Il Consiglio regionale ha approvato le modifiche alla legge varata  a febbraio

e impugnata dal Governo perché ritenuta in contrasto con alcuni articoli della Costituzione.

La nuova proposta conferma l’importanza strategica regionale e

internazionale dell’autodromo e precisa che nel rispetto della normativa

statale e regionale di riferimento, il Comune di Scarperia e San Piero e il

soggetto gestore dell’autodromo concordano, mediante apposita convenzione,

le misure finalizzate ad implementare la sicurezza degli impianti e a

garantire le cautele tecniche necessarie per lo svolgimento delle attività,

sentiti i comuni interessati.

Si dispone inoltre che il Comune di Scarperia e San Piero sia comunque

tenuto ad implementare un sistema di monitoraggio acustico, assicurando il

coinvolgimento dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della

Toscana (Arpat).

 

Vengono infine eliminati gli articoli sul numero dei giorni di durata

massima delle autorizzazioni in deroga e il riferimento alle fasce orarie

nell’ambito delle quali può svolgersi l’attività motoristica, rinviando

direttamente a quanto disposto dalla normativa statale.

 

“Problematiche sanitarie non ci sono mai state, lo ha verificato anche un

giudice – ha precisato Fiammetta Capirossi (Pd), dichiarando il voto

favorevole – Alcuni numeri di uno studio Irpet: nel 2007 l’indotto è stato

di 22,7 milioni di  euro per 120 unità lavorative l’anno, nel 2011 l’indotto

è stato di 63 milioni di euro e 414 unità lavorative, nel 2017-8 l’indotto è

stato di 130 milioni di euro e 675 unità lavorative“.

 

Tommaso Fattori (capogruppo Sì-Toscana a sinistra) ha ricordato di aver

presentato a suo tempo emendamenti bocciati proprio sui punti contestati.

“Non possiamo votare questa proposta, anche se migliorativa – ha detto –

perché si fonda sul presupposto bizzarro della presunta strategicità

dell’autodromo”. A suo parere i problemi non sono dati dagli eventi

internazionali, ma dall’attività ordinaria di tipo amatoriale.

 

“Ben venga la definizione delle competenze tra Stato e Regione in materia

di ambiente, sempre problematici – ha detto Elisabetta Meucci (Italia Viva)

–  E’ un impianto strategico, come dimostra lo studio fatto dall’Irpet.

L’obbiettivo della legge rimane quello della tutela della salute e della

sicurezza ambientale” .