PROGRAMMA

“Borgo in Comune” è una lista unitaria di sinistra aperta alle esperienze della società civile e dell’associazionismo. Ispira la sua azione politica ai principi e ai valori della Costituzione e dell’antifascismo. Borgo in Comune si propone di rinnovare un patto di cittadinanza basato sulla trasparenza, la partecipazione e la valorizzazione dei beni comuni, mettendo al centro del suo programma il benessere dei cittadini, la qualità dei servizi, la salvaguardia dell’ambiente, i diritti di cittadinanza e del lavoro, la parità di genere. Si impegna al confronto costante con i cittadini, il mondo dell’associazionismo e del volontariato presente sul territorio comunale. Borgo in Comune sosterrà con convinzione ogni iniziativa tesa alla creazione di una comunità solidale e accogliente. Valorizzerà le professionalità presenti nell’amministrazione per un corretto rapporto con i cittadini ed un efficiente capacità di intervento sul territorio, nonché il ruolo di indirizzo e programmazione del Consiglio Comunale e delle commissioni, creerà consulte di frazione per consolidare il rapporto tra cittadini e amministrazione. Borgo in Comune con il suo programma valorizzerà la scuola e la cultura e risponderà ai bisogni delle famiglie, dei bambini, dei giovani e degli anziani. Opererà per migliorare i servizi sociosanitari sul territorio e per garantire la presenza di un presidio ospedaliero di qualità. Borgo in Comune si propone di favorire il lavoro e la sostenibilità e di amministrare con responsabilità per dare nuova speranza ai cittadini, convinti che la cittadinanza cominci quando ci si sente parte attiva di una comunità. “La Costituzione non ammette una cittadinanza formale e intermittente, non prevede che ci occupiamo della “cosa pubblica” solo in determinate circostanze, come le tornate elettorali. Ci chiede di essere cittadini a tempi pieno, partecipi attenti, informati. Pronti a denunciare le ingiustizie , ma pronti anche a rimboccarci le maniche , a contribuire al cambiamento che desideriamo. La Costituzione – scritta settanta anni fa per rispondere al fascismo, alla guerra e al razzismo – ci interpella . Non è solo una carta , né solo la legge fondamentale dello Stato , è un progetto di cui noi dobbiamo essere gli esecutori”. Borgo in Comune vuol essere tutto questo. Leonardo Romagnoli

Una nuova modalità amministrativa: Borgo in Comune

Amministrare un Comune non è come gestire un’azienda. Non ci sono solo dipendenti e non si tratta semplicemente di far quadrare i conti. Amministrare un Comune significa prestare attenzione a chi lo abita, a chi lo anima e lo vive. Perciò è necessario avere ben chiara la responsabilità che ci si assume nel farlo, così come la consapevolezza che chi amministra è chiamato a rappresentare un’intera comunità, per dare risposte ai suoi bisogni. E non può farlo da solo, ma ha bisogno del contributo fondamentale di quelle donne e quegli uomini che ogni giorno fanno muovere la macchina amministrativa, consentendo di dare risposte concrete ai tanti problemi che si impongono quotidianamente. Senza questo, la funzionalità verrebbe a mancare, con grave danno per tutti coloro che usufruiscono dei servizi comunali. Ma anche questo non basta. Chi amministra deve anche saper ascoltare le istanze che gli vengono di volta in volta proposte, comprendere le esigenze e considerare i problemi che emergono nella vita del paese, coinvolgendo nelle decisioni e nelle scelte che si rendono necessarie nella misura più ampia possibile, dal funzionario al dipendente, dal consigliere comunale ad ogni singolo abitante. Senza questo verrebbe a mancare la base minima del funzionamento democratico. In altre parole: amministratori competenti, onesti, motivati, sensibili agli interessi del paese; coinvolgimento diretto dei cittadini; organizzazione funzionale ed efficiente della macchina comunale. 1) Gli amministratori (Giunta e Consiglio) hanno il compito di definire gli obiettivi basandosi sul programma votato dalla cittadinanza e controllare che gli stessi siano raggiunti. 2) Ai Dirigenti compete la traduzione in una programmazione e la gestione tecnica dei diversi servizi e delle risorse ad essi destinati. 3) I dipendenti pubblici hanno un ruolo fondamentale: riteniamo occorra, per prima cosa, riconoscere pienamente il loro contributo come indispensabile e prioritario per ottenere qualità nei servizi offerti. Per questo la nuova modalità amministrativa che ci proponiamo si fonda:

  • sul rispetto dei ruoli, del lavoro e del contributo di tutti coloro senza i quali né la macchina comunale, né l’istituzione democratica del Comune potrebbero funzionare;
  • sulla ricostruzione di un rapporto di fiducia con i dipendenti comunali, rafforzando anche il ruolo del cantiere comunale per un’efficiente manutenzione dei beni comunali e del verde pubblico: i dipendenti comunali sono i primi collaboratori dell’amministrazione nel rapporto con i cittadini;
  • sulla valorizzazione del ruolo del Consiglio comunale e delle commissioni per la loro funzione di indirizzo dell’attività amministrativa e luogo di confronto sulla programmazione e gli investimenti;
  • sul confronto, sulla condivisione e sulla ricerca della più ampia partecipazione nelle decisioni e nelle scelte. Un forte rinnovamento dei processi di decisione pubblica quindi, realizzato attraverso una maggiore attenzione all’informazione e alla partecipazione dei cittadini residenti, degli operatori economici, di quanti abitano, lavorano, studiano e utilizzano i servizi di Borgo San Lorenzo. Una tale revisione di metodo deve far sparire supponenza e autoreferenzialità degli amministratori e degli operatori pubblici che, ognuno nel proprio ruolo, sono chiamati a comprendere, interpretare, aiutare ad esprimersi e fare sintesi dei bisogni e delle richieste dei cittadini.

Amministrazione partecipativa. Faremo quindi della partecipazione attiva dei cittadini alle scelte dell’amministrazione uno dei punti principali del nostro programma. Proponiamo:

  • l’introduzione del Bilancio Partecipativo, stabilendo una regolamentazione che fissi una percentuale delle risorse per opere pubbliche da investire su decisione diretta della cittadinanza;
  • la creazione di Assemblee e Consulte di zona e di frazione per un rapporto, e non sporadico, ma costante tra cittadini e Amministrazione: questi organi saranno lo strumento di incontro e confronto tra l’Amministrazione e i cittadini delle frazioni e del capoluogo per discutere e decidere insieme gli interventi e le opere pubbliche da realizzare;
  • la creazione di tavoli tematici con la partecipazione delle associazioni iscritte all’albo comunale e con le associazioni sindacali e di categoria, così da permettere all’Amministrazione di avere periodicamente il polso della situazione rispetto al territorio comunale;

Dipendenti comunali. Valorizzazione, razionalizzazione e efficienza; non solo l’efficienza dei servizi offerti dal Comune ai cittadini, ma anche la stessa possibilità di prestare tali servizi, è strettamente connessa all’adeguata disponibilità di dipendenti da poter utilizzare nelle singole mansioni e nei singoli interventi, oltre che ad un’organizzazione altrettanto adeguata del loro lavoro.

