Publiacqua rassicura che il progetto di un tubo che porti l’acqua da Bilancino a Prato non è una minaccia per la Sieve

“In merito a quanto da alcuni affermato in relazione all’ipotesi progettuale di collegare direttamente l’invaso di Bilancino con la città di Prato, – si legge in un comunicato di Publiacqua – è opportuno innanzitutto smentire ogni rischio per il fiume Sieve, la cui salvaguardia è obbiettivo primario. Il deflusso dell’acqua di Bilancino verso la Sieve continuerà nelle modalità e nelle quantità tali da garantirne infatti la naturale integrità ecologica.

Il progetto, il cui studio è appena iniziato e che sarà oggetto di verifica con le Amministrazioni locali e le Autorità competenti alla tutela dei corpi idrici, analizzerà l’impatto che la fornitura diretta verso la città di Prato potrebbe avere sulla salvaguardia del Lago di Bilancino e del fiume Sieve e sarà definito in modo tale da assicurare comunque i rilasci necessari al deflusso minimo vitale per lo stesso fiume Sieve ma anche per il fiume Arno. Rilasci che, ricordiamo, sono definiti da un’Autorità preposta e non dal gestore del servizio idrico.

Il progetto prevede anche la realizzazione di una linea di approvvigionamento diretto a servizio delle comunità locali, rafforzando così il sistema idrico del Mugello.

Nessun rischio anche per il Lago di Bilancino. E’ infatti utile ricordare, come qualcuno invece tende a dimenticare, che l’acqua di Bilancino già adesso è convogliata verso Prato (500 litri/secondo), dopo essere stata potabilizzata all’impianto dell’Anconella localizzato a Firenze. Il saldo totale dell’acqua in uscita dall’invaso sarà quindi come quello attuale.

Il progetto si pone invece l’obbiettivo di mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico per l’intera area metropolitana.

Attualmente l’acqua in uscita dal lago di Bilancino entra nelle Sieve per immettersi nel fiume Arno ed essere prelevata a monte della città di Firenze, potabilizzata nell’impianto dell’Anconella e immessa in rete a servizio dell’area metropolitana e del Chianti Fiorentino.

Tutto il sistema di approvvigionamento metropolitano, centrato sul solo impianto dell’Anconella, presenta quindi una fragilità importante: qualunque problema dovesse emergere all’impianto oppure nel fiume (inquinamento dello stesso per sversamenti non autorizzati o incidentali) potrebbe mettere a serio rischio l’approvvigionamento idrico per 800 mila persone.

E’ quindi necessaria una nuova progettualità che permetta di creare e dare flessibilità e ridondanza al sistema idrico, salvaguardando al contempo gli aspetti ambientali, e mettere in sicurezza i nostri territori. Di questo stiamo parlando. Il progetto non ha niente a che fare con i tempi ricordati dal Forum: la qualità delle acque nei fiumi (Publiacqua sta portando avanti un importante piano per garantire la depurazione dei reflui presenti nel territorio) e le perdite idriche (il 50% del piano di investimento di Publiacqua – fino ad oggi spesi oltre 1.400 milioni di euro – riguarda l’acquedotto ed è in atto un importante piano per la sostituzione delle condotte che hanno maggiore dispersione).

Il progetto, oggi in discussione e in corso di approfondimento, prevede di creare un nodo importante di potabilizzazione e distribuzione nell’area pratese che, potenziando lo stesso prelievo sulla falda idrica lì presente (il cui utilizzo è stato già incrementato in maniera significativa da Publiacqua e che sarà incrementato ulteriormente), consenta di garantire l’approvvigionamento idrico per l’area pratese e pistoiese e, dovessero nascere problemi all’Anconella, anche per la città di Firenze e il Chianti fiorentino. Il tutto, come già ricordato, a saldo invariato per il Lago di Bilancino.

Rendere autonoma l’area pratese dalla risorsa prodotta nell’impianto fiorentino ha inoltre vantaggi ambientali importanti. I 500 litri/secondo potabilizzati all’impianto dell’Anconella e indirizzati verso Prato infatti hanno un costo ambientale significativo derivante da: agenti chimici utilizzati per potabilizzare l’acqua prelevata dal fiume Arno; i fanghi prodotti durante il processo; l’energia elettrica utilizzata per rilanciare l’acqua verso Prato. Non solo, una fornitura diretta verso Prato ha vantaggi evidenti anche per quanto attiene l’acqua invasata nel Lago di Bilancino. Oggi per garantire la disponibilità di risorsa verso Prato è necessario sversare in Sieve una quantità maggiore dei 500 litri secondo che, dalla rete fiorentina di adduzione, vanno verso Prato. Gli effetti naturali di vaporizzazione e le dispersioni naturali che vi sono nel lungo tragitto dal rilascio in Sieve all’impianto dell’Anconella determinano infatti la necessità di far uscire dall’invaso una maggiore quantità di acqua. Risorsa che, invece, potrebbe rimanere nel Lago”.