Il saluto di un collega ed amico

“Il mio amico Natta va in pensione! Al secolo Stefano Nardoni, ma per tutti Natta. Insegna educazione fisica al Liceo Giotto Ulivi da una vita (oltre 35 anni) ed è tra i colleghi con i quali ho più collaborato durante la mia vita professionale, per tante idee ed iniziative spesso uscite dalla sua mente che abbiamo portato avanti assieme. Mi lega a Stefano, ovviamente, anche una forte amicizia. Il Natta è un personaggio. Prendere o lasciare! Non ci sono vie di mezzo per lui. Istruzioni minime agli studenti e poi, quello che c’è da fare si fa! Piove e c’è la campestre? Pazienza, ci laveremo dopo. Ci sono da fare i mille metri o la velocità? C’è da saltare in alto o da fare il salto in lungo? Si fa. Punto e Basta. Questa certezza del fare è stata una delle sue migliori intuizioni pedagogiche. I suoi studenti imparano a conoscerlo in dieci minuti, dopodiché sanno già tutto: lezione si fa sempre, non dimenticarsi il materiale sportivo, meno certificati medici possibile, piscina soprattutto (senza occhialini), calcio a 5 mai! Ma nonostante la sua avversione al calcio a 5, che poi significa solo fare a lezione cose diverse dalle solite, i ragazzi imparano prima a fatica, poi con vero piacere a seguirlo, e lui tira fuori da quelle due misere ore settimanali che lo Stato ci assegna fatica e sacrificio, dedizione e miglioramento, autovalutazione e sano agonismo! Tutti elementi che fanno un gran bene ai nostri ragazzi e che li costringono ad una ricerca personale, interiore, di crescita. Sono stato veramente poco capace di attenuare, negli anni, quegli spigoli del suo carattere che non mi piacevano e che avrei voluto modificare specialmente nel suo modo di essere docente. Ma c’era poco da dargli consigli: ho visto piangere ragazzini e ragazzine quindicenni attaccati con paura al bordo della piscina in attesa delle sue poderose (di voce) indicazioni, ma poi li ho rivisti, più avanti, entusiasti e felici perché finalmente avevano imparato a nuotare. Il Natta è così: il suo modo falsamente burbero ed acceso di comandare con quella voce da baritono nasconde semplicemente il desiderio di far arrivare prima e meglio possibile, alla mèta, i suoi studenti. Beninteso: talvolta commettendo anche errori! E poi col Natta ho condiviso la stagione della disfida tra Liceo Ulivi e Chino Chini (grazie anche alla collaborazione di altri docenti), chiamata “Orazi e Curiazi” dove, nel mese di maggio, 3 studenti del Liceo sfidavano nelle varie discipline sportive 3 studenti del Chini. E il Liceo vinceva sistematicamente nuoto, atletica, pallavolo e basket ma batteva sempre il naso su calcio a 5 e calcio a 11 dove la provenienza un pò più “ruspante” dei ragazzi del Chini li faceva sempre prevalere. Agli studenti dei due Istituti Superiori si aggiunsero poi, per intuizione di Stefano, i ragazzini delle scuole medie e poi gli ex-studenti. Che bello! Un’iniziativa sportiva unica nel suo genere, che spero i futuri docenti delle due scuole possano riprendere e rivitalizzare. Fu in quegli anni (dal maggio 1997 al maggio 2004), ricchi di sano agonismo e di una ancor più sana goliardia, che nacque il motto: ‘NATTA! (…pausa…) E’ UNA GARA!’. E ora, dal 10 giugno 2019, il Natta va in pensione. Nella speranza di raggiungerlo, come pensionato, molto presto, lo ringrazio davvero per questo lungo percorso fatto assieme. Buona pensione Stefano! Ci vediamo alla festa di giovedì 13 giugno con porchetta e vino! Auguri”.

Prof. Umberto Banchi