Troppo spesso negli ultimi anni abbiamo visto diminuire la capacità di intervento comunale nei più diversi settori e crescere, di pari passo, il numero delle occasioni in cui si è ricorsi all’intervento di privati per far fronte a tale carenza. Alla base di questo depotenziamento c’è certamente la carenza di risorse pubbliche, diminuite drasticamente con l’entrata in vigore del Patto di Stabilità. Molto, tuttavia, hanno pesato anche le scelte politiche della precedente Amministrazione, che hanno lasciato il Comune privo del personale in numero sufficiente ad espletare al meglio tutte le mansioni richieste, tanto che adesso, in un totale dissesto delle forze disponibili, abbiamo già assistito alla cessione di gran parte dei settori d’intervento, dall’illuminazione ai servizi cimiteriali. Per questo riteniamo essenziale mettere in atto tutto ciò che è possibile non solo per ripristinare, ma anche per efficientare la capacità di intervento comunale. Proponiamo:

  • l’utilizzo critico di tutti gli spazi consentiti dal Patto di Stabilità per scongiurare il blocco del turn over;
  • il coinvolgimento diretto dei dipendenti e del sindacato nelle scelte di organizzazione e di efficientamento dei servizi: le loro competenze e le loro capacità saranno valorizzate al massimo;
  • la razionalizzazione delle forze a disposizione, la riorganizzazione volta a produrre la massima efficienza del personale interno, valorizzando le competenze e i meriti reali ed evitando il ricorso dispendioso alle consulenza esterne;
  • il potenziamento nell’organico di quegli ambiti fondamentali per dare efficaci risposte alla cittadinanza, dal cantiere comunale agli uffici attinenti servizi alla 3 persona e al territorio, cercando anche di valorizzare al massimo le possibili sinergie realizzabili in seno all’Unione dei Comuni.

Un nuovo programma amministrativo: il Comune per Borgo

Negli ultimi anni, attraverso i meccanismi del Patto di Stabilità interno, gli enti locali sono stati di fatto posti sotto tutela, negando la loro essenziale funzione democratica, facendo mancare sempre più le risorse necessarie. Tutto ciò ha contribuito ad aumentare gli effetti di una crisi che nel nostro Paese si è fatta sentire più che altrove, riducendo la possibilità anche del Comune di dare le risposte richieste dai bisogni della popolazione. Le risorse disponibili, quindi, dovranno essere razionalizzate per il perseguimento dei seguenti obiettivi:

  • rendere maggiormente efficiente la capacità di intervento pubblica, sia per quanto riguarda le opere da mettere in campo, sia per quanto riguarda i servizi offerti;
  • semplificare regolamenti e normative per favorire il dialogo tra cittadini e amministrazione e rispondere concretamente alle esigenze della popolazione;
  • ridurre le disuguaglianze sociali che si sono create in questi anni, con misure volte a sostenere le fasce più deboli della popolazione;
  • ottenere la maggior efficienza possibile al minor costo dai gestori dei servizi in affidamento.

Interventi pubblici e procedure: efficienza, trasparenza, controllo e semplificazione. Data la scarsità di risorse, l’uso che faremo di quelle disponibili sarà oculato e mirato. Risparmiando sugli sprechi e sulle spese evitabili, faremo economia e investiremo nelle capacità interne dell’ente, anche reinternalizzando quei servizi che, affidati in gestione, anziché portare risparmi hanno generato maggiore spesa. Parte delle risorse che si renderanno di volta in volta disponibili dovranno essere destinate, infine, a finanziare l’innovazione tecnologica per l’abbassamento dei costi gestionali, nonché per la sostenibilità ambientale. In ogni caso, si perseguirà il massimo della trasparenza nell’impiego delle risorse, con la possibilità di controllo diretto da parte dei cittadini rispetto alle spese fatte, nonché all’avanzamento e alla realizzazione delle opere messe in cantiere. Proponiamo:

  • l’istituzione di un tavolo periodico sul reperimento di risorse aggiuntive, inteso come un gruppo di lavoro intersettoriale, per favorire la partecipazione del comune ai bandi da cui è possibile attingere risorse per interventi e progetti, nonché seguire la tempistica della progettazione, tenere collegamenti con soggetti che gestiscono fondi regionali e di derivazione comunitaria;
  • la dotazione di una sorta di Portafoglio progetti ad un livello di progettazione avanzato, consistenti nell’elenco dei bisogni di maggiore evidenza, elaborati secondo le forme di possibile finanziabilità;
  • la creazione di uno spazio on-line, detto “Anagrafe delle opere pubbliche”,è tramite il quale ogni cittadino potrà essere informato sulle spese effettuate e potrà seguire l’avanzamento dei lavori finanziati, dal loro avvio alla loro realizzazione definitiva;
  • la semplificazione amministrativa e la revisione di alcuni regolamenti che stanno creando difficoltà a numerose associazioni e cittadini senza aggiungere niente alla trasparenza;
  • la creazione, per la trasparenza nell’assegnazione dei lavori sotto soglia, di un albo di fornitori e imprese, attuando il principio della rotazione come tra l’altro previsto dalla normativa e con particolare attenzione alle aziende locali.

Imposte e tariffe: progressività e equità. Le stesse ragioni che hanno ridotto drasticamente la possibilità di spesa per il nostro Comune hanno aumentato, allo stesso tempo, il bisogno di interventi per il sostegno ai redditi delle classi popolari. Per questo, accanto ad una politica di recupero delle risorse attraverso una seria lotta all’evasione fiscale, ci proponiamo anche, come prescritto dalla Costituzione, di mettere in campo misure che tutelino i redditi più bassi, agendo in primo luogo su una più accentuata progressività nel calcolo di tasse, tributi, imposte e tariffe. Proponiamo:

  • la rimodulazione delle imposte, dei tributi, e delle tasse di competenza comunale in base ad un principio di forte progressività che tuteli le fasce di reddito più basse;  l’introduzione, oltre alla fascia di esenzione, di aliquote maggiormente progressive legate agli scaglioni di reddito per l’addizionale Irpef, con riduzione, rispetto a quella attuale, delle aliquote per i cittadini con redditi inferiori ai 28000 euro;
  • la riduzione al minimo consentito dalla legge (10%) della percentuale di compartecipazione degli inquilini sul pagamento dell’imposta;  la rimodulazione della TARI con tariffazione puntuale in base al quantitativo dei rifiuti prodotti e riciclati (chi più differenzia, meno paga);
  • introduzione di riduzioni e esenzioni per i soggetti con redditi bassi; definizione di criteri di premialità per comportamenti virtuosi di attività commerciali e produttive (riduzione di imballaggi, istallazione di distributori con vuoti a rendere, eliminazione slot machine);
  • la rimodulazione di tariffe, tasse e tributi comunali per favorire la nascita e la presenza di attività produttive nel centro storico e la concessione in affitto di abitazioni a prezzi di mercato o convenzionati, sfavorendo, al contempo, il mantenimento di fondi e abitazioni sfitti;
  • l’avvio di una seria e strutturata lotta all’evasione fiscale e tributaria per recuperare risorse attraverso l’istituzione di un apposito gruppo di lavoro: particolare impegno sarà rivolto alla individuazione dei cosiddetti “immobili fantasma”, dai quali potranno derivare ingenti introiti da reinvestire (la legge infatti prevede che ai Comuni sia riconosciuto l’intero gettito derivante dall’accatastamento degli immobili non dichiarati in catasto);
  • la piena applicazione di quanto stabilito dalla L.122/2010 in merito alla collaborazione tra il Comune, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza ai fini della lotta all’evasione fiscale attraverso la stipula della prevista Convenzione;
  • il mantenimento in capo al Comune delle capacità di controllo dei registri degli utenti del servizio di igiene urbana, al fine di poter individuare l’evasione tributaria.

