“La nostra lista Città aperta” – si legge in un comunicato della Lista Civica che appoggia il candidato del PD Omoboni – conosce benissimo la situazione delle scuole di Borgo San Lorenzo e del Mugello. La mobilitazione dell’Istituto di Istruzione Superiore Giotto Ulivi – prosegue il comunicato – è stata immediata, appresa la notizia dell’istituzione forzata da parte della Regione e quindi della Città Metropolitana dell’Istituto Omnicomprensivo (fusione di due scuole di ordinamento diverso, quali il Giotto Ulivi e l’Istituto Comprensivo di Palazzuolo e Marradi). Le conseguenze di questo tipo di accorpamento sono devastanti per entrambe le scuole, sia per quanto riguarda la gestione dei progetti formativi, sia per la riduzione del personale Ata e non meno importante per la perdita del Consiglio di Istituto del Giotto Ulivi, nel quale sono rappresentati gli studenti. A sostenere la posizione contraria del Consiglio di Istituto, dei genitori e di tutti gli studenti c’è stata un’assemblea generale condivisa (circa 300 persone), la raccolta di 4000 firme, l’occupazione del Giotto Ulivi da parte degli studenti con alto senso di responsabilità, oltre ad un’azione politica nei confronti delle istituzioni locali, del sindaco di Borgo e di conseguenza della Conferenza zonale sull’istruzione. Utile è stato l’impegno del Sindaco Paolo Omoboni nell’organizzare in brevissimo tempo l’incontro tra rappresentanti della scuola, consulta dei genitori e delle istituzioni. Al tavolo, dove era presente anche la Regione Toscana, sono state accettate le posizioni contrarie all’omnicomprensivo, sospendendo di fatto per l’anno scolastico 2018/2019 i provvedimenti di accorpamento.

[Fino a qui l’articolo è pubblicato anche sul giornale, in edicola da sabato 4 maggio]

Con l’impegno di aprire un tavolo di lavoro in materia, il 12 marzo 2019 al tavolo zonale sul dimensionamento scolastico, tutte le parti presenti condividono unitariamente la posizione di contrarietà all’accorpamento scolastico. Questi giorni sono momenti decisivi in Regione affinché si possa ottenere la revisione delle Linee Guida, punto di programma fermo di “Città aperta”. Diverso il discorso sul comprensivo, che non è una semplice fusione di istituti scolastici, ma un progetto formativo e didattico: dalla metà degli anni ’90 si parla di istituti comprensivi come garanzia di un sistema di istituti strutturati, a tutela di zone montane o periferiche. Nel 2011, proprio per garantire la continuità didattica nell’ambito dello stesso ciclo di istruzione, gli istituti comprensivi nascono unendo infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Nelle Indicazioni nazionali, si parla di una nuova modulazione degli istituti comprensivi che parte da una nuova sperimentazione didattica prima di tutto, il curricolo verticale, che unisce i tre gradi di formazione, ponendo in essere elementi di continuità, progetti e valutazioni comuni. Quindi, motivazioni didattiche. Niente bisogno di risparmio economico, esigenze di tagli etc… Il Comprensivo parte da una scelta, è vero, ma è e può essere una scommessa prima di tutto educativa, formativa e didattica, come esposto in una nutrita letteratura sull’argomento. Come tutto, deve essere costruito dalle persone, che nella scuola, come in molti altri ambiti, fanno la differenza. Oltretutto le scuole borghigiane venivano da anni precedenti fatti di reggenza e discontinuità nell’aspetto gestionale. Quanto alla posizione che il comune ha avuto in questi anni, ci rimettiamo alle numerose prese di posizione dell’assessore nei confronti delle ripetute situazioni di disagi e malfunzionamenti, anche con dossier all’ufficio scolastico regionale, oltre che nella risposta a segnalazioni di docenti, personale Ata e genitori. Gli organi collegiali, i docenti, il personale Ata, i genitori hanno in varie occasioni presentato le loro richieste, i loro problemi e forti preoccupazioni, nei modi, nei tempi e nelle sedi ritenute opportune. Venendo al discorso dell’adeguamento sismico, il plesso di via Leonardo da Vinci è rispondente alle norme di sicurezza sismica; pertanto i container, il cui noleggio, necessario per ospitare le classi durante i lavori conclusi, scade a giugno, verranno rimossi. Notizia, questa, già confermata da tempo. Altri lavori di miglioramento sismico partiranno per il plesso di via don Minzoni, oltre ad altri che coinvolgeranno l’atrio delle medie e, nei progetti presentati, l’intero edificio. I lavori eseguiti al plesso della Primaria di via Leonardo da Vinci sono sempre stati seguiti dal comune, dagli uffici comunali preposti in collaborazione con la scuola e gli organi collegiali, il Consiglio di Istituto, il Collegio Docenti, attraverso lo strumento della commissione, formata da genitori, esperti del comune e rappresentanti della scuola. Il tutto in un dialogo che ha limitato i disagi e ha permesso di rendere sicuro sismicamente il plesso di via Leonardo da Vinci. Plesso che tra l’altro attraverso progetti già finanziati dovrà essere oggetto di ulteriori lavori di ampliamento, con la creazione di spazi nuovi, laboratori e aule. Questo ci sembra un buon inizio. C’è tanto da fare ancora, la nostra lista sarà attenta ad ogni ulteriore passaggio in materia scolastica, perché crediamo che la formazione sia importante per il futuro di Borgo. “Città aperta”, forza civica di sinistra, ha nel programma punti importanti, fermi sulla scuola, sui quali non intende cedere terreno politico. Seguiremo attentamente l’iter burocratico – conclude il comunicato – su quanto detto e ci faremo portatori dell’esigenza di una comunità educante che si basi sul rispetto, sulla collaborazione e sull’impegno”.