Ieri domenica 29 marzo la Misericordia di Bivigliano e la Casa di riposo Villa Belisario hanno protestato con il Sindaco di Firenze Nardella per la decisione di aprire un centro di quarantena per migranti nel Giotto park Hotel. Pubblichiamo il testo completo della lettera, inviata anche alle autorità provinciali e regionali.

“Consapevoli della delicatissima situazione di emergenza venutasi a creare e ben coscienti della necessità di individuare sistemazioni idonee ad accogliere ospiti delle strutture di accoglienza dell’area fiorentina in isolamento volontario ed in quarantena, desiderano esprimere tutta la propria contrarietà in merito agli ambienti individuati presso l’ex C.A.S. del Park Hotel Giotto a Bivigliano.

Pur nella piena convinzione che la SS.VV. abbia approfonditamente ponderato le caratteristiche               delle strutture da arruolare al fine di assolvere al compito, desideriamo sollecitare la Vostra attenzione sulla collocazione della struttura già menzionata.

Data la nostra profonda conoscenza del territorio e il vitale servizio che le nostre due realtà svolgono a livello locale, ci permettiamo di segnalare che la struttura si trova proprio al centro del piccolo paese di Bivigliano, di fronte agli unici tre esercizi commerciali rimasti aperti, dove le persone stazionano – al di sotto delle finestre dello stabile in questione – in attesa di entrare all’interno dei negozi. Il paese è ormai abitato prevalentemente da una popolazione anziana e, nelle immediate vicinanze dei locali individuati per l’accoglienza di persone in quarantena, si trovano anche la RSA Bivigliano Clinic e MD Clinic (Villa Belisario) e la sede della locale Misericordia che ospita, al proprio interno, gli studi medici.

A solo titolo informativo ci permettiamo di segnalare come le ultime notizie di cronaca abbiano purtroppo evidenziato come il virus risulti particolarmente letale all’interno delle Residenze Sanitarie Assistite dei territori coinvolti dall’emergenza Covid-19, rendendo questi luoghi obiettivi sensibili. All’interno di queste strutture, il virus ha falcidiato residenti, medici ed operatori. Ricordiamo gli episodi della Casa di Riposo di Lambrate (23 decessi), della “Residenza Borromea”  di Mediglia (61 decessi), della RSA di Codogno (33 decessi), della RSA “Villa delle Palme” di Villafrati (PA) oltre 70 positivi tra pazienti ed operatori oppure più vicino a noi, a Bologna alla RSA “Sant’Anna e Santa Caterina” dove una ventina tra infermieri, operatori ed ospiti, hanno manifestato sintomi del virus tanto da far seguire una serie di ricoveri! E la lista potrebbe continuare davvero per molto tempo. Nelle Marche, a supporto di ospiti e personale dipendente di diverse strutture per anziani, è scesa in campo addirittura l’associazione “Medici senza Frontiere”.

Vogliamo inoltre segnalare i rischi a cui si sottoporrebbero le persone che dovessero recarsi presso gli unici ambulatori del paese, proprio di fronte alla struttura che dovrebbe ospitare le persone in quarantena. E quali rischi per gli operatori della Misericordia che sono gli unici a svolgere i servizi sia in campo sociale che sanitario? Davvero vogliamo far correre questo rischio enorme alla popolazione di Bivigliano?

E riguardo alle uniche tre attività commerciali del paese? Quale effetto drammatico, già soltanto per psicosi collettiva, provocherebbe a livello economico su questi tre esercizi? E non per ultimo: è stata valutata la fatiscenza della struttura peraltro di difficile controllo a causa delle svariate vie di fuga? Chi soffre non merita senz’altro di essere “stipato” in un ambiente così poco confortevole!

In tutta trasparenza e sincerità, Sig. Sindaco, ci auguriamo che la decisione in merito alla struttura, possa ancora essere riconsiderata valutando, dato che sul nostro stesso territorio ne sussistono, valide alternative di strutture già disponibili, più idonee e non così baricentriche rispetto alla popolazione residente. Da parte Vostra, prendere in considerazione le alternative, sarebbe un bellissimo gesto di ascolto di chi vive il territorio e ne conosce le peculiarità.

Data l’importanza e l’urgenza della situazione, ci rendiamo disponibili fin da subito a collaborare con tutte le istituzioni affinché questa pericolosa decisione venga rivalutata, riducendo al minimo i rischi di contagio, garantendo a ciascuno le necessarie misure di assistenza ed individuando sul territorio strutture con caratteristiche più adeguate alle necessità impellenti.