Giorgio Laici ha 56 anni. Ha sulle spalle l‘esperienza  di due mandati da consigliere comunale a Figline Valdarno come vice presidente del consiglio comunale e capogruppo. E‘ un carabiniere. E‘ stato Luogotenente con 35 anni di servizio nell’Arma.

Come mai ti presenti come candidato sindaco della Lega a Barberino da sempre feudo della sinistra?

Barberino è una piazza difficile per la Lega a causa della calcificazione del potere che dura praticamente da sempre. Le amministrazioni che si sono succedute non hanno pensato allo sviluppo e alla crescita del territorio ma hanno gestito tutte le attività politiche, sociali, culturali ed economiche affinchè nulla sfuggisse al loro controllo. La crescita è la chiave del rinnovamento. Ingessando la società sulle loro posizioni ed impedendo qualsiasi fatto nuovo le precedenti amministrazioni  si sono garantite la perpetuazione del potere come rendita di posizione. Per non perdere le posizioni acquisite hanno soffocato ogni afflato di rinascita. Controllare il nulla che piano piano ha soffocato Barberino perchè nessuna novità rischiasse di cambiare gli equilibri. Ma ora, i tre pilastri dell’amministrazione delle sinistre barberinesi – la capacità di spesa, la compattezza interna del partito, e la compattezza esterna del consenso – stanno venendo meno. Sono sicuro che questa volta la volontà di cambiamento porterà belle sorprese nell’urna elettorale.

Quali sono i punti essenziali del tuo programma?

Pongo come pre requisiti per la convivenza civile la legalità la sicurezza e la lotta all’abusivismo. Ai primi tre punti del mio programma elettorale trovano posto con pari importanza la valorizzazione delle risorse comunali perché il funzionamento ottimale dell’amministrazione costituisca il volano dello sviluppo territoriale. Quindi promozione del territorio con  il recupero del centro storico quale centro commerciale naturale  e valorizzazione delle risorse del lago. Da utimo ma non per ultimo maggior integrazione territoriale con la vicina area metropolitana per favorire le ricadute dell’innovazione e delle opportunità dalla città verso il nostro territorio.