Controllo dei gestori dei servizi in affidamento: il Comune come garante. Il fatto che molti servizi comunali, oltre ai servizi pubblici locali, siano stati negli anni esternalizzati non vuol dire che l’Amministrazione non abbia più alcun potere di controllo sui gestori a cui sono stati affidati. Non è il gestore che decide, con l’Amministrazione che si limita a rinnovare periodicamente l’affidamento senza poter fare altro. È l’Amministrazione comunale il primo referente per i cittadini nei confronti dei soggetti gestori ed è l’Amministrazione che deve dare le indicazioni degli investimenti e delle attività necessarie per la comunità di Borgo San Lorenzo, non solo in fase di affidamento, ma anche successivamente in fase di controllo e di eventuale contestazione rispetto ai problemi gestionali che si riscontrino. Insomma, deve farsi voce dei propri cittadini, non rimetterli ad una contestazione personale con il gestore. La nostra proposta punta quindi al superamento di una cultura politica basata sulla pratica dell’“ordinaria amministrazione dell’esistente”. Una logica che di fatto ha subito passivamente gli effetti di quella mercificazione dei diritti che ha colpito direttamente i cittadini attraverso la commercializzazione di beni e servizi, con notevoli effetti sulle bollette. L’obiettivo, in ogni caso, è garantire l’efficienza di tali servizi e gli investimenti necessari per tutelare i diritti e i bisogni dei cittadini, attraverso la salvaguardia dei beni comuni e la riappropriazione del diritto di amministrazione degli stessi. Di fronte a tutto questo ci impegniamo a:

  • evitare ogni ulteriore privatizzazione dei servizi pubblici locali;
  • introdurre nello Statuto Comunale un articolo che definisca i Servizi pubblici locali come Beni comuni privi di rilevanza economica e quindi non gestibili da società di diritto privato, ma da enti strumentali o, preferibilmente, in modalità diretta, avviando da subito la verifica di tutti i contratti di affidamento;
  • svolgere un’indagine puntuale sul costo e sulla qualità dei servizi comunali esternalizzati per verificare la convenienza economica, l’efficienza e l’efficacia delle gestioni privatistiche, valutando le possibilità e le opportunità di riportarli sotto il controllo pubblico diretto;
  • promuovere, per i lavoratori dei servizi esternalizzati, l’adeguamento dei contratti per avvicinarli a quelli del pubblico impiego;
  • dare piena attuazione all’esito del referendum del 2011 sulla ripubblicizzazione dell’acqua;
  • esigere, senza sconti, le opere compensative ancora non realizzate da Publiacqua come indennizzo per i danni provocati dall’Alta Velocità;
  • richiedere al gestore del servizio di igiene urbana un più adeguato sistema di smaltimento dei rifiuti pericolosi, quali piccole superfici contenenti amianto; questo anche nell’ottica di favorire una bonifica del territorio;
  • valorizzare il ruolo della stazione ecologica di Rabatta e dell’impianto di compostaggio di Faltona come tasselli indispensabili per raggiungere obiettivi sempre più avanzati in campo ambientale: questo anche attraverso una più efficacie campagna di informazione sulle modalità di conferimento e le possibilità di ritiro di ingombranti e rifiuti particolari, per contrastare l’abbandono dei rifiuti;
  • favorire il riuso e anche lo scambio tra cittadini di oggetti non più utilizzati ma ancora funzionanti o in buone condizioni;

E proponiamo:

  • l’istituzione di un tavolo di verifica sul “porta a porta”, con l’obiettivo di individuare le criticità e segnalarle al gestore perché siano risolte;
  • la sostituzione dei normali cestini stradali per la raccolta dei rifiuti con arredi idonei alla raccolta differenziata delle varie tipologie;
  • la revisione dell’esternalizzazione dei servizi cimiteriali, dal momento che si tratta di un settore importante che tocca la sensibilità di molti cittadini, ma che ha anche una valenza economica per il bilancio comunale non trascurabile e, in relazione al quale, non c’è bisogno solo di personale ma anche di una valutazione degli spazi in molti casi oggi insufficienti;
  • la redazione, per ciò che riguarda l’illuminazione pubblica, di un piano teso al risparmio energetico e al rinnovo di alcune linee ormai obsolete per ridurne l’impatto sul bilancio comunale;
  • la verifica del numero dei parcheggi a pagamento e pieno rispetto di quanto previsto dalla normativa (L.147/2013) riguardo ai proventi, che saranno interamente destinati alla manutenzione e al miglioramento degli arredi urbani e dei marciapiedi, a interventi per il finanziamento del trasporto pubblico locale e al miglioramento della mobilità urbana; il nostro obiettivo sarà quello di verificare il costo del servizio per valutare un’eventuale reinternalizzazione della gestione delle “strisce blu”: da ciò potrebbero derivare maggiori introiti per il Comune, la possibilità di riduzione delle tariffe e l’aumento di risorse da reinvestire.

Un paese, i suoi bisogni: quello che non si può non fare

L’Amministrazione efficiente deve iniziare dalle cose quotidiane, utili per la vivibilità e il decoro che non possono essere ridotte a spot elettorale al termine del mandato, ma devono essere portate avanti con costanza. Queste sono cose di cui un’Amministrazione dovrebbe occuparsi prima di ogni altra, come sua competenza particolare, di cui c’è più bisogno e che gli abitanti di Borgo San Lorenzo si aspettano. Di questo siamo pienamente consapevoli e sappiamo di non doverci inventare progetti tanto imponenti quanto inattuabili per curare quel decoro urbano che possa rendere il nostro Comune più vivibile. Così come siamo consapevoli che nel nostro Comune non c’è alcun bisogno di ricorrere alla costruzione di nuovi edifici, semmai al recupero, alla ristrutturazione e, visto l’elevato rischio sismico del nostro territorio, all’adeguamento antisismico dell’esistente. Spazi pubblici e territorio: attenzione e manutenzione. Sappiamo bene quanto la cura degli spazi urbani e extraurbani sia fondamentale per garantire un paese e un territorio vivibile. Una cura, in ogni caso, che non vuol dire solo decoro, ma spesso significa anche sicurezza, dato lo stato di elevato rischio sismico e dissesto idrogeologico in cui viviamo. Perciò ci impegniamo a:

