Il gruppo Mille Rivoli, convinto che ogni cittadino possa e debba essere parte attiva nello stimolare la propria amministrazione ad una sempre maggiore apertura all’ascolto e al confronto e persuaso dell’importanza di realizzare un meccanismo di scambio produttivo di idee e suggerimenti, si fa portavoce di alcune proposte in materia ambientale e di salute e CHIEDE ai partiti che si presenteranno alle prossime elezioni che posizione intendono assumere in merito alle seguenti tematiche:

– Richiesta di maggior risorse alle Asl per le analisi dell’acqua che arriva nelle nostre case, analisi che tengano conto di molteplici parametri non solo di quelle poche voci di routine previste dal decreto. Servono, in altre parole, parametri che considerino i diversi fattori di inquinamento del territorio. Ad esempio a Scarperia, in zona Pianvallico, sarebbe logico effettuare test per i solventi clorurati. È infatti tristemente noto lo sversamento di tali sostanze che a partire dagli anni 60 sono penetrate nelle falde e giunte, nel tempo, all’abitato di San Piero. Non a caso vige ancora(dal novembre 2015) il divieto di uso di acqua di falda dalla “rotonda dei coltelli” di Scarperia fino alle abitazioni a monte degli impianti sportivi di San Piero.

Nel Comune di Vaglia, invece, a valle della cava di Paterno, è immaginabile aspettarsi analisi per metalli pesanti e cromo-VI, vista la presenza di rifiuti pericolosi nel suddetto sito che, ricordiamo, è una cava calcarea e purtroppo permeabile.

Servono, in somma, indagini attente e mirate, a seconda delle diverse criticità e peculiarità di territori altrettanto diversi fra loro.

Sarebbe anche auspicabile vedere i risultati di queste analisi resi noti su un apposito sito, trasparenti e accessibili a tutti,  magari assieme a quelli del gestore(Publiacqua) che, in fin dei conti, è una società a maggioranza pubblica.

-INTERVENTO DI RIPRISTINO DEL MINIMO VITALE IN CARZA prima di compiere nuovi “investimenti strategici”. In 12 anni ancora non si è stati in grado, nonostante proclami e promesse, di attuare un progetto che facesse funzionare le pompe reimmettendo nel letto del torrente almeno un piccolo quantitativo sufficiente al mantenimento della vita acquatica, della flora e della fauna.

– Analisi per i pesticidi. Queste purtroppo non sono contemplate dal gestore(Publiacqua) della Nuova Centrale di Potabilizzazione del Mugello. La struttura però si trova accanto al treno dell’alta velocità e a valle di campi coltivati. Si può ragionevolmente ipotizzare presenza di glifosato e di nitrati.

È del 27 settembre 2018 la mozione del Comune di Scarperia per il progressivo abbandono del pesticida in agricoltura, pesticida classificato già dal 2015 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro(IARC), come “probabile cancerogeno per l’uomo”.

La nostra valle è zona agricola ma non tutta votata al bio. Ciononostante il distretto Biologico del Mugello si sta sempre più rafforzando e affermando sebbene si tratti di una strada più impegnativa e costosa da percorrere, mai costosa, tuttavia, come il conto che dovrà prima o poi sostenere la nostra salute. Risulta fondamentale, quindi, sensibilizzare le aziende agricole del territorio alla graduale rinuncia all’uso di tali sostanze.

– Bonifica acque inquinate. Alcuni esempi: sarebbe importante sapere a che punto è, se ancora esiste, il progetto di bonifica per le falde di Pianvallico compromesse dai solventi clorurati. O se il torrente Levisone, nelle cui acque sono state trovate tracce di Ampa e Metolaclor-S[1], continui ad essere monitorato per questi elementi.

– Mappatura attenta per individuare e tutelare le aree di ricarica delle falde.

– Visto che gli impianti di depurazione hanno lunghi collettori fognari che portano tutto a Rabatta, è Importante sapere se gli scolmatori, in caso di piogge copiose, sversino parte dei reflui nei nostri fiumi e torrenti.

– Non accentrare tutto in un unico gestore e in giganteschi impianti. Mantenere aree più ristrette per permettere una maggiore attenzione al territorio, alla sua gestione in base alle risorse disponibili e alle necessità. Tutto ciò per combattere sprechi e prevenire danni alla salute e all’ambiente.

– Prevenzione del rischio idrogeologico e idraulico. Tutelare a monte, impedendo il deflusso veloce dell’acqua a valle. Le acque piovane, se non fermate in piccoli invasi da usare per agricoltura o altro, finiscono in fognatura.

Certi dell’interessamento, attendiamo Vostra cortese replica,

[1] Pietro Bianco Massimiliano(ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Note sull’inquinamento da Pesticidi in Italia. Roma, Dicembre 2017. Pag.55.