Luci accese sulla Lista del PD con candidato Paolo Omoboni e presentazione pubblica prevista per sabato 20 aprile alle ore 18,30 presso il comitato elettorale di Via Mazzini, 26. Una Lista definita dal segretario Giacomo Bagni “un bel mix di giovani e meno giovani, di neofiti e di elementi di esperienza e capacità”. Tra i consiglieri comunali uscenti vengono proposti agli elettori solo Gabriele Timpanelli e Adan Omar Osdam. Poi sono quasi tutte novità: Giorgia Baluganti, Fabio Bocconi, Stefania Ciardi, Luca Del Tempora, Niccolò Erci, Niccolò Grifoni, Marisa Mazzoni, Guido Pacini, Eura Pasi, Irene Pieroni, Dario Raccidi, Laura Taronna, Ector Zampieri. Da notare che nessuno degli attuali assessori viene candidato, e anche su questo versante si annunciano novità importanti: con ogni probabilità, nel caso Omoboni venisse riconfermato sindaco, per un motivo o per l’altro, si assisterebbe al varo di una giunta nuova di zecca, con la sola  Cristina Becchi a doppiare l’incarico ricevuto 5 anni fa. Ma avremo modo di riparlarne. Per ora mi è parso giusto incontrare Paolo Omoboni per affrontare le tematiche più attuali sul tappeto, ricavando l’intervista che oggi propongo ai lettori.

Oltre al PD sei appoggiato da due liste civiche: la prima fatta di giovani alle prime armi che si sono definiti progressisti; la seconda composta da personaggi ben più scafati che si sono definiti moderati. Non credi di essere un po’ scoperto a sinistra?

Cosa si intende per sinistra? Guardiamo i fatti reali dell’azione amministrativa: priorità a scuola, sociale ed ambiente. Mi sembrano concetti molto progressisti. Non siamo alla ricerca di etichette o figurine, ma di persone chi condividono un’azione amministrativa di centro-sinistra. Nei fatti.

Diversamente che in altri comuni del Mugello, a Borgo il PD si presenta col proprio simbolo. Credi che il risultato delle Primarie, con il trionfo della sinistra a discapito dei renziani, possa giocare a tuo favore o no?

Il fatto che il PD finalmente abbia un segretario riconosciuto è una cosa molta positiva. Alle europee il PD è l’unico argine contro i populismi nazionali ed europei. In questo senso il Manifesto di Calenda “Siamo europei” è molto importante.

(Il seguito dell’articolo puoi leggerlo su “Il Galletto”, in edicola da sabato 20 Aprile).