Così si esprime il direttore di CNA Mugello Massimo Capecchi sul rilancio dell’economia del Mugello:

“La ripartenza che si sta delineando potrebbe rappresentare
un’opportunità per ripensare strategicamente al nostro M ugello con un
atteggiamento nuovo in grado di avviare circuiti virtuosi volti a creare
valore aggiunto per il tessuto economico locale.

Come associazione abbiamo il dovere di fare la nostra parte per aiutare
le imprese a ripartire ed impedire che il nostro territorio si
impoverisca e perda un patrimonio di professionalità e di competenze
insostituibili nell’immediato.

Il rilancio dei lavori pubblici è uno dei temi attualmente in
discussione e, a prescindere dalle decisioni che verranno prese, tra gli
obiettivi che vengono posti c’è lo sblocco degli investimenti, la
semplificazione dei controlli e la maggiore informatizzazione dei
processi. Questi obiettivi potrebbero essere perseguiti già adesso
mettendo in pratica alcune procedure previste dalla legislazione vigente
che potrebbero facilitare il coinvolgimento delle imprese locali agli
appalti pubblici.

In Mugello solo il comparto delle costruzioni conta, insieme al suo
indotto, 1500 imprese con una media di 4 dipendenti per un totale di
circa 6.000 occupati: affidare proprio a loro, persone che vivono e
pagano le tasse sul territorio, le commesse che verranno è un atto di
responsabilità sociale di cui chiediamo agli amministratori locali di
prendersi carico.

Con tali premesse, essenziale sarà mettere in pratica meccanismi volti a
favorire una filiera corta, a km zero degli appalti.

La nostra proposta è quella, da un lato, di creare un albo fornitori
dell’unione dei comuni del Mugello a cui far aderire tutti i singoli
Comuni del territorio e, dall’altro, lavorare per formare il personale
interno degli enti appaltanti per capire come spacchettare le gare in
lotti omogenei quando è possibile.

In merito al primo aspetto abbiamo commissionato, come CNA, una
relazione tecnica per poter aiutare gli amministratori nell’avviare un
processo per la creazione di un Albo Fornitori. La costituzione di uno
strumento del genere è volto alla semplificazione nei controlli e, nello
stesso tempo, potrebbe agevolare il coinvolgimento delle imprese locali.
In tal senso, alleghiamo la relazione realizzata da Pubblica
amministrazione& Mercato S.r.l., volta a tracciare e dettagliare la
strada per la costituzione di un albo del genere.

Per quanto riguarda la messa in pratica dello spacchettamento degli
appalti, previsto dalla normativa come l’Albo Fornitori, sappiamo che il
maggior ostacolo è dovuto ad una carenza del personale interno e la
necessità di formazione in merito. Questo però non può impedire di
avviare un processo volto a fare i primi tentativi anche grazie ad una
formazione mirata che vada in questo senso.

Sicuramente il percorso non è facile ma gli strumenti legislativi ci
sono e le nostre imprese hanno bisogno che questo percorso venga
intrapreso, lasciandosi alle spalle sterili dibattici politici ed
iniziare nuovi processi di sviluppo condivisi con tutti gli attori del
territorio”.