“L’Età del ferro” è un lungo articolo pubblicato su molti giornali online da Riccardo Nencini, mugellano, Senatore della Repubblica e fino a pochi fa giorni segretario del Partito Socialista. Il Pamphlet è un’articolata riflessione sull’Italia e gli italiani nell’ultimo decennio. Gli anni della crisi con le famiglie costrette a vendere oro e gioielli, a ipotecare le case, con la rottura dell’”Ascensore sociale”, con l’allargarsi delle distanze fra establishment e popolo, con la regressione dei ceti medi. Solo negli ultimi anni di questa decade l’economia ha dato segnali di ripresa. Ma non ci sono stati benefici per  le famiglie oberate dalle tasse e dai debiti, incerte sul futuro, insicure nel presente. E come hanno confermato le votazioni del 2013 e ancor più del 2018 gli italiani hanno abbracciato populismo e sovranismo. Nencini non nasconde la sua preoccupazione per questa tendenza antisistema e ricorda l’Italia degli anni post Prima Guerra mondiale che portarono al fascismo. Nencini sa benissimo e ci tiene a precisarlo, che la storia si ripete ma con manifestazioni diverse perché la società cambia, ma le sue preoccupazioni restano anche per la constatazione di una sinistra, alla quale appartiene, assente sui temi che interessano la gente e logorata al proprio interno. Propone una sinistra riformista, europeista, ma non succube dell’Europa e auspica gruppi dirigenti dotati di forte etica pubblica.

Ma il Mugello si ritrova in questa analisi disincantata dell’Italia? Lo chiediamo a lui mugellano doc che, nonostante gli impegni politici nazionali e internazionali, la sua terra la vive da sessant’anni.

“Se guardo al Mugello sono un po’ più ottimista – ci dice Nencini –……..

(Puoi leggere il seguito dell’articolo su Il Galletto in edicola da sabato 20 aprile 2019)