Solenne accoglienza riservata a Sua Eminenza il Cardinale Ernest Simoni, che, nel giorno dedicato alla martire Santa Barbara, ha festeggiato la celeste patrona, oltre che dei Vigili del Fuoco, dei minatori e di coloro che sono addetti a costruire ed edificare. Accolto dal Comandante della Polizia Municipale Paolo Baldini, Sua Eminenza è stato scortato nel cantiere autostradale, posto nel comune di Barberino di Mugello, in località Cornocchio. Nel tragitto, che ha portato il Cardinal Simoni all’interno, che la ditta appaltatrice Pavimental sta andando a realizzare, l’auto del Cardinale si è fermata a salutare i vari operai, i quali dalle loro postazioni di lavoro lo salutavano con affetto.

Giunto nel cuore della montagna e della galleria dedicata a Santa Lucia, le maestranze avevano preparato con grande amore e dedizione un palco con un altare mobile addobbato da bellissime composizioni floreali richiamanti il Natale, che facevano pensare alle prossime vacanze in cui gli operai trascorreranno le festività riabbracciando i propri cari. Spiccavano anche elmetto, pala e piccone, ovvero gli strumenti di lavoro, e lì vicino il Cardinale si è inginocchiato con grande agilità nei suoi quasi 92 anni, dopo essersi comunicato pregando intensamente e commuovendo tutti. Il Cardinale è stato accolto dal parroco di Barberino di Mugello, il Canonico Don Stefano Ulivi, dal vice parroco Don Nicola Materi e dal direttore Tecnico di Pavimental Italo Menegola. I sacerdoti hanno concelebrato la Santa Messa presieduta dal Cardinale alla presenza di circa 400 operai e alle maestranze di Pavimental e di Autostrade per l’Italia, committente dell’opera, che a breve sarà conclusa. Durante l’omelia, il Cardinale si è complimentato del lavoro del popolo d’Italia e della sua potenza scientifica, che con le loro opere fanno brillare tutta l’Europa ed il mondo.

«Non voglio fare elogi, ma l’Italia è veramente formata da un popolo gentile! Siamo qui riuniti per ringraziare e lodare per questa grande opera fatta dal sudore dell’uomo. Gesù sta con noi affinché il vostro sudore sia brillante per tutta l’Italia e per coloro che usufruiranno di quest’opera! Gesù è venuto tra noi dal cielo, il Figlio di Dio Onnipotente è venuto ad insegnare a tutti i popoli ad adorare, conoscere e servire, per avere la Resurrezione nella vita eterna. Il Profeta Isaia ci ricorda, ancor prima della venuta di Gesù nel mondo, che verrà il Redentore promesso. Duemila anni fa venne il Figlio di Dio promesso, Salvatore di tutti gli uomini, Padre di tutti, Redentore, Legislatore. Tutte le leggi cosmiche della natura vegetativa, sensitiva, razionali, date dalla mano di Gesù, mano potente creatrice. Le opere e i miracoli sigillano la presenza di Gesù nel mondo intero! Dove pregano due, il terzo è Gesù in ogni casa e nel mondo del lavoro! Gesù da Adamo ed Eva darà la Resurrezione e la vita eterna a tutti! Mettiamo Gesù al primo posto! Preghiamo la Santissima Madonna e convertiamo tutte le ricchezze dandole ai poveri! La vostra ricompensa sarà nel Regno dei Cieli perché su questa terra siamo tutti passeggeri», queste le parole del Porporato.

L’amministratore delegato di Pavimental l’ing. Franco Tolentino ha salutato con commozione il Cardinale, facendo riferimento alla sua vita di vero e autentico testimone della Fede, che ha sopportato le atroci angherie del regime albanese. Con gratitudine ha poi salutato tutti gli operai e le famiglie presenti e si è soffermato ad illustrare le operazioni di lavoro, che da alcuni anni sono in atto e che a breve permetteranno l’apertura totale della galleria più capiente d’Europa, lunga più di 7 km (che collegherà Barberino a Calenzano con tre corsie di marcia da Bologna verso Firenze). Il Segretario del Cardinale, Cav. Vieri Lascialfari, ha narrato a tutti i presenti la vita di Sua Eminenza, riferendo che, entrando nella galleria, prima di celebrare la Santa Messa, ripensava e raccontava quando anch’esso era nelle miniere di Scutari, dove estraeva rame e pirite in una miniera, non attrezzata e sicura come gli attuali luoghi di lavoro. Infatti, entravano nelle viscere della terra con delle candele a kerosene, pregando il Signore di riuscire ogni sera a terminare il proprio turno per tornare nella capanna dove alloggiavano. Don Stefano Ulivi ha salutato il Porporato con affetto, ben conosciuto nel Mugello, viste le varie volte che si è recato a Barberino. Don Ulivi con commozione ha detto che egli è testimone e martire vivente del regime, che ha conosciuto in vita l’inferno, ma che con la preghiera e la Fede è riuscito a superare le tenebre dell’inferno terreno per raccontare e testimoniare a tutti la vita vissuta alla luce del Vangelo nella sequela di Gesù.

Emanuele Piccini