Probabilmente il nome di Guglielmo Sanguinetti non dice nulla ai borghigiani nati come me nel dopoguerra, ma suscita ricordi nei “più anziani”. A Borgo San Lorenzo, a Ronta e nei territori limitrofi la memoria del Dott. Sanguinetti è tuttora viva nelle persone che lo hanno conosciuto… sì perché è stato per un lungo periodo medico condotto nel Mugello. L’interesse per questa figura di grande uomo è stata ravvivata dalle numerose trasmissioni televisive sulla vita di Padre Pio da Pietrelcina, del quale egli fu grande e fidato collaboratore.

Il Dott. Sanguinetti nacque a Parma il 20 gennaio 1894 ma in giovane età si tasferì a Roma, dove si respirava un’aria di anticlericalismo che era molto diffuso nella borghesia romana. Studiò dapprima al liceo Torquato Tasso, dove conobbe la sua futura moglie Emilia Spilmann che sposerà a Firenze nel 1919, a guerra finita. Si laureò in Medicina all’Università la Sapienza di Roma e per 15 anni lavorò come medico condotto nel Mugello. Ateo e “mangiapreti”, condivise la sua quotidianità con la consorte che invece era molto devota del Frate di Pietrelcina. Quando sua moglie gli chiese di andare a conoscere Padre Pio lui da principio non ne volle sapere perché riteneva che “un bravo medico deve credere nella scienza positiva e non nel soprannaturale”, ma poi si convinse per amore verso la sua Emilia e acconsentì ad accompagnarla, ma solo in qualità di autista. Doveva rimanere a San Giovanni Rotondo soltanto per una settimana ma si fermò invece per quaranta giorni, durante i quali assaporò la gioia di una sincera conversione ed intrecciò rapporti di amicizia con Padre Pio che vide subito in lui l’uomo che avrebbe saputo e potuto realizzare la sua opera… la Casa Sollievo della Sofferenza… Padre Pio espose a Sanguinetti i suoi progetti ed aggiunse “tu lavorerai con me”. Tutti sanno come andò a finire! Le qualità già presenti in lui come l’intraprendenza e la profondità umana che lo portarono già nei primi anni di lavoro nel Mugello ad aiutare gli ultimi vennero messe maggiormente in luce. Le premesse comunque c’erano perché il Dott. Sanguineti, pur burbero nell’aspetto, aveva un cuore d’oro…molte volte andando a visitare i poveri ammalati della zona portava loro, oltre alle medicine, qualcosa da mangiare perché vedeva la miseria e la fame.

Iniziata la sua conversione gli venne spontaneo agganciarsi alla Misericordia (Miseris cor dare…dare il cuore ai bisognosi). Molte volte nell’esercizio della sua professione si era trovato a contatto con “gli uomini neri” (i fratelli della Misericordia che indossavano la cappa nera anche in ambulanza), incaricati di trasportare i malati o i feriti all’ospedale in un servizio che non prevedeva altro compenso che “Dio te ne renda merito”. Alla curiosità del Dott.Sanguinetti verso la Misericordia si sostituì la voglia di dare una mano per alleviare ancora di più l’umana sofferenza e fu allora che si iscrisse alla Confraternita, stimolato da un suo grandissimo amico il Dott. Pietro Casini che fu Provveditore della Misericordia dal 1944 al 1949. Nel 1941 il Dr. Giuseppe Maria Cieri, che era il Direttore dell’Ospedale di Luco, chiese a Sanguinetti di cercare gente disponibile a donare il sangue nell’Ospedale del Mugello. Sanguinetti si dette daffare e in pochissimo tempo riuscì a reperire una decina fra “fratelli e sorelle” della Misericordia pronti ad iniziare questo servizio verso il prossimo. Nasceva così il primo gruppo donatori sangue a Borgo San Lorenzo che fu poi formalizzato nel 1954 con la costituzione del gruppo FRATRES (3° gruppo costituito in Italia dopo Empoli e Rifredi). Le trasfusioni all’epoca avvenivano in forma diretta, cioè collegando con un tubicino e uno stantuffo la vena del donatore a quella del ricevente. Pensate quanti progressi sono stati fatti da allora ad oggi! Quanto questa generosità fosse necessaria lo si vide due anni più tardi nel 1943 quando ci fu la prima incursione aerea su Borgo San Lorenzo. Oltre ai tantissimi morti ci furono molti feriti in gravi condizioni ed una gran parte di quei feriti si salvarono grazie a quel piccolo gruppo di donatori, fortemente voluto dal Dr. Cieri e dal Dr. Sanguinetti. Il nostro dottore “mangiapreti” stava già pensando di lasciare il Mugello per andare a San Giovanni Rotondo da quel Cappuccino che lo voleva per far nascere la sua Casa Sollievo della Sofferenza, ma la guerra bloccava ogni cosa.