  • mettere al centro dell’azione amministrativa il verde pubblico perché da questo dipende una parte della qualità del vivere nel Comune di Borgo San Lorenzo: deve essere fatto un censimento delle aree verdi e degli alberi per un piano di gestione e investimento da condividere con cittadini e associazioni;
  • garantire la cura delle aree gioco per i più piccoli come elemento qualificante degli spazi verdi e luogo di incontro per famiglie, con un’attenzione particolare anche alla disabilità;
  • garantire la cura, la manutenzione, l’efficienza, il decoro, la pulizia degli spazi pubblici e degli arredi urbani (giardini, aiuole, marciapiedi e strade), anche attraverso il rafforzamento del ruolo del cantiere comunale nei lavori, ricoprendo i ruoli oggi non più presenti in organico;
  • redigere e attuare un Piano straordinario per la qualificazione di tutti i cimiteri presenti sul territorio comunale;
  • rinaturalizzare il territorio urbano, ovvero compiere interventi che contrastino gli effetti negativi del clima: aiuole e terreni erbosi contro le bombe d’acqua, ricambio degli alberi che hanno superato la propria vita media, piantagione di nuove piante per l’assorbimento di anidride carbonica e polveri sottili e per ridurre il caldo estivo, ampliamento delle sezioni delle fogne e frequente pulitura delle caditoie;
  • mantenere e valorizzare le frazioni e il territorio rurale, attraverso l’attenzione alle strade bianche, la canalizzazione dell’acqua piovana, la pulizia dell’alveo e delle sponde dei torrenti e dei fiumi;
  • salvaguardare il paesaggio, valorizzando il territorio attraverso il pieno riconoscimento del ruolo del settore agricolo, la tutela nello sviluppo urbanistico dell’area di fondo valle e collinare e del tessuto verde tra l’abitato e il fiume Sieve, con grande attenzione agli interventi di bonifica sulla rete idrica del territorio;
  • uniformare e semplificare i regolamenti edilizi per rispondere alle necessità delle aziende agricole per strutture indispensabili all’attività produttiva;
  • fermare la cementificazione, recuperando l’esistente, in particolar modo il patrimonio pubblico, sviluppando così l’edilizia residenziale pubblica, creando lavoro, cultura e spazi abitativi;
  • ripensare alcune previsioni con destinazione commerciale inserite nella programmazione urbanistica e eliminare proposte di nuova viabilità lungo Sieve che avrebbero un impatto negativo sull’area dei bastioni, molto frequentata dai cittadini di Borgo San Lorenzo;
  • ripensare l’alienazione di alcuni immobili pubblici ormai ferma da molti anni per valutarne un nuovo utilizzo pubblico anche attraverso concorsi di idee aperti a giovani professionisti o gruppi di lavoro;
  • operare per il miglioramento antisismico degli edifici pubblici e privati del territorio comunale, con particolare attenzione per quelli storici e tipici del centro storico;
  • predisporre un Piano di efficientamento energetico degli edifici pubblici partecipando anche a bandi regionali e nazionali;

E proponiamo:

  • di ripiantare gli alberi tagliati lungo i viali e incrementare le alberature nelle aree verdi in previsione di una sostituzione di piante che possono presentare problematiche legate alla sicurezza;
  • il restauro dei giardini di piazza Dante, con il rinnovo degli arredi e il rifacimento del sistema di deflusso delle acque piovane;
  • il restauro del monumento ai caduti dei giardini di piazza Dante prendendo accordi definitivi con la Soprintendenza ai Beni Culturali, anche recependo la disponibilità del Gruppo Alpini;
  • piano straordinario di manutenzione e risistemazione di marciapiedi e manti stradali;
  • la realizzazione in corrispondenza di scuole, ospedali e istituti di cura di manti stradali fonoassorbenti e drenanti;
  • la regolamentazione dell’uso delle aree verdi comunali per manifestazioni e iniziative e il controllo dell’utilizzo che ne viene di volta in volta fatto;
  • la riqualificazione degli ingressi del paese e delle frazioni attraverso un abbellimento delle aiuole in accesso;
  • la riqualificazione e il restauro del Palazzo comunale;è  la tutela e il recupero degli scorci e dei luoghi caratteristici del centro e delle frazioni, partendo da un’informazione capillare sul loro valore storico e culturale fino ad adeguati sistemi di illuminazione a risparmio energetico.

Scuole a misura di studenti, genitori e personale scolastico. La situazione in cui versano gli edifici scolastici di Borgo San Lorenzo è fin troppo nota a tutti. Manutenzione assente, problemi di infiltrazioni delle acque piovane e di elevato rischio sismico, 13 spazi inadeguati a ospitare classi, laboratori e uffici. Siamo convinti che le scuole del nostro Comune meritino tutta un’altra attenzione rispetto a quella che è stata loro riservata finora. A complicare le cose la creazione dell’Istituto comprensivo che ha raccolto scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, accrescendo notevolmente le difficoltà gestionali e organizzative per una scuola così largamente sovradimensionata. Perciò ci impegniamo a:

  • curare la manutenzione degli edifici scolastici di competenza comunale, dalle scuole dell’infanzia alle scuole medie;
  • risolvere i problemi di adeguamento delle scuole del nostro comune, tenendo in considerazione spazi adatti alle esigenze di una didattica aggiornata, innovativa e attenta all’inclusione, nonché la sicurezza antisismica degli edifici;
  • risolvere il problema di sovraffollamento della scuola in via Leonardo da Vinci;
  • preservare e valorizzare le aree verdi all’interno e all’esterno delle scuole;
  • mantenere i plessi scolastici nelle frazioni;
  • favorire l’inserimento negli asili nido comunali, anche nel caso di genitori disoccupati e in cerca di occupazione, attraverso l’ampliamento dell’offerta;
  • impedire ogni ulteriore accorpamento tra le scuole del Mugello e rivedere la decisione presa riguardo alla creazione dell’istituto comprensivo di Borgo San Lorenzo;
  • promuovere interventi in sostegno degli studenti in difficoltà e per contrastare la dispersione scolastica;
  • favorire le uscite didattiche sul territorio per le scuole del Comune, nonché progetti di didattica decentrata o in strutture esterne alle scuole (come lezioni di nuoto in piscina per le scuole medie), attraverso la stipula di convenzioni con le Aziende di trasporto e l’acquisto di un nuovo pulmino comunale;
  • facilitare la sperimentazione dell’autonomia e l’assunzione di responsabilità dei bambini e dei ragazzi, attraverso la valorizzazione e il potenziamento dello strumento del pedibus, nonché organizzando vacanze marine estive per ragazzi in soggiorni climatici;

E proponiamo:

  • il recupero dei volumi dell’edificio dismesso di via Don Minzoni anche per un eventuale uso scolastico;
  • l’ampliamento dell’area verde circostante il plesso di via Leonardo da Vinci;
  • l’incremento dei servizi aggiuntivi in ambito scolastico (finanziamento Piano Educativo Zonale e adeguamento dei bandi all’anno scolastico, perché i servizi offerti dal Comune o dall’Unione dei Comuni per chi ne ha bisogno, come l’insegnamento della lingua italiana per chi è in alfabetizzazione, possano adeguarsi al calendario scolastico e partire già da settembre);
  • un’opera di ricognizione e coordinamento delle associazioni di volontariato che, in aggiunta ai servizi forniti dal Comune all’interno del progetto Kontatto, si occupano di offrire un supporto allo studio domestico, con particolare attenzione alle famiglie con disagio economico, la cui situazione è altrimenti nota agli uffici comunali per la richiesta di altri servizi;
  • la creazione nell’ambito dell’Unione dei Comuni di un coordinamento tra organismi di formazione, istituti scolastici e settori produttivi per rispondere alle esigenze del territorio e creare nuove opportunità occupazionali.

