Riprendendo e concludendo il “fil rouge della storia agricola del Mugello iniziato su “Il Galletto” qualche tempo fa, vi racconterò le vicende agricole mugellane degli ultimi due secoli.

Nel primo Ottocento la campagna mugellana era piena di gente che viveva d’elemosina e fu allora che alcune famiglie rurali del posto un po’ più agiate delle altre acquisirono grandi territori. È il caso dei Cecchini, che avevano terreni montani che andavano dall’Arsella al Muccione, e dei Dolci, padroni del territorio compreso tra il Muccione e il fosso di Santa Maria a Vezzano. La crisi agricola e sociale continuò a lungo; nel 1817, complici alluvioni e pestilenze, comprare un pezzo di pane era diventata un’impresa. Una testimonianza di questa situazione tragica ci viene anche da un articolo di allora del “Giornale Agrario Toscano”, dove è abbozzata una descrizione delle vecchie cascine toscane “… vecchissimi tuguri, disordinati nel loro spartito, squallidi nel loro esteriore, affumicati dal di dentro…” […].

(Il seguito dell’articolo puoi leggerlo su “Il Galletto”, in edicola fino a sabato 27 Aprile).