Molte cose realizzò Sanguinetti a Borgo… col parere favorevole del Magistrato della Misericordia installò un apparecchio radiologico donato nel 1942 dalla Principessa Isabella Borghese nei locali della Canonica di San Giovanni Maggiore a Panicaglia (perché i locali della Misericordia avevano subito danni nel bombardamento) e lì nel 1944 furono eseguite le prime lastre a malati e feriti mugellani. Appena terminato il conflitto il pensiero di Sanguinetti fu di portare subito la radiologia a Borgo e di lì a poco l’apparecchio radiologico fu trasferito nei locali della Misericordia che danno su Via Roma. Sanguinetti fece anche impiantare accanto alla Radiologia un macchinario per cure con raggi infrarossi e ultravioletti e si dette da fare con il Governo Militare Alleato perché la Misericordia potesse riavere un’ambulanza (le due in dotazione erano state razziate dai Tedeschi) e così nel 1946 arrivò un’ambulanza dell’esercito americano (il Gippone). Ma ormai il Dr. Guglielmo stava sempre meno a Borgo e sempre più a San Giovanni Rotondo per dedicarsi anima e corpo alla realizzazione della Casa Sollievo della Sofferenza che seguì, dalla prima picconata (16 aprile 1947) all’apertura del Poliambulatorio (25 luglio 1954), come “braccio destro”, confidente e figlio spirituale di Padre Pio. Purtroppo non potè veder terminata l’opera che aveva contribuito a realizzare perché il 6 settembre 1954 improvvisamente il suo cuore generoso cessò di battere. Il vuoto che lasciò fu enorme. Padre Pio addoloratissimo si sfogò con Gesù nella preghiera. Alla Signora Emilia, rimasta vedova, egli confidò: “Gesù me l’ha nascosta questa decisione, altrimenti avrei lottato corpo a corpo col Signore per non farmelo togliere”. Emilia Sanguinetti, benchè stremata dal dolore, si dedicò con tutta se stessa alla collaborazione per portare avanti l’opera che fortemente suo marito insieme a Padre Pio avevano voluto.

Nel 1956 venne ufficialmente inaugurato l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza ma fra le migliaia di persone presenti all’inaugurazione accanto a Padre Pio non c’era lui, il grande Guglielmo Sanguinetti, una delle persone che più si erano spese per realizzare quella meravigliosa opera. Oggi quell’Ospedale è fra i più efficienti ed attrezzati del Sud Italia e oserei dire dell’Italia intera. Per onorare la memoria di questo grande Uomo che ha lavorato tanti anni nel nostro Mugello, facendo del bene a tutti, è stata fatta richiesta all’Amministrazione Comunale, sia da parte della Misericordia che del comitato pro-tempore a cui ha aderito anche il gruppo donatori Fratres di Borgo San Lorenzo, affinchè venga intestata una strada o una piazza a questo benemerito personaggio che tanto ha fatto per il nostro Mugello e per i mugellani.

M. R. e E. S.