Pietro Mercatali commenta l’editoriale di Paolo Guidotti, Direttore del Filo

Due giorni fa il Filo ha pubblicato un articolo nel quale il Direttore Paolo Guidotti esprime la propria opinione rispetto a una vicenda che, a suo parere, è ormai divenuta molto delicata e impossibile da ignorare nel panorama politico, e cattolico, borghigiano.

In particolare, la sua condanna va ad alcuni esponenti della Lega di Borgo che avrebbero pubblicato sulle proprie pagine facebook vignette e frasi “irrispettose nei confronti della Chiesa e dei fondamenti stessi della fede cristiana”. I soggetti in questione sono Matteo Gozzi (candidato e vicesegretario locale della Lega) e di Puccio Cottarelli (o Vannetti), committente elettorale di Lega e “Cambiamo Insieme” di Luca Margheri. Guidotti, nel condannare duramente i “toni insultanti e volgari” dei due, invita gli altri appartenenti alle liste a prendere apertamente le distanze dalle loro parole. All’editoriale di Guidotti ha risposto con un commento Pietro Mercatali, Direttore del Galletto. Lo riportiamo di seguito:

“Caro Paolo,
Sappiamo tutti a Borgo chi è Puccio o Pucci Vannetti. Uno che dice le sue idee senza peli sulla lingua. Non condivido ciò che dice e come lo dice, ma so da che parte sta: dove è sempre stato.
Tu non lo vuoi ammettere, ma con atti, parole, opere e omissioni sostieni un sindaco laico. Solo per custodire le ragioni dei cattolici perbene oppure per altri interessi?
Tiri in ballo i committenti elettorali. Chi è il committente responsabile delle liste PD del candidato sindaco Omoboni?
Dal Vangelo secondo Matteo (23 1- 8):
Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe; e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli.
Dal Vangelo secondo Luca (19 45,46):
Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciarne fuori coloro che vendevano e comperavano,
dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa è casa di preghiera, ma voi ne avete fatto un covo di ladroni”»
Da una canzone di Guccini
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
E’ un dio che è morto“.

P. Mercatali