Le elezioni amministrative ormai prossime rappresentano un passaggio determinante per il futuro sviluppo del nostro territorio. – dice in un lungo comunicato Luca Ferruzzi portavoce della Lega per il Mugello – La diffusa sensazione di una stagnazione demografica, economica e sociale ha avuto recentemente autorevoli conferme, qualora ve ne fosse bisogno, con prese di posizione di importanti sindacati che puntualizzano le criticità che affliggono il Mugello, segno inconfutabile dell’inadeguatezza amministrativa di decenni di gestione di sinistra, mai in grado di dare risposte efficaci per lo sviluppo e la crescita dell’economia del nostro comune e dell’intera vallata. Presentatosi come espressione del nuovo ed occasione di cambiamento, l’attuale sindaco di Borgo si è presto trasformato nel politico di lungo corso attento ai desiderata del partito, della Regione e delle società partecipate, aderendo a scelte ideologiche conformi agli interessi e al volere delle forze politiche egemoni in Toscana. L’amministrazione si è così distinta per subordinazione, imposizione dei metodi, mediocrità dei risultati (specie nel settore economico) ed immobilismo, tanto da aver provocato prese di distanza anche da forze politiche inizialmente alleate. Mai a Borgo, come oggi, siamo stati tanto vicini ad uno storico cambiamento che faccia pulito della consueta pochezza delle ultime amministrazioni: l’importanza della sfida politica è testimoniata dal senso di responsabilità con cui la Lega, rifuggendo la logica dei candidati di bandiera ha scelto, così come altri partiti, di appoggiare un candidato sindaco moderato ed inclusivo come Luca Margheri che possiede tutti i requisiti per incarnare un reale cambio di paradigma ed unificare i delusi dall’offerta politica (quella economica già era inesistente) del PD. In questo contesto, la Lega si propone di rappresentare un cardine importante nella formazione del programma amministrativo dell’Alleanza di cui si onora esser parte. La visione strategica per  Borgo, alternativa ad una politica pervasiva ed invasiva che molto spesso prevarica le libertà private e individuali, dovrà tendere ad approcci propositivi che utilizzino l’azione pubblica quale strumento di sviluppo e di libertà con meno divieti, meno restrizioni, meno sprechi e più opportunità. In campo economico, la Lega si prefigge di promuovere la crescita della competitività del territorio tramite il rafforzamento del sistema imprenditoriale locale e l’afflusso di nuove imprese. Il Mugello ha beneficiato in passato di condizioni favorevoli che difficilmente si presenteranno ancora in futuro: la nascita e la crescita delle imprese, avvenuta in anni ormai remoti, ha premiato l’intraprendenza di molti imprenditori gettatisi nella sfida con coraggio, ma anche con oggettivi limiti manageriali e finanziari. Queste condizioni si sono oggi radicalmente invertite, richiedendo un approccio molto più strutturato e programmato. Occorre andare verso la creazione di un “Sistema Mugello” in cui tutte le forze in campo facciano la loro parte per l’obiettivo comune, nel rispetto delle diverse sensibilità, ma rifuggendo dal particolarismo e dalla ristrettezza degli orizzonti. Ciò richiede una partecipazione attiva dell’amministrazione comunale che dovrà assumere un ruolo cardine nella concertazione fra attori economici e realtà istituzionali locali. A questo fine noi proponiamo, tra le altre misure, la redazione e  l’implementazione di un Piano Pluriennale per lo Sviluppo Economico del Comune di Borgo finalizzato al supporto istituzionale delle attività produttive con particolare riferimento alle PMI, Artigianato, Commercio e Agricoltura in grado di incentivare investimenti sostenibili. Questo piano dovrà basarsi sulla condivisione delle scelte con le rappresentanze degli attori economici (associazioni imprenditoriali, sindacati, istituzioni finanziare locali), delineando una strategia che permetta di superare le principali criticità rilevate tra cui:

la burocrazia: l’apparato burocratico, spesso inteso quale “postificio”  in mano alla sinistra ha funzionato da strumento di controllo del territorio e di discriminazione, con un profluvio di regolamenti e norme delle quali raramente si è accertato preventivamente l’impatto, spesso negativo, sull’economia reale. La Lega si propone di procedere mediante una profonda revisione di metodi e procedure che rendano la burocrazia un mezzo di garanzia degli interessi pubblici e della legalità ed un volano per lo sviluppo, e non uno strumento di disincentivazione dei soggetti imprenditoriali come oggi;

