E così a Borgo sarà ballottaggio tra il sindaco uscente Paolo Omoboni sostenuto da PD (33,4%) +  Civicamente (6,8%) + Città Aperta (4,5%) e Luca Margheri, sostenuto da Lega (15,2%) + Cambiamo Insieme (7%). Omoboni parte in testa (44,2%), con Margheri (oltre 20 punti indietro -22,4%) che l’ha spuntata di poco (1,4%, cioè 237 voti) su un altro candidato, Leonardo Romangoli, autore di un exploit che lo ha portato al raggiungimento di due obiettivi su tre: unire i rivoli della sinistra borghigiana e riportarla a superare quota 20 (per la precisione 20,7%).

Insomma, si può dire già da ora chi ha vinto e chi ha perso? Era davvero scontato che si arrivasse al ballottaggio come qualcuno sostiene? Il raffronto col risultato delle Europee può contribuire a illuminarci in proposito? O è più utile rifarsi alle precedenti elezioni che incoronarono Omoboni nel 2014? Proviamo, senza impegni, a buttare già qualche ragionamento.

Di certo, male anzi malissimo sono andati Luciano Ferri che supera appena l’1%; Marco Giovannini per i 5 Stelle che si ferma al 7% perdendo oltre 4 punti rispetto alle Europee (nel caso vincesse il ballottaggio Margheri le proiezioni dicono che sarebbe fuori dal Consiglio Comunale), Davide Galeotti per Forza Italia che non va oltre il 4,5% e secondo le proiezioni sarebbe fuori in ogni caso dal Consiglio Comunale, complice il trend di decrescita del suo partito, confermato da confronto con le Comunali del 2014, quando Ferruzzi, oggi con la Lega, era arrivato al 6,19%.

Leonardo Romagnoli, come accennato nell’incipit, centra due obiettivi (riunisce la sinistra e la porta oltre il 20%) ma fallisce il terzo, il più importante, non arrivando al ballottaggio. Il suo risultato è comunque ottimo, se paragonato al riferimento 2014 (Rifondazione stava al 7,7% e SEL al 4%, quindi, ammessa la sommabilità dei due soggetti, quasi raddoppia i voti) ma ancor più alle attuali Europee, con La Sinistra ferma al 3,8%, Europa Verde al 2,7% e Partito Comunista al 2,2% (sempre ammessa la sommabilità il conto fa 8,7%: Romagnoli quasi triplica i voti).

Luca Margheri centra l’obiettivo primario: arrivare al ballottaggio. Ma non lo fa in maniera brillante, anzi. Partiva dal 9,5% ottenuto con la sua Lista civica Cambiamo Insieme nel 2014, quando la Lega non c’era. Oggi, insieme alla Lega segna 22,4%, ma Cambiamo insieme prende il 7% perdendo quasi 250 voti rispetto a 5 anni fa e la Lega perde l’11% nel raffronto di oggi tra le Europee (26%) e le Comunali (15%). Considerando che alle Europee Fratelli d’Italia prende il 3,8% e il Popolo della Famiglia lo 0,7%,  sommando i voti della Lega Margheri avrebbe dovuto superare di gran lunga il 30%. Così non è stato. Evidentemente qualcosa è andato storto e non basta la giustificazione di una chiara erosione di voti da parte di Civicamente che sta con Omoboni.

Ultimo il sindaco uscente, Paolo Omoboni. Cinque anni fa era stato eletto con 5831 voti, oltre il 58%, appoggiato da PD, Borgo Migliore e da SEL. Oggi forte dell’appoggio del PD che in recupero raggiunge da solo alle Europee quasi il 40%, di Civicamente (lista autodefinitasi “moderata” per pescare nell’eredità centrista della disciolta Borgo Migliore) e di  Città Aperta, un’altra lista civica prevalentemente composta da giovani autodefinitisi “progressisti”, Omoboni prende 4.343 voti, lasciandone per la strada quasi 1.300 rispetto al 2014, tanti, troppi. Così il sindaco uscente manca clamorosamente l’obiettivo (avrebbe dovuto prendere quasi il 6% in più): essere rieletto al primo turno. Troppo poco l’apporto ricevuto dalle liste Civicamente (6,8%) e Città Aperta (4,5%): le proiezioni in caso di vittoria di Margheri le darebbero fuori dal Consiglio e con un solo eletto cadauna (Santelli e Ciampi) in caso di vittoria di Omoboni. Sommate contano 11,3%, lontanissime dallo straordinario risultato che aveva avuto Borgo Migliore 5 anni prima (16,6%). Diverso tempo fa avevo scritto che oggi Omoboni si presentava scoperto a sinistra. Alla lettura dei nomi componenti le liste civiche di oggi quella sensazione era diventata ancor più netta. Il resto lo ha fatto il lavoro di Romagnoli che proprio a quella sinistra, orfana di partiti e di riferimenti ha invece guardato, conquistandola. Quella sinistra alla quale ora dovrà aggrapparsi Omoboni per vincere il ballottaggio. Staremo a vedere.

Una notazione finale. Sono 7 (tre uomini e quattro donne, tutti sostenitori di Paolo Omoboni) i candidati consiglieri che hanno superato le 100 preferenze: il primo è  Gabriele Timpanelli  (PD)  237, il secondo è Lorenzo Verdi (Borgo in Comune Alternativa a Sinistra) 179. Entrambi entreranno certamente in Consiglio Comunale, comunque vada il ballottaggio. Più staccati: certamente elette Irene Pieroni  (PD) 143 e Stefania Ciardi (PD) 139; poi Marzia Paladini (Borgo in Comune Alternativa a Sinistra) 115; Guido Pacini  (PD) 106; Laura Taronna (PD) 101. Molto più sotto troviamo il primatista dei sostenitori di Margheri, Francesco Atria (Lega) con 82 preferenze. Poi, in testa nelle liste minori: Caterina Santelli (Civicamente) 73; Giada Ciampi (Città Aperta) 60; Virginia Bracaloni  (Cambiamo Insieme) 49; Tommaso Romagnoli (5 Stelle) 26;  Vittoria Boni (Forza Italia) 22; Tommaso Barelli Innocenti (Liga Sindaco) 5.

I seggi verranno assegnati solo dopo il ballottaggio, quando sapremo il nome del sindaco e conseguentemente la coalizione vincente, ma in Civicamente (addirittura nessun eletto in caso di vittoria di Margheri) alcune trombature eccellenti sono già certe: in caso di vittoria di Omoboni sarebbe eletta la sola Caterina Santelli con fuori Alessandro Marrani consigliere comunale uscente 66 voti; Patrizio Baggiani, consigliere uscente, 62 voti; Giovanni Incagli, amministratore della società Vivi lo Sport che su mandato del sindaco Omoboni gestisce il Centro Piscine, addirittura sotto quota 60, superato anche da Pietro Checchi (60 voti); Franco Frandi, consigliere eletto la volta scorsa (52 voti). Addirittura nessun eletto in caso di vittoria di Margheri.

Fuori in ogni caso dal Consiglio altri tre consiglieri uscenti: Adan Omar Osman (72 voti, precedentemente eletto nel PD),  Sandra Cerbai (47 voti, precedentemente eletta con Borgo Migliore) e Claudia Masini (41 voti, precedentemente eletta con Rifondazione – Per un’altra Borgo).

Massimo Rossi