Elezioni – Le battaglie dei candidati

“C’era una volta”…così iniziavano ed iniziano ancora le fiabe. Anche se non è una fiaba: C’era  una volta “Borgo migliore”, e c’era una volta il suo programma elettorale, divenuto programma di governo perché adottato in toto  dalla maggioranza di centrosinistra. Nel programma c’è un capitolo, mi sembra sia proprio il primo,  che si intitola “Borgo vestita di verde”. Errore di stampa? Vuoi vedere che invece di vestita avrebbero dovuto scrivere svestita? Già: “Borgo svestita di verde”. Perché di questo si è trattato: la città di Borgo è stata scippata dell’aiuola verde in Piazza Gramsci, davanti alla cooperativa Pame dell’aiuola verde in via Oreste Bandini, davanti al Monte dei Paschi.  Queste aiuole non erano le sette meraviglie ma erano pezzi di verde che rallegravano il grigiore dell’asfalto,erano  spazi terrosi che aiutavano l’assorbimento delle ormai quasi consuete bombe d’acqua ed aspettavano solo che si dedicasse loro la dovuta cura e attenzione. Mi chiedo, come se lo chiedono tanti cittadini, se c’era bisogno di modificare così drasticamente l’assetto del paese per far posto a qualche banco di un mercato che, guarda caso, è stato spostato in via sperimentale per 6 mesi. Come si può scippare il verde in un’epoca in cui chi taglia un albero garantisce la piantumazione del  sostituto,  in cui le città vengono progettate col  corredo di verde proponendo   alberi adatti a vestire anche il centro e talvolta selezionati per un maggior assorbimento della CO2 e delle micro-particelle inquinanti che ci sono anche da noi, nel Mugello. E non è finita qui, ma la riqualificazione annunciata dal sindaco, porterà alla quasi eliminazione dell’aiuola in via 1° Maggio, quella davanti all’elettronica Verdiche sarà percorsa da un tratto di pista ciclabile (e questo può andar bene)e sarà ridotta a tre piccole aiuole sufficienti a contenere la piantumazione di un alberello ciascuna. Questa volta non si tratta di far posto a qualche banco del mercato, ma il marciapiede sarà tagliato per far posto a una decina di posti auto. Sicuramente qualche cittadino sarà contento di avere qualche posto auto in più, ma il connubio pista ciclabile/aumento di posti auto mal si coniuga. Ancora una volta la politica dimostra la poca coerenza e la scarsa lungimiranza ponendosi obiettivi a breve termine, senza porsi una domanda fondamentale: “ che tipo di paese vogliamo?”e muoversi di conseguenza. Non mi si dica che c’era bisogno di togliere il verde per far posto ad una porzione di pista ciclabile in quanto le piste ciclabili amano il verde e amano attraversarlo perché rappresentano un’altra  filosofia e un altro stile di vita. E a proposito di verde, [fino a qui l’articolo è pubblicato anche sul giornale, in edicola da sabato 11 maggio] quanti sono gli alberi tagliati(probabilmente con seria motivazione) ma che nessuno ha mai pensato a sostituire? Fa fede il nostro viale IV Novembre che si presenta spogliato e maltenuto. Penso di rappresentare quei cittadini che non chiedevano grandi progetti – vedi il progetto milionario e probabilmente irrealizzabile di Villa Pecori – ma avrebbero preferito marciapiedi più sicuri e meglio tenuti, avrebbero voluto il mantenimento del verde delle aiuole invece di quello dell’erba che per la durata del mandato ha continuato a vegetare indisturbata. Anche questa è un’altra filosofia e un altro stile di vita.

Sandra Cerbai