Salute: tutela dell’Ospedale e potenziamento dei servizi territoriali

L’Ospedale del Mugello è un presidio di cui il nostro territorio non può fare a meno. Il Mugello rientra infatti nei parametri del Decreto Balduzzi sulla Sanità ( 2012), in quanto territorio morfologicamente molto diversificato con una viabilità tra e verso i comuni montani poco agevole, come la via di comunicazione per Firenze che non garantisce un raggiungimento agevole e in tempo congruo degli altri ospedali dell’area metropolitana. Il Mugello, quindi, rientra nella fattispecie illustrata dal Decreto, come territorio avente diritto ad un Presidio Ospedaliero con un Pronto Soccorso completo dei reparti accessori previsti dal Decreto stesso. Oltretutto il nostro è anche un territorio ad alto rischio sismico e una commissione di esperti, già nel 2011, aveva calcolato in 10 15 anni la vita residua della struttura ospedaliera, a meno che non fosse messa a norma antisismica, pena la sua chiusura. Un ospedale però non è solo un edificio. È necessario quindi non solo vigilare che gli interventi di adeguamento ed ampliamento necessari e annunciati per la struttura seguano i tempi previsti, ma è importante anche garantire che vi siano prestati i servizi di cui il territorio ha bisogno e che i livelli di qualità corrispondano agli standard richiesti, per evitare la minaccia della chiusura di reparti fondamentali. È necessario, inoltre, destinare una particolare attenzione alla verifica, al controllo, all’integrazione e alla collaborazione circa le deleghe di carattere-socio assistenziale e socio-sanitarie affidate alla USL e alla Società della Salute. Infatti finora la delega è stata vissuta come una spoliazione acritica di problemi poco conosciuti, affidati in gestione da parte dell’Amministrazione ad un altro ente ritenuto specializzato e competente, senza che vi sia stato un esame periodico accurato degli esiti, delle eventuali difficoltà riscontrate, della rispondenza degli interventi ai bisogni lamentati dagli utenti, mettendo i cittadini direttamente a confronto col gestore senza la mediazione e la conoscenza dei problemi da parte del Comune. Ciò che si è riscontrato è stata infatti una totale assenza da parte dell’Amministrazione. Perciò è necessario e ci impegniamo a:

  • difendere l’Ospedale del Mugello e i servizi che offre, sia da un punto di vista dell’adeguamento antisismico della struttura, sia nella garanzia di qualità dei servizi richiesti;
  • evitare la riduzione dell’Ospedale del Mugello ad una struttura di solo intervento d’urgenza;
  • rivendicare con forza i finanziamenti più volte annunciati e mai pervenuti, da Regione e dirigenza USL perché la struttura sia assolutamente messa a norma antisismica entro il 2021;
  • pretendere la sua ristrutturazione e l’ampliamento, con interventi di efficientamento energetico ecosostenibile (cap.1 del Decreto Balduzzi), nonché la dotazione di strumentazione tecnologica adeguata come 2 TAC, di cui una dedicata esclusivamente al Pronto Soccorso, e una Risonanza magnetica: è necessario, infatti, evitare che gli utenti non abbiano altra scelta che rivolgersi ad altre strutture pubbliche lontane dal territorio o a strutture convenzionate;
  • rivendicare nei confronti della Regione Toscana e della USL una dotazione di 16 personale specializzato che garantisca il continuo svolgimento e la qualità dei servizi richiesti e più in generale la giusta dotazione dell’organico medico e infermieristico;
  • evitare che la creazione di strutture riabilitative e di medicina sportiva previste nell’area del Tannino vada a discapito dei servizi ospedalieri: per tali strutture si dovranno trovare altre locazioni; i servizi ospedalieri dovranno essere garantiti nella loro completezza all’interno della nuova struttura;
  • chiedere l’ottimizzazione del reparto Ortopedia-traumatologia (un tempo auspicato anche dal Presidente della Regione Toscana Rossi) perché divenga un reparto d’eccellenza del Presidio;
  • promuovere interventi territoriali per la salute anche in rapporto alla Società della Salute;
  • vigilare sulla salubrità dell’aria, dell’acqua e del suolo per la tutela della salute e la salvaguardia della vocazione turistica del territorio;
  • rivendicare la piena attuazione della L. 194 per l’interruzione volontaria di gravidanza, chiedendo che all’interno della struttura ospedaliera siano garantiti medici non obiettori e potenziando il ruolo svolto dai consultori;
  • contrastare la diffusione delle ludopatie e del gioco d’azzardo, che ad oggi nel nostro comune porta a una spesa di una cifra esorbitante, pari a 18,8 milioni di euro annui (valore sul 2018), attraverso sensibilizzazione e agevolazioni tariffarie alle attività che dismettano le macchine con vincite in denaro;
  • prendere in carico direttamente l’analisi dei bisogni e delle risposte agli stessi sul versante socio-sanitario e socio-assistenziale evitando il ricorso alla pratica della delega in bianco a SDS e USL e rivendicando il ruolo del Sindaco come primo responsabile della Salute Pubblica territoriale;
  • sviluppare azioni di informazione rivolte alla prevenzione delle patologie attraverso buone pratiche e comportamenti di vita salubri;

Proponiamo inoltre:

  • di tornare ad utilizzare i locali adiacenti alla ex-saletta comunale per lo svolgimento delle prestazioni del consultorio e per attività informativa per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e per l’educazione sessuale rivolta ai giovani.

Mobilità sostenibile: trasporto pubblico e gestione del traffico. Viviamo in un paese in cui, negli ultimi anni, al crescere della popolazione, sono cresciute ancora di più le esigenze di spostamento, dentro e fuori il centro urbano. A tutto questo non corrisponde ancora un’organizzazione della rete viaria adeguata a sostenere il volume di traffico accresciuto. Borgo San Lorenzo appare sempre più ingolfata e gli interventi fatti sulla viabilità non hanno potuto tenere conto di un’analisi adeguata della situazione, per l’assenza di un Piano del traffico da troppo tempo atteso. Il risultato: interventi senza alcuna visione d’insieme. Il trasporto, infatti, non può essere affrontato per settori ma deve essere analizzato nella sua complessità e nella sinergia e complementarietà tra le varie modalità utilizzate dai cittadini. I ritardi nella redazione dello studio del Piano del traffico hanno quindi comportato scelte approssimative e negative da parte dell’attuale Amministrazione come dimostrano la vicenda del Terminal Bus di Viale Pecori Giraldi e anche lo spostamento dell’area del mercato del martedì. Ciò che manca è quindi una gestione della mobilità che sia sostenibile per il nostro Comune e che tenti di risolvere alcuni dei molti problemi prodottisi negli ultimi anni. Accanto a questo, lo sviluppo del trasporto pubblico per disincentivare l’utilizzo dei mezzi privati. Purtroppo però, nel trasporto ferroviario, non passa giorno che non si debbano registrare inconvenienti, ritardi, cancellazioni e sovraffollamenti che creano forti disagi ai pendolari. Eppure il buon funzionamento della Faentina è ormai essenziale per un sistema di trasporti efficiente e ambientalmente sostenibile nell’area metropolitana. Parlando di pendolarismo non bisogna dimenticare i cittadini che utilizzano gli autobus per spostarsi in zona e verso la città. Anche in questo caso spesso si verificano situazioni di difficoltà dovute a sovraffollamento e mezzi non adeguati. Per questo ci impegniamo a:

