(In foto Silvana Fallisi e Riccardo Rombi)

Parlo con Riccardo Rombi, direttore di Catalyst che gestisce il Teatro Corsini di Barberino per avere il punto di vista burocratico dell’interruzione di una stagione che stava totalizzando quasi tutti esauriti.

-Si va in scena a tutti i costi e i Teatri non si chiudono, mai.

In Teatro è una legge morale, etica, professionale. A dicembre, durante una delle scosse pomeridiane del terremoto, a Barberino, stavamo preparandoci per la generale di un nostro spettacolo e tremolanti, davanti a un manipolo di inossidabili, siamo andati in scena.

A Marzo, quando ad una riunione dei Teatri dell’area metropolitana fiorentina, svoltasi alla Pergola, ho visto le poltrone sulle quali, non ci si doveva sedere, segnate con una croce (orrido simbolo privo di gusto) ho capito che qualcosa di più profondo e sinistro ci stava per colpire.

Abbiamo, grazie al sotegno dell’Amministrazione di Barberino, cercato di portare avanti l’attività cinematografica ma il nove marzo, abbiamo spento anche il proiettore.

Che fare? Al Teatro di Barberino, siamo quindici, che in diversi settori e con diverse mansioni, portiamo avanti la complessa attività di produzione culturale, già, nel giro di ventiquattro ore, un centro di produzione veniva cancellato. La progammazione serale,

gli scambi internazionali, le matinèe e pomeridiane delle Scuole, il progetto con la Biblioteca Comunale che avrebbe coinvolto Roberto Piumini, gli spettacoli in tournee, i laboratori di teatro, le giornate che il Comune dà all‘Associazionismo e i Festival Nazionali e Internazionali. Tutto cancellato dall’ emergenza.

Un’emergenza che ha fatto emergere come Sanità, Pubblica Istruzione e Beni Artistici e Culturali, vivessero da anni ai limiti del collasso nel disinteresse più o meno generale.

In più il nostro è un settore, che non prevede ammortizzatori sociali, non prevede clausole di salvaguardia, che, unico caso in Europa, non è mai stato ( eccezion fatta per i ministeri Franceschini e la felice isola Toscana) oggetto di una sistematica riorganizzazione politico amministrativa.

Insomma, 350 giornate lavorative perse, 350 giornate di versamenti, 350 giornate che nel nostro settore, il terzo come viene definito, significano, entrate zero, stipendi zero.

Ma abituati alla trincea come chi lavora negli ospedali o nelle scuole, non ci possiamo fermare. Così noi del Teatro Comunale di Barberino, stiamo lavorando, scrivendo progetti per la stagione estiva da sottoporre all’Amministrazione  Comunale, scegliendo spettacoli per la prossima stagione, organizzando on line corsi per i nostri allievi di teatro.

Stiamo preparando, con tutti i nostri sforzi, i rimedi per lenire cervello e cuore, per dare il giovamento necessario alla nostra comunità, quando uscirà da questa emergenza.-

Nel frattempo, Riccardo Rombi, tanto per non perdere il vizio, sarà presente via etere in Decaneurone, Riccardo Rombi legge Il decamerone, ogni Lunedi, Mercoledi e Venerdi su Novaradio (firenze 101.5 – Mugello 87.8).

Massimiliano Miniati