Sui social me l’hanno chiesto, me l’hanno chiesto in Borgo: “Perché hai deciso di dichiarare che sostieni Luca Margheri come  Sindaco di Borgo? Margheri che si presenta con una coalizione di cui fa parte la Lega e altri partiti di centro destra?”

Ho risposto che non è solo per le inadeguatezze nel gestire il Comune  dimostrate dall’attuale amministrazione di centro sinistra come ammettono anche alcuni dei suoi sostenitori. Ci sono motivi più profondi e generali condivisi ormai da molti studiosi della politica italiana (e non solo) e dagli stessi politici sia di destra che di sinistra.

Veltroni sul Corriere della Sera ha sostenuto che “la sinistra ha perso il rapporto con il popolo. Senza il popolo non esiste la sinistra”. E che il popolo non stia più a sinistra è opinione diffusa tra studiosi e intellettuali. Anzi secondo loro la società non si divide più tra destra e sinistra, ma tra popolo ed élites.

Dagli anni novanta si è acuita la distanza tra popolo ed élites. Oggi si parla di lotta di popolo contro le élites. Salvini è tra i leader europei dei movimenti populisti, antisistema. E noi ci ritroviamo da una parte un movimento populista imperniato sulla Lega un po’  guasconesca e demagogica e sui 5Stelle naif e pasticcioni e dall’altra una sinistra, e in particolare un PD, che abbraccia visioni, valori e interessi delle élites che restano una minoranza nel nostro paese e non hanno la capacità di esprimere leader che ottengano consensi popolari. Purtroppo siamo bloccati tra un popolo senza élites e un’élite senza più popolo.

A Borgo c’è stata una congiunzione imprevista e in molti sono rimasti spiazzati e sbigottiti. Margheri è un professionista serio, equilibrato, di grande esperienza. Un uomo di cultura che invece di passare il tempo libero tra un concerto e un vernissage ha dedicato la sua vita agli ultimi senza distinzione di razza o di opinioni, senza distinguere tra italiani e africani. La sua provenienza e la sua azione fanno sperare in un nuovo incontro tra élite e popolo. La coalizione con la Lega può far ritrovare fiducia ed equilibrio a tanta gente che anche a Borgo si è stancata di una sinistra sempre più lontana dai problemi reali. E, altra coincidenza, a Borgo i dirigenti della Lega non sono certo degli arruffa popolo.

Questo è il quadro di riferimento teorico del mio endorsement a Margheri. Di come poi si è traduce in cosa non èa andato e in cosa può andar bene per l’amministrazione di un Comune come Borgo cercherò di spiegarlo sul Galletto da qui alle elezioni e anche dopo. Ovviamente per chi vuole leggerlo. Qui faccio solo due esempi: il sogno naufragato di un nuovo look alle piazze di Borgo, frutto di una cultura dell’apparire poco attenta ai bisogni primari (lavoro, meno tasse, casa, mobilità) e l’omaggio tossico ai salutisti di una pista ciclabile al Ponterosso lungo la strada più trafficata e pericolosa del paese.

Pietro Mercatali