Carlo Landi è nato a Luco nel 1953 e nei primi anni della sua vita è vissuto a “Naro”, fra l’altro la stessa zona del paese in cui ha abitato la famiglia del famoso cane Fido. Si è trasferito poi nella sua attuale casa intorno agli anni 70 ed è qui che da 10 anni colleziona oggetti di vita contadina, posseduti un tempo dai suoi genitori e dai contadini della zona. Alla sua preziosa collezione, composta ad oggi ormai da centinaia di pezzi, si dedica da tanti anni e soprattutto da quando è andato in pensione, nel 2010, avendo più tempo a disposizione.

Quando è nata l’idea di creare questo piccolo “museo”?  

L’idea è nata nel ristrutturare la capanna dove ora si trova il piccolo museo; è stato in quel momento che ho scoperto degli oggetti antichi appartenenti alla famiglia che aveva abitato proprio in quelle capanne dopo il terremoto degli anni ‘60. È stato allora che ho deciso di iniziare a collezionare, dando vita a questo piccolo museo della civiltà contadina, che tutt’ora continua a crescere, raccogliendo oggetti di artigianato provenienti da amici e parenti. Purtroppo però lo spazio è ristretto e non potrebbe accogliere una collezione molto più vasta.

C’è un oggetto al quale sei particolarmente legato?

Sono particolarmente affezionato ai vagli per la ripulitura delle sementi che si litigavano sempre i miei zii Agabito, Aurelio e Mario.

C’è invece qualcosa che ancora non possiedi e vorresti aggiungere alla collezione?

Mi piacerebbe molto trovare un falcione, che ho utilizzato spesso da giovane, una ruota grande con due lame per fare l’insilato (ossia il prodotto di una tecnica di conservazione del foraggio). Vorrei anche lo spuletto, un oggetto che veniva utilizzato per separare la pula dal seme di ceci, fagioli, lenticchie.

Carlo invita chiunque fosse interessato: “ Chi passa da Via Gunizza Zabulini Ubaldini a Luco e vede aperto si può fermare a vedere il piccolo museo”.

Di seguito alcuniscatti della collezione.