza le proprie proposte per la costruzione di un argine attivo all’avanzata delle destre e presentarsi con decisione come alternativa a quelle giunte a trazione renziana, figlie di un ceto politico  che  si è dimostrato ben poco vicino ai bisogni diffusi, con una prospettiva che guardi anche oltre alla scadenza elettorale.

Ti va di mettere a disposizione di questi intenti conoscenza, dedizione, parole e proposte?  Ti va di impegnarti insieme? Ti va di ricostruire un noi, qua e ora in Mugello?

Per adesioni e informazioni: mugelloincomune@gmail.com