Com’è ormai noto errori e incompetenze hanno portato all’ennesima ondata di “multe pazze”. Com’era prevedibile non sono mancati disagi, proteste e contestazioni. Ne pubblichiamo una di un nostro lettore. Una protesta per la verità pacata, documentata e con considerazioni di buon senso.

In data 16/04, , ci sono stati recapitati due avvisi, provenienti dal Comando della polizia municipale dell’Unione Mugello,  per mancata riscossione di due multe relative a infrazioni al cod. della strada del 2015. Una intestata al sottoscritto e una a mio figlio. L’importo originale era di 41,00 euro, importo da pagare e di 98,50 euro.

La dizione della lettera sollecita riflessioni, dice tra l’altro: ULTIMO AVVISO. Sanzioni dovute per illeciti amministrativi al C. S. , già contestate, notificate (quando?) e non ancora iscritte a ruolo (dobbiamo ringraziare?). Prima di rendere esecutivo il predetto credito, maggiorato delle spese previste dalla legge, Lei può  PAGARE ENTRO E NON OLTRE  IL 04/05/2019.

Abbiamo provveduto a regolarizzare con le ricevute pagate.

Le riflessioni da fare sono tante, e passo ad elencarne alcune:

  • Proprio stamattina ho letto sulla Nazione che sono stati recapitati 7.000 avvisi tutti del 2015, ho letto anche da altre fonti che sarebbero 1500. La riflessione sembra semplicissima; prima di spedire le lettere non era logico pensare che poteva esservi un errore, e magari fermare tutto, e cercare l’errore?
  • Una persona che lavora e non sa scrivere e-mail deve prendere un giorno di permesso, non si pensa che gli viene arrecato un grosso disagio inutile?
  • Il tono dell’avviso; intimidatorio e da ultimatum; ma era meglio anche qui riflettere, e forse visto che siamo difronte a 7.000 o 1500 persone verificare non solo una volta ma mille volte, e richiedere con un tono più amichevole.
  • Credo che dei suddetti avvisati,   la stragrande maggioranza siano cittadini in regola con le tasse, cioè sono clienti dell’amministrazione da tenere in dovuto rispetto; ricordiamoci che  è colui che paga le tasseche  manda avanti l’amministrazione pubblica. Facciamo un esempio di rapporti tra aziende private. Se una volta, un cliente che da 40 anni si serve dalla stessa azienda e ha sempre pagato i suoi crediti, riceve una lettera così chiude i rapporti immediatamente.
  • Tra i suddetti ci sarà  chi attiva un contenzioso, chi non trova la ricevuta, chi la ritrova, e chi purtroppo anche se ha pagato pagherà di nuovo. Insomma si attiverà un caos tra  cittadini e amministrazione che dovrà mettere a disposizione personale per le dovute spiegazioni.
  • Forse i 41,00 euro sarebbe giusto farli pagare a chi ha sbagliato e creato questo disagio.
  • Sono molto contrariato, e vorrei che questa lettera facesse riflettere, e anche se trattasi di un Ente Pubblico, la sensibilità dovrebbe essere quella del buon padre di famiglia. Tengo a dire che ho molto rispetto del Pubblico, e di chi applica la legge, non mi piace sparare su tutto e tutti, ma è  comportandosi così che si fomentano i sempre più crescenti contestatori a insistere.

Giancarlo Vaiani