E’ da anni che va avanti il conflitto tra i residenti nelle vicinanze dell’Autodromo e i commercianti e imprenditori di Scarperia e di tutto il Mugello. I primi chiedono di limitare le attività dell’Autodromo per ridurre l’inquinamento acustico e dell’aria. I secondi rispondono che qualsiasi ridimensionamento di gare e test sul circuito sarebbe un danno per le attività economiche che vivono grazie ai turisti e alle occasioni di lavoro che arrivano dall’Autodromo.

In Regione è stata fatta una proposta di legge proprio per cercare di superare questo conflitto e regolamentare le attività della struttura scarperiese. Martedì scorso se n’è discusso alla Commissione ambiente regionale con il Comitato “Il suono del Mugello” e con i commercianti di Scarperia

Al termine delle audizioni il presidente della commissione Baccelli (PD) ha affermato che  “La proposta di legge all’esame non è panacea di tutti i mali e sarà approfondita. Dovranno seguire interventi quali mitigazione, monitoraggi, verifiche e regole di gestione”.

Il punto di equilibrio va trovato – ha proseguito Baccelli -perché le ricadute economiche, occupazionali e d’immagine sono evidenti e riconosciute da tutti”. La messa in sicurezza dei cittadini, la tutela della salute pubblica sono prerogative indiscutibili” continua il presidente rispondendo ai rappresentati del Comitato che lamentano, tra l’altro, la mancanza di dati certi, o comunque “parziali e di dubbia valenza”, rispetto all’inquinamento acustico.  Di certo c’è che il Comune di Scarperia e San Piero “Non ha ricevuto alcuna condanna per aver adottato atti che potessero in qualche modo compromettere la qualità ambientale e quindi di vita dei cittadini”. Lo riferisce il sindaco, Federico Ignesti, che cita i “numerosi ricorsi fatti in dieci anni contro l’amministrazione, tutti caduti nel vuoto” e respinge al mittente le accuse, formulate dai rappresentati del Comitato, di “scarsa trasparenza”.  Ignesti parla delle azioni portate avanti nell’interesse del territorio, residenti e categorie economiche, e chiarisce come l’iniziativa, nel tempo, si sia fatta “più stringente: “abbiamo ridotto le giornate in deroga da 305 a 260, rivisto l’orario di utilizzo del circuito dalle 9 alle 18.30, salvo eventi di particolare rilievo che necessitano di tempi diversi, previsto una fascia oraria sui test e limitato il numero massimo dei veicoli in pista, 60 auto e 80 moto”. Il primo cittadino cita anche la “formazione al personale” interno all’autodromo per verificare che immissioni ed emissioni rientrino nel limite previsto per le gare sportive, anche durante le attività amatoriali e chiarisce: “non ci risulta alcun inquinamento ambientale ma abbiamo comunque chiesto al gestore l’installazione di barriere arboree”. “Il Comune deve bilanciare e tenere insieme i diversi interessi” dichiara ancora e sulla proposta di legge anticipa “apprezzamento: potrebbe sbloccare il lavoro immane, oggi in capo all’amministrazione”.

 

Il testo, infatti e almeno nella sua prima stesura all’esame della commissione, prevederebbe il passaggio della competenza del circuito, di proprietà di un ramo di azienda della Ferrari, alla Regione. Il rischio di “allontanamento dal territorio” e “l’estensione della durata delle autorizzazioni in deroga a un periodo di cinque anni” – dal 2001 al 2017 il Comune di Scarperia ha autorizzato 305 giornate l’anno in deroga – preoccupa i rappresentanti del Comitato, che chiedono il rispetto di “diritti fondamentali costituzionalmente previsti”.

il vicepresidente della commissione, Giacomo Giannarelli (M5S), ribadisce la necessità di “risolvere il conflitto. L’autodromo è strategico per il Mugello ma i cittadini non devono restare indietro” e propone il “recepimento massimo della normativa nazionale” e di sostenere l’amministrazione comunale attraverso l’intervento di Arpat, organo terzo “fino a prova contraria”, per il monitoraggio. Sul disegno di legge è altrettanto chiaro: “Potrebbe aumentare la conflittualità” e anticipa emendamenti mentre per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Marcheschi, “non è lo strumento adatto per risolvere il problema”. Tommaso Fattori, capogruppo Sì-Toscana a sinistra, nutre invece dubbi sulla “strategicità pubblica” del circuito nato nel 1974 e citando il Comitato dichiara: “Non può essere considerato alla stregua di un’opera di interesse come ad esempio un aeroporto”.

Sul testo della Giunta sono già depositati emendamenti firmati anche dal capogruppo Pd Leonardo Marras e dalla consigliera del territorio Fiammetta Capirossi.