Franco Baggiani è un musicista di fama internazionale, che in Mugello dirige corsi e scuole di musica. Ha alle spalle un lungo percorso di crescita artistica e professionale, un’esperienza tale da averlo portato a dedicarsi alla musica in tutte le sue varie sfaccettature e a solcare i principali palcoscenici d’Italia e non solo. Tra le tante cose, ha scritto colonne sonore per televisione e teatro, composto innumerevoli dischi, spaziando dal jezz alla musica contemporanea, all’elettronica. Ha diretto numerose Big Band fiorentine, orchestre da camera, bande e filarmoniche e collaborato con i maggiori musicisti del panorama internazionale. È stato direttore artistico di molte manifestazioni musicali e rassegne jazz e organizza iniziative in Mugello e in tutta l’area fiorentina. Nel 1990 ha fondato “Sound”, di cui è attualmente direttore, ad oggi il principale gruppo di didattica musicale in tutta la Toscana. È direttore della Sound Orchestra, con la quale si esibito in tutta Italia e all’estero e dal 2000 dirige varie Scuole Comunali di musica mugellane e della Valdisieve.

Oltre a essere un grande musicista, chi è Franco Baggiani nella vita di tutti i giorni? Sono una persona fondamentalmente normale, anche se il termine normale può essere adatto a chiunque… la cosa più interessante della mia vita quotidiana è il fatto che la musica ne rappresenta il filo conduttore permanente. Ho solo due hobby: lo sport e la Fiorentina.

Da dove proviene la tua passione per la musica? Cosa ti ha portato a intraprendere questa strada? In casa mia si è sempre ascoltato musica, in maniera particolare mio babbo, grande amante del jazz e grande conoscitore del jazz classico e anche mio zio era un trombettista molto bravo. Il resto lo hanno fatto i primi dischi di Miles e degli Wheather report.

Come è cambiato il tuo approccio ai vari generi musicali? Il jazz è sempre stato un elemento dominante nella tua produzione? Si, il jazz è sempre stato il mio punto di riferimento e lo sarà per sempre, ma mi considero musicalmente onnivoro, quindi per me è sempre stato naturale suonare il martedì jazz, il mercoledi funk, il giovedì addentrarmi nella musica elettronica e il venerdì magari dirigere una banda o un’orchestra da camera. La musica è una soltanto, i generi servono soltanto per gli ascoltatori e per chi è rinchiuso nei suoi steccati.

Cosa ci puoi dire a proposito del tuo nuovo album live con il batterista Mirko Sabatini? Come è nato questo sodalizio? Mirko, oltre ad essere un grande batterista, è anche un artista, coreografo, art designer, scrittore, un uomo di larghe vedute con il quale è sempre bello confrontarsi. Lo conosco dal 1988 quando ci siamo incontrati ad un seminario di composizione a Siena e da allora a periodi alterni (lui vive a Montreal adesso) collaboriamo a progetti diversi.

Oltre a essere musicista e compositore, ti dedichi da tanti anni all’attività didattica. In quali progetti sei attualmente coinvolto? L’attività didattica è una delle mie grandi passioni e nel Mugello abbiamo seminato e fatto nascere tanti musicisti e tanti ragazzi che, anche se non sono diventati professionisti, si sono comunque arricchiti, perchè la musica in ogni caso rende la vita migliore. Attualmente sono direttore delle scuole di musica di Vicchio, Barberino, Scarperia, San Piero e Sound Borgo San Lorenzo.

Oltre alla formazione più strettamente “tecnica” , qual è l’insegnamento principale che cerchi di trasmettere ai tuoi allievi? La prima cosa che una buona scuola deve fare è quella di diffondere la passione, perché attraverso la passione cresce la cultura musicale. Certo, la preparazione tecnica è importante, ma il nostro compito non è formare robot che suonano bene, ma persone coscienti dell’importanza della musica. Il percorso potrà anche essere ad indirizzo professionale con i vari step attraverso i conservatori, ma prima di tutto gli allievi si devono appassionare.

Se ti chiedessimo di voltarti indietro, tra i tanti successi raggiunti fino ad oggi, quali sono i momenti che ricorda con più piacere e soddisfazione? Sono tanti, ma forse i momenti che ricordo nitidamente sono: il giorno del diploma in tromba in conservatorio a Siena, il giorno che Steve Lacy (un monumento del jazz mondiale) scelse per il bis dell’Orchestra di cui era ospite (ed io trombettista) un brano arrangiato da me dicendo che gli era piaciuto tantissimo, e in ultimo (ma ce ne sarebbero tanti altri) il primo concerto a Castellòn de la plana in Spagna all’auditorim municipale in quintetto, condiviso con l’amico e gran musicista Fernando Marco, dove con mia sorpresa registrammo un sold-out totale e un successo ben fin sopra le più rosee previsioni.

Per maggiori informazioni: http://www.francobaggiani.it/