la fiscalità, con una revisione del sistema impositivo di fiscalità locale che premi ed incentivi chi ha la volontà di investire da noi;

l’urbanistica: La modernità tecnologica e sociale ha sorpreso i nostri territori richiedendo strutture ed infrastrutture di nuova concezione che non sempre possono basarsi sull’esistente ed al contempo mettendo fuori uso beni (pensiamo ai fondi commerciali urbani) che hanno oggi perso la loro utilità. Fabbriche, uffici, negozi, trasporti, centri di servizio moderni hanno esigenze diverse da quelli del passato e spesso recuperare il vecchio (a fini produttivi) non è possibile, non serve, o è troppo costoso. Indulgere in un culto del recupero a tutti i costi quale unico strumento urbanistico non necessariamente aiuta l’economia o l’efficienza e l’efficacia dei servizi. Uno sviluppo armonico richiede anche il coraggio di scelte urbanistiche innovative che adeguino gli spazi pubblici e privati alle nuove richieste e consentano, d’altro canto, la riqualificazione ed il mutamento di destinazione d’uso di strutture ormai obsolete;

la formazione: le risorse intellettuali e culturali sono la base dello sviluppo economico moderno e le imprese locali stentano a trovare profili adeguati. Borgo ha il privilegio, raro per una città di provincia, di ospitare due istituti secondari con 12 indirizzi, dal liceo al professionale. Essi rappresentano il più grande aggregato umano del Mugello e sono un tassello basilare della “città dei servizi” che Borgo dovrebbe essere. (Fino a qui l’articolo è pubblicato anche su “Il Galletto”, in edicola da sabato 20 aprile). La salvaguardia, consolidamento e valorizzazione di queste realtà, strategiche per l’economia locale ma insidiate da norme sconclusionate di varia natura e provenienza, deve rappresentare una delle priorità politiche per l’interlocuzione continua dell’amministrazione comunale con le istituzioni di riferimento. Basilare, in questo settore, una cabina di regia per l’ottimizzazione del sistema scuola-lavoro e dell’apprendistato duale che consolidi la funzione scolastica. Il percorso condiviso di pianificazione dovrà interessare anche le altre agenzie formative pubbliche e private presenti sul territorio in modo da sfruttare appieno e sinergicamente la risorse messe a disposizione dalla Regione;

le infrastrutture immateriali: anch’esse alla base dello sviluppo economico moderno, risultano carenti anche a causa della dispersione delle utenze che rendono anti-economico l’investimento da parte delle società dei servizi. Occorre promuovere, tramite la pianificazione economica ed urbanistica, la ricomposizione del tessuto produttivo del territorio per creare aree pilota dove focalizzare la presenza di servizi avanzati. Tali aree pilota potrebbero anche favorire la collaborazione con università e centri di ricerca fino all’insediamento di strutture dedicate sul territorio;

Il rafforzamento finanziario delle imprese: l’amministrazione comunale deve impegnarsi di più nel favorire ed incentivare l’insediamento territoriale di organizzazioni che svolgano funzioni di assistenza e consulenza in ambito finanziario per le imprese del territorio;

Il sostegno alla nuova imprenditoria potrà avvenire per mezzo di compagini che eroghino servizi reali come il co-working, incubatori e acceleratori di imprese, il reperimento di business opportunities. Anche in questo caso l’esperienza Pianvallico insegna che il fattore critico di successo consiste nella messa a disposizione non di mere strutture materiali, ma di opportunità reali dove si realizza il connubio e la contaminazione fra imprese, mercato e realtà scientifiche e culturali;

fondi europei e nazionali: la vallata ha scarsamente beneficiato dei fondi della programmazione europea 2014-2020. Questo errore dovrà essere evitato in futuro ed occorrerà, proprio per la natura di quelle agevolazioni, promuovere soluzioni consulenziali e forme virtuose di partnership fra aziende ed istituzioni pubbliche, culturali e scientifiche.

Altri interventi dovranno essere previsti infine nel campo del marketing territoriale, del turismo, della mobilità elettrica, dell’energia rinnovabile. Un “vaste programme” direbbe De Gaulle: eppur sempre il minimo per una forza politica che si prefigga di strappare questo paese alla stagnazione imposta dalla sinistra restituendolo ad un percorso di crescita e sviluppo economico e sociale. Una prospettiva che pensiamo interesserà gli imprenditori e gli altri attori economici del territorio con cui la Lega sarà ben felice di confrontarsi e dialogare”.