Gianna Ormi Banci è Presidente di Pianeta Elisa Onlus, un’Associazione di volontariato situata a Borgo San Lorenzo, in località Faltona, che prende il nome da Elisa, una ragazza disabile con tanta voglia di vivere e un enorme amore per i cavalli. Ormai da qualche anno l’Associazione offre uno spazio aperto a persone disabili e non, promuovendo l’integrazione e la tolleranza attraverso attività e laboratori che rendono la persona più autonoma e consapevole delle proprie potenzialità.

Come è nata la Onlus “Pianeta Elisa”?

L’Associazione è stata fondata nel 1999 ed nata da un’esigenza di vita quotidiana – racconta Gianna –. La terza dei miei figli è affetta da una disabilità importante e il nostro impegno come famiglia è sempre stato quello di rendere la sua vita e le sue giornate il più normali possibile, compatibilmente con le sue difficoltà. Fin da piccola ha manifestato un profondo amore per i cavalli e, nel cercare un ambiente idoneo per soddisfare questa sua passione, siamo arrivati nel Mugello. Queste situazioni prevedono spesso una quotidianità complicata, sia per il coinvolgimento emotivo che per la gestione pratica di banali attività, come spostarsi, vestirsi, lavarsi o muoversi fuori casa. Consapevoli che tante altre famiglie vivono esperienze simili e conoscendo da vicino le relative necessità e difficoltà, abbiamo voluto fortemente creare un ambiente in cui poter offrire sostegno e attività a chi ne ha bisogno.

In che cosa consiste il “Borgo di Elisa”?

Il “Borgo di Elisa” nasce nel novembre del 2003. È una struttura immersa nel verde del Mugello, nelle campagne di Borgo San Lorenzo, a Larciano. Tutto comincia con una vecchia casa di campagna, quasi un rudere, che in poco tempo si trasforma in una prima struttura innovativa, non solo priva di barriere architettoniche ma studiata nei dettagli per rendere agevole la permanenza di tutti. Nasce il primo laboratorio informatico ricco di ausili hardware e software per poter permettere alle persone con difficoltà neuromotorie di scrivere lettere, navigare su internet, approfondire conoscenze e abilità. Principi in cui crediamo profondamente sono il rispetto dell’individualità e il potenziamento delle capacità del singolo; nasce così in un secondo momento il “Dopo di noi”. Si tratta di una seconda colonica accanto alla struttura principale, che prevede più appartamenti, ognuno dei quali progettato per ospitare persone disabili. L’intento è quello di dare la possibilità innanzitutto a gruppi e famiglie di soggiornare in un ambiente sereno e accogliente, magari per qualche giorno di vacanza, ma è altrettanto importante permettere a chi ne abbia voglia (compatibilmente con le proprie difficoltà) di essere autonomo, mettendosi alla prova nel gestirsi con le mansioni quotidiane. Non si può non pensare, infatti, che purtroppo questi ragazzi un giorno potrebbero non avere più qualcuno che si curi di loro… conquistare un po’ di autonomia è sia di stimolo per il presente che una ricchezza acquisita per il futuro.

Tra le attività proposte vi è anche l’ippoterapia. Quali sono i benefici che può apportare?

In risposta alla passione di mia figlia per i cavalli e conoscendo i benefici dell’ippoterapia, abbiamo deciso di aprire anche un maneggio (in parte coperto) che sorge a pochi passi dalla sede del Borgo di Elisa. I nostri cavalli sono addestrati per l’ippoterapia, le selle sono studiate e modificate con appositi sostegni, così come le imbracature. L’ippoterapia ha molteplici benefici ed è una tappa importante in un percorso sia di sostegno che di recupero. Si tratta di benefici a livello fisico-motorio ma anche psico-pedagogico. Salire, stare sull’animale, tenersi in equilibrio durante il movimento, scendere, tirare le briglie per impartire ordini: si tratta di una serie di gesti che prevedono coordinamento motorio, forza ed equilibrio. Ma andare a cavallo significa anche occuparsi dell’animale: il cavallo va lavato, nutrito, preparato per la lezione… tutto ciò implica un contatto fisico e quindi mi permette di affrontare la paura per gli animali, ma non solo. Il cavallo ha bisogno di me quindi io mi sento responsabile; ciò significa accrescere e rafforzare la propria autostima. Seguendo l’intento della reale integrazione tra diversamente abili e normodotati, il centro ospita anche corsi e attività equestri per chiunque, nel medesimo contesto.

Quali attività e progetti rivolgete alle persone con disabilità?

Le attività che proponiamo ai nostri ragazzi sono varie e vengono svolte con modalità che rispettino le capacità e gli interessi del singolo, con l’obiettivo di rafforzare e approfondire le potenzialità di ognuno, ma anche di integrare nel sistema-gruppo. Operatori specializzati propongono musico-terapia, avvicinamento al cavallo, arte-terapia, sessioni di shiatsu… Organizziamo uscite ludico-culturali a mostre, città d’arte, laboratori; portiamo i nostri ragazzi al mare, anche solo per una passeggiata e un pranzo in spiaggia, e in montagna d’inverno, a divertirsi con slittini idonei alle loro difficoltà. Con il passare del tempo abbiamo raggiunto tanti obiettivi e realizzato importanti progetti, uno per tutti la “Macchina dei fiori”. È stato brevettato un macchinario con comandi semplici che permette ai ragazzi di partecipare attivamente alla preparazione di vasi da fiori e da orto, occupandosi in prima persona di tutte le fasi, dalla terra messa nel vaso alla semina all’interramento, e alla gestione del giardino e dell’orto. Questo fantastico macchinario ci ha permesso di partire con una nuova attività a cui partecipano in tanti con entusiasmo: l’orto-terapia. Da sempre siamo anche fortemente motivati nel perseguire un altro obiettivo e cioè la realizzazione di abiti su misura. Essere diversamente abili non vuol dire dover rinunciare a vestirsi con abiti pratici ma non anonimi e, perchè no, magari anche vezzosi o eleganti. Stiamo quindi lavorando in questi mesi per organizzare una sartoria che si occupi di questo progetto. Così come essere diversamente abili non vuol dire non aver diritto e voglia di fare attività sportiva. Un ragazzo in carrozzina non potrà certo fare il salto con l’asta ma può tirare una palla, può fare esercizi con mani, braccia e busto. E poi attività sportiva vuol dire socialità, movimento, senso di appartenenza… tutte ricchezze che si danno troppo spesso per scontate e che contribuiscono ad accorciare le distanze con il mondo “normale”, che ancora oggi si riempie la bocca di belle parole ma poi si gira per strada per guardare i “diversi”.

Le cose da dire sono davvero tante – aggiunge Gianna, – anche perchè tanti sono i nostri progetti e grande il nostro entusiasmo nel realizzarli. Desidero quindi ringraziare tutti coloro i quali hanno creduto in noi e continuano oggi a sostenerci. Da soli non si può arrivare lontano.

Per maggiori informazioni: www.pianetaelisa.it .