  • dotare il nostro Comune di un adeguato Piano del traffico e dei posteggi per 18 migliorare la viabilità nel centro abitato;
  • potenziare il trasporto ferroviario tra il Mugello e Firenze e tra il Mugello e la Romagna, aumentando le corse mattutine nei giorni feriali e aumentando il coordinamento con il trasporto su gomma (a tal proposito contrattare con la Regione Toscana l’utilizzo gratuito dei bus che transitano dalla stazione per i possessori dell’abbonamento o del biglietto, dal momento che oggi questi bus sono totalmente non utilizzati dagli utenti del treno pur essendo pagati nel contratto con i gestori del servizio);
  • valorizzare e potenziare la linea ferroviaria Faentina rivendicando idonei investimenti sulle infrastrutture e sul materiale rotabile, utilizzando treni con maggiore capacità di posti a sedere nelle corse frequentate dai pendolari dove maggiore è il disagio; il Mugello deve pretendere che queste richieste vengano inserite nel contratto di servizio con Trenitalia da parte della Regione Toscana per il buon funzionamento di una ferrovia interregionale quale è la Faentina, fondamentale per le migliaia di pendolari del territorio e anche per il turismo tra poli attrattivi quali Firenze, Ravenna e la costa adriatica;
  • evitare la costruzione di nuovi centri commerciali in entrata del centro urbano, che avrebbero pesanti conseguenze sul già difficile traffico in ingresso del paese, sostenendo e promuovendo il centro storico e il tessuto dei negozi;
  • favorire la mobilità ciclabile e pedonale con interventi compiuti e non episodici per creare una rete funzionale anche al maggior utilizzo di mezzi pubblici;
  • garantire la riqualificazione, nella pavimentazione e nell’illuminazione, e un adeguato collegamento del parcheggio situato nell’area del Tannino, perché possa servire effettivamente sia la Stazione ferroviaria, sia l’Ospedale del Mugello;

E proponiamo:

  • la riattivazione di un servizio autobus a domanda, già sperimentato in passato, per i collegamenti con alcune piccole frazioni;
  • la realizzazione alla stazione ferroviaria di strutture idonee alla sosta delle biciclette,  pretendendo anche un maggior numero di treni idonei al trasporto di 19 queste;  un’attenta manutenzione e il potenziamento delle piste ecoturistiche e ciclabili lungo Sieve anche con adeguati arredi per coloro che frequentano questi percorsi a piedi;
  • la realizzazione di una vera e funzionale pista ciclabile, intesa come itinerario senza interruzioni e pericoli, di collegamento tra le estremità del paese, lungo le assi nord-sud e est-ovest;
  • la sistemazione dei dislivelli e l’abbattimento delle barriere architettoniche sui percorsi pedonali, nonché un intervento di manutenzione straordinaria dei marciapiedi del paese.

Un paese, i suoi bisogni: lavoro, sviluppo e politiche sociali

Le conseguenze della crisi economica degli ultimi dieci anni hanno aumentato in modo esponenziale i bisogni e le necessità di sostegno e di servizi per una fascia sempre più ampia di popolazione. Le scelte operate dai governi che si sono succeduti hanno contribuito ad aggravarne drammaticamente gli effetti, con tagli pesanti al Fondo per le politiche sociali. L’attenzione della nuova Amministrazione dovrà essere rivolta perciò a compensare, per quanto possibile, tutto questo. L’Amministrazione comunale è infatti l’ente pubblico per sua natura più vicino ai cittadini. Sta a questa ricostruire nel proprio Comune quella rete sociale e solidale che può sostenere chi in questi anni è stato abbandonato dalla politica nazionale. In primo luogo, però, questo lo si fa intervenendo con politiche attive che contrastino la crisi e portino ad un nuovo sviluppo di alcuni settori lavorativi particolarmente importanti per il territorio. I nostri obiettivi, quindi, saranno:

  • dare risposte concrete ai bisogni reali, come diritto al lavoro e alla casa;
  • promuovere l’inclusione, l’accoglienza, l’integrazione e l’interazione sociale per tutte le fasce della popolazione, secondo un principio globale e sistemico degli interventi, attuando un lavoro di comunità, allontanandosi da un sistema di erogazione dei servizi di tipo prestazionale.

Terzo settore e servizi: inclusione e accoglienza per tutti. La crisi che negli ultimi anni abbiamo sofferto, con le drammatiche conseguenze che sono state riversate in particolar modo sulle fasce più deboli della popolazione, ha portato a inasprirsi profondamente i rapporti sociali e umani anche nel nostro territorio. Le difficoltà crescenti e l’assenza di risposte da parte di governi che negli anni si sono applicati solamente nel tagliare risorse hanno portato anche qui alla percezione mendace della popolazione migrante come garantita, a fronte di chi invece è costantemente esposto e vessato. Insieme alla narrazione leghista, che fa del migrante il perfetto capro espiatorio, il depotenziamento dei servizi sociali e di tutto il terzo settore più in generale, quindi della capacità di inter- 21 vento rispetto al disagio sociale, alla perdita di lavoro e alla privazione di quella serenità a cui ciascuno ha diritto, hanno contribuito ad alimentare tutto questo. È più che mai necessario decostruire questa narrazione, ricostruendo il legame solidaristico che è stato spezzato anche nel nostro territorio, intervenendo a tutti i livelli, senza lasciare indietro nessuno. In questo senso intendiamo il Comune come un baluardo, costantemente impegnato in un ruolo attivo di rilevazione e di intervento rispetto ai bisogni della popolazione presente sul suo territorio. Perciò ci impegniamo a:

  • istituire un “Fondo straordinario di sostegno al reddito” in favore delle fasce della popolazione più in difficoltà;
  • investire pienamente il Consiglio Comunale delle politiche sociali e sociosanitarie del territorio, riappropriandosi di quelle funzioni che con la SDS sono diventate prerogativa esclusiva del Sindaco;
  • valorizzare e rendere trasparente il fondamentale apporto dell’associazionismo e del Terzo Settore nel sociale, sia nell’integrazione che nell’implementazione del settore pubblico: un ruolo che deve essere valorizzato evitando il ricorso, negli affidamenti, alla pratica del massimo ribasso che si ripercuote negativamente sulle condizioni dei dipendenti e sulla qualità dei servizi;coordinare l’associazionismo e il Terzo Settore per valorizzare il loro ruolo di servizio alla comunità e di sostegno ai suoi bisogni;
  • semplificare le procedure per la richiesta delle esenzioni e delle agevolazioni, anche implementando i servizi già esistenti (URP);
  • garantire un livello di protezione essenziale per le persone più fragili, in particolare quelle senza fissa dimora che vivono abitualmente il territorio, avvalendosi della cosiddetta “residenza fittizia”; 7. garantire l’iscrizione anagrafica a tutti coloro che risiedono abitualmente sul territorio, senza alcuna distinzione, come elemento essenziale per l’accesso ai servizi fondamentali;
  • dare sostegno alle esperienze di accoglienza promosse dal volontariato e dal- 22 l’associazionismo sul territorio con incremento del ruolo dello SPRAR che si è dimostrato un sistema inclusivo, capace di valorizzare anche le professionalità dell’associazionismo e del terzo settore;
  • estendere i servizi tipici dello SPRAR, ora SIPROIMI, aperti a tutta la cittadinanza: le competenze e le professionalità esercitate nell’ambito dell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo possono essere messe in rete e a disposizione di tutta la collettività, valorizzando e potenziando un approccio globale e sistemico degli interventi;

E proponiamo:

  • di ripartire da un’inchiesta sociale dei bisogni del territorio, dalla mappatura partecipata delle questioni su cui intervenire, come base delle politiche sociali: occorre sviluppare e sperimentare forme partecipate di analisi dei bisogni in maniera costante;
  • la partecipazione al costo dei servizi comunali sulla base di criteri certi e ispirati a principi di progressività e gradualità;
  • una campagna periodica di informazione alla cittadinanza sui servizi offerti e sulle modalità di accesso.

