“Come suo solito non si assume nessuna responsabilità, lancia messaggi sibillini, facendo sembrare ogni obiezione una questione personale.”

A Leonardo Romagnoli, candidato sindaco della sinistra borghigiana non è andata giù la frecciatina lanciata dal Sindaco uscente in una recente intervista. E replica così: “La Lista “Borgo in Comune” deve essere molto temuta se il Sindaco Omoboni in un’intervista, per altro molto istituzionale, si lascia scappare frasi piene di livore fino a definire la nostra lista “Rancore in comune”. Non gli passa neppure per l’anticamera del cervello che qualcuno possa non aver apprezzato la sua attività amministrativa e il suo concetto di politica come occupazione di poltrone e in cui a decidere è un gruppo ristretto di fedelissimi. Un po’ come il dott. Stranamore alla sola espressione “Borgo in Comune” ogni tanto gli scatta il braccio! Come suo solito non si assume nessuna responsabilità, lancia messaggi sibillini, facendo sembrare ogni obiezione una questione personale. Applica agli altri il suo modo di ragionare e di intendere la politica ma non è così . Parla di poltrone perse, gettando il sasso e nascondendo la mano, confermando solo la scarsa trasparenza che lo ha caratterizzato in questi anni. Potremmo parlarne pubblicamente; nessuno di noi ha nulla da nascondere.  Sul “Multi +” rovescia la frittata perchè l’accusa riguardava l’abbandono ingiustificato dell’immobile avvenuto in tutti questi anni come è stato dimostrato dalle recenti decisioni di farci i corsi scolastici per adulti. Era un’azione inutile che aveva il solo scopo di gettare discredito sugli amministratori precedenti e segnare l’anno 0 di un radioso futuro. Purtroppo c’è stato solo lo 0. La vicenda del cantiere è poi esemplificativa del suo modo di governare. Ha denunciato i dipendenti, insieme all’Assessore al personale, senza mai aver fatto nessun rilievo (anzi, lodandoli pubblicamente) e non se ne è mai assunto la responsabilità. Questo è grave, indipendentemente da come si concluderà questa squallida vicenda nelle aule giudiziarie. Il Comune se credeva di essere nel giusto si doveva anche costituire parte civile e non l’ha fatto.

[Fino a qui l’articolo è pubblicato anche sul giornale, in edicola da sabato 27 Aprile].

A queste scelte che hanno compromesso la stessa attività del cantiere si aggiunge l’emarginazione di dipendenti che avevano collaborato con l’amministrazione precedente (ma non era sempre di centrosinistra e a guida PD?), privandosi di professionalità utili al funzionamento del Comune. Qui non c’è niente di personale ma proprio una visione opposta sul rapporto che si dovrebbe avere, non solo con i dipendenti, ma con le persone. Con le sue affermazioni Omoboni non fa che confermare la sua supponenza e arroganza. Lasciare la tessera di un partito – conclude Romagnoli -perché non se ne condivide la linea politica locale o nazionale e prendere una tessera solo per occupare posti di potere non è proprio la stessa cosa . Dentro ci sta tutta la differenza tra la politica vista come servizio e l’opportunismo finalizzato all’interesse personale. Vecchio e nuovo sono concetti senza senso se privi di contenuti.  Anche qui sta l’alternativa”.