Diritto alla casa: non più case disabitate. Un problema di sempre maggior rilevanza anche per il nostro Comune è rappresentato dal bisogno abitativo. Quasi un quarto del numero degli appartamenti esistenti risulta infatti inutilizzato, mentre il mercato degli affitti è di difficile accesso per una parte considerevole della popolazione, soprattutto giovane, con contratti di lavoro precari o saltuari, quindi senza garanzie, e con livelli salariali spesso troppo bassi. Non mancano, quindi, nel nostro territorio situazioni di vera e propria emergenza abitativa per chi non riesce a trovare una locazione in affitto ed è sprovvisto di una solida struttura famigliare di supporto. Perciò ci impegniamo a:

  • progettare il co-housing su immobili comunali attualmente nell’elenco di quelli alienabili;
  • attivare meccanismi sulla tassazione comunale per scoraggiare l’inutilizzo di appartamenti;

E proponiamo:

  • il potenziamento dell’Agenzia casa e altri strumenti per i servizi abitativi (affitti onerosi, sfratti per morosità, mancanze di garanzie dell’affittuario);
  • l’istituzione di uno specifico Sportello per l’Emergenza Abitativa che dovrà essere strumento di indicazione e sostegno per contrastare il mercato nero delle locazioni, nonché luogo di incontro e confronto tra organizzazioni di inquilini, comitati, associazioni di migranti e quelle della solidarietà e del volontariato per un tavolo permanente sulle politiche abitative e per il diritto alla casa;
  • il rilancio di una politica abitativa pubblica prioritariamente rivolta all’incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica in locazione a canone sociale e sostenibile con particolare attenzione al reperimento di finanziamenti regionali;
  • la diffusione dell’esperienza Abitare solidale, sia per giovani coppie, sia per anziani.

Agricoltura: valorizzazione, tutela e sviluppo. L’agricoltura è uno dei settori di eccellenza dell’economia mugellana e anche nel comune di Borgo San Lorenzo sono ormai molte le aziende anche di grandi dimensioni che hanno convertito al biologico la loro produzione. Per questo riteniamo che la scelta di proporre il Mugello come Distretto Rurale biologico e biodinamico sarebbe coerente con un’immagine di territorio di qualità anche in campo turistico. Non è un caso che il Mugello in questi anni stia sempre più caratterizzandosi in questa direzione, come dimostrano i molti progetti di filiera con investimenti milionari e la creazione di un’associazione di produttori biologici. Perciò ci impegniamo a:

  • favorire la creazione nel Mugello di un Distretto Rurale biologico, così da permettere alle aziende di accedere a finanziamenti specifici previsti per i distretti dalla Regione Toscana e dal Ministero con investimenti nell’innovazione e nella trasformazione dei prodotti;
  • pretendere dalla Regione Toscana e dalla Città Metropolitana che le garanzie sui conferimenti nei confronti dei nostri allevatori vengano mantenute, perché non si corra il rischio di un’ulteriore contrazione di un settore che ha visto negli ultimi dieci anni la scomparsa di molte piccole stalle;
  • garantire una maggiore visibilità dell’attività del Gruppo di Azione Locale Start e delle sue iniziative, con un preciso coinvolgimento nelle attività di programmazione dell’Amministrazione comunale;
  • valorizzare le opportunità di cooperazione, previste tra le finalità del Gal, per intercettare risorse per progetti che possono coinvolgere realtà territoriali regionali, nazionali o europee; in questo senso andrebbe valutata la presenza del comune all’interno dei GEIE (gruppi europei di interesse economico) che, riconosciuti dall’ordinamento giuridico comunitario, permettono di accedere direttamente a fondi stanziati dall’Unione europea con progetti che debbono coinvolgere almeno due paesi dell’Unione;

E proponiamo:

  • di indirizzare le mense comunali, ospedaliere o di altre strutture pubbliche presenti sul territorio a favore dei prodotti biologici e locali con le procedure promosse dalla stessa Regione Toscana;
  • di riportare la struttura del Foro Boario anche al suo ruolo espositivo per promuovere prodotti locali dell’agricoltura e dell’artigianato: la Fiera Agricola deve mantenere il suo ruolo di vetrina delle produzioni locali e di confronto tecnico a livello regionale e nazionale.

Artigianato e Commercio: valorizzazione, tutela e sviluppo. Il settore artigianale ha dimostrato in questi anni una grande vitalità in comparti innovativi come quello della meccanica e anche in settori tradizionali come quello della pelletteria legata alle grandi firme. Il ruolo dell’Amministrazione comunale in questo caso è quello di favorire l’insediamento e lo sviluppo di contesti produttivi con adeguate infrastrutture e servizi per le imprese, anche nel rapporto con i soggetti gestori di reti e funzioni. Il settore del commercio, invece, ha subito pesantemente gli effetti della crisi economica, con un’importante contrazione del mercato e la conseguenza di una sofferenza crescente per gli esercizi di vicinato nel centro del paese, maggiormente esposti rispetto ai grandi centri commerciali e alla grande distribuzione. Lo spostamento del mercato settimanale del martedì, inoltre, sta evidenziando delle serie difficoltà per il traffico nell’area centrale del capoluogo, con ricadute negative per il centro storico e anche per alcuni settori dello stesso mercato. Perciò ci impegniamo a:

  • favorire lo sviluppo di attività produttive attraverso l’adeguamento infrastrutturale e dei servizi, in particolare di quelle attività coerenti con le indicazione europee per un’economia circolare e la green economy;
  • prevedere agevolazioni sui tributi comunali per le aziende che si impegnano nell’innovazione, nella creazione di posti di lavoro e nel mantenimento sul territorio delle loro attività;
  • tutelare la presenza degli esercizi di vicinato nel centro storico, nell’area urbana e anche nelle frazioni;
  • promuovere le attività commerciali all’interno del paese con iniziative culturali e ricreative con forti capacità attrattive: l’abbandono di manifestazioni come Berlingaccio o Stradarte sono state, sotto questo aspetto, un fatto molto negativo;

E proponiamo:

  • la creazione, per lo sviluppo delle attività produttive, di un gruppo di lavoro per coordinare la progettazione nei vari settori dell’Amministrazione e valutare le opportunità di finanziamento garantite da bandi e avvisi regionali, nazionali e comunitari: la possibilità di aumentare la capacità di investimento del comune oltre le previsioni di bilancio ha ricadute positive sull’economia locale;
  • l’istituzione di un “Tavolo permanente sullo stato dell’economia e del lavoro”è a livello mugellano;
  • l’utilizzo della leva fiscale e tributaria per favorire l’insediamento e la permanenzaè
  • nel centro storico di attività commerciali e il ritorno sul mercato di fondi oggi inutilizzati;
  • l’eliminazione di alcune previsioni urbanistiche di nuove zone commerciali che potrebbero avere ricadute negative sul tessuto urbano e commerciale del paese dopo un periodo di crisi che ha duramente colpito tutto il settore;
  • la valutazione e l’eventuale spostamento del mercato del martedì, riportandolo alla sua originaria collocazione: trattandosi di una collocazione sperimentale per 6 mesi, riteniamo che al termine o prima debba essere fatta una seria valutazione con cittadini e operatori commerciali e, se necessario, utilizzare lo strumento del referendum consultivo per arrivare ad una soluzione condivisa.

Un paese, le sue ricchezze: cultura, sport e politiche giovanili

Per scongiurare il rischio che Borgo San Lorenzo si riduca ad essere semplicemente un comune dormitorio alla periferia di Firenze, è necessario sia animato da una sua propria iniziativa anche in campo culturale. La storia del paese, così come i suoi monumenti e le sue tradizioni, sono sempre più sconosciuti, tanto ai giovani, quanto agli adulti. Eppure presenta molte e notevoli eccellenze che meritano di essere valorizzate, così come la bellezza dei luoghi deve essere riscoperta e sottolineata, anche in relazione ad una vocazione turistica da potenziare per il territorio, ma soprattutto per chi il paese lo vive ogni giorno. In questo senso vanno anche potenziate le attività ricreative e le occasioni di socialità, con particolare attenzione agli spazi che offrano l’opportunità di esprimersi e formarsi per i giovani.

Valorizzazione della cultura e della socialità. Borgo e il Mugello sono ricchissimi di gruppi musicali emergenti, talenti artistici e letterari, che devono essere valorizzati affinché questo fervore serva da stimolo e da occasione di crescita per l’intera comunità. Negli ultimi anni, tuttavia, le occasioni di espressione artistica o musicale sono diminuite sempre più, anche per il sostegno che è venuto a mancare da parte dell’Amministrazione. È necessario allora tornare ad aiutare, coinvolgere e stimolare le associazioni e singoli presenti sul territorio nel promuovere iniziative, sfruttando e valorizzando i locali e gli spazi disponibili. Perciò ci impegniamo a:

  • promuovere progetti che facciano conoscere, a partire dalle scuole, le tante figure importanti che il Mugello ha conosciuto in campo culturale, anche attraverso l’istituzione di concorsi che stimolino lo studio del Mugello e di Borgo San Lorenzo;
  • promuovere una rivalutazione del centro storico, nel senso di una riscoperta della bellezza del paese e delle sue tradizioni, come la Festa del Berlingaccio e il Novecento in fiera;
  • mettere in atto una riqualificazione dell’area del Foro Boario attraverso l’utilizzo a tal fine dei proventi derivanti dall’affitto delle strutture; 28
  • valorizzare la multifunzionalità degli immobili già attualmente nella disponibilità dell’Amministrazione comunale per rispondere alle esigenze dell’associazionismo e per incontri culturali;
  • rendere l’Amministrazione protagonista nel coltivare la memoria storica del nostro Paese con progetti rivolti principalmente alle scuole, anche in collaborazione con le associazioni che si occupano di tali questioni, valorizzando insieme all’ANPI in particolar modo ricorrenze quali il 25 aprile e l’anniversario della liberazione di Borgo San Lorenzo;

E proponiamo:

  • il potenziamento degli studi sul Mugello a partire dall’esperienza del Centro per la Storia Mugellana nell’Età Contemporanea e nella Resistenza e dalla promozione delle eccellenze presenti sul territorio comunale (valorizzazione dei Fondi Alpigini – anche attraverso la digitalizzazione del materiale – e Torelli;
  • valorizzazione del sapere e dello sviluppo tecnico in campo agricolo);
  • l’attivazione, in coordinamento con la struttura universitaria, di tirocini nell’ufficio cultura del comune per i laureandi in Progeas (“Progettazione e gestione di eventi e imprese dell’arte e dello spettacolo”), così da acquisire un ulteriore strumento valido;
  • la riproposizione di Stradarte e la promozione di eventi e spettacoli artistici e musicali nel paese;
  • la creazione di una “Casa delle Culture e delle Arti”, come spazio autogestito di libera espressione culturale, per favorire lo scambio dei saperi e la socialità;
  • la trasformazione di Piazza Garibaldi in “Piazza della Cultura”, usandone gli spazi per iniziative a sfondo culturale e ribadendo il ruolo centrale della biblioteca in tale campo;
  • la realizzazione a Villa Pecori Giraldi di mostre d’arte e costume, legate alla promozione di prodotti tipici locali (vino, olio, formaggio, miele);
  • la realizzazione, di concerto con l’ANPI, di una festa nel centro del paese in occasione dell’anniversario della liberazione di Borgo San Lorenzo;
  • l’organizzazione di un festival dei popoli e delle culture da svolgersi in strutture.

Più sport per tutti: promozione, valorizzazione e pari opportunità. Fondamentale per una comunità è infine la valorizzazione del ruolo sociale dello sport, come strumento che faciliti processi di inclusione sociale, di intercultura e di cura della salute, rifiutando la logica della competitività esasperata, per un sano agonismo e il benessere psicofisico. Lo sport è un diritto di cittadinanza e come tale deve essere riconosciuto, inserendolo a pieno titolo nelle politiche del welfare e favorendone la massima diffusione a tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione di natura socio-economica, culturale e di genere. Noi riconosciamo tutti i meriti di quelle società sportive territoriali che, operando in situazioni di estrema difficoltà e basando la loro attività sull’autofinanziamento, sull’impegno e la passione volontaria, svolgono una funzione molto importante nell’interesse di tutta la comunità. Riteniamo fondamentale, inoltre, la cooperazione tra le scuole e le società sportive del territorio, per l’incontro delle quali anche il Comune deve operare attivamente, nonché la manifestazione “ViviLosport”, che deve tornare alla sua vocazione originaria in cui era concepita come strumento di educazione all’attività fisica e alla salute per tutti. Per quanto riguarda le strutture e gli impianti sportivi, la situazione del Centro Piscine Mugello in particolare deve essere affrontata come un’emergenza, vista la situazione critica in cui versa e che rende necessari adeguati investimenti. Occorre ripensare anche il ruolo della società ViviLosport e delle attività svolte all’interno delle piscine, sottolineando la funzione in campo sociale come prima finalità di un impianto comunale, ma di valenza sovracomunale. Perciò ci impegniamo a:

  • mettere in atto la rivalutazione, la razionalizzazione e il potenziamento delle strutture sportive esistenti in tutto il territorio comunale;
  • ispirare le forme di finanziamento diretto, da parte dell’Amministrazione alle società sportive, a criteri di riconoscimento di pari dignità tra i vari sport e tra le varie società (dalla più piccola alla più grande), perché non ci siano “sport maggiori” o “sport minori” e “società maggiori” e “società minori”;
  • concedere in uso le strutture del Foro Boario per il finanziamento indiretto attraverso feste e iniziative, stabilendo chiare regole che saranno uguali per tutti;
  • valorizzare gli spazi verdi, a partire dalle frazioni, come luoghi di aggregazione e di sport;
  • garantire che gli impianti sportivi pubblici siano polivalenti e distribuiti equamente sul territorio;

E proponiamo:

  • l’istituzione di un Tavolo permanente sullo sport per valorizzare la funzione sociale delle attività, coinvolgendo le Associazioni e le Società, con il Comune come tramite per il reperimento dei fondi stanziati da Città Metropolitana e Regione;
  • la stipula, da parte delle società sportive, di un protocollo per il comportamento etico (nel senso di un ruolo educativo dello sport) e per la definizione di quote di iscrizione socialmente ed economicamente accessibili;
  • di investire nella risorsa del Parco Pertini (ex Parco della Misericordia) per la realizzazione di un campo da bocce, di un campo da basket con pavimentazione idonea, di un campo da beach-volley in sabbia, e per la realizzazione di un vero campo da calcetto;
  • la concessione di parte del capannone “ex-Aiazzi” per uso gratuito e autogestito,è come “palestra popolare”.

L’Unione dei Comuni: uno strumento poco utilizzato

I Comuni del Mugello pur avendo costituito l’Unione hanno ritenuto di utilizzarla al minimo, per scarsa lungimiranza, timore di vedere successi non attribuibili al sindaco o al partito che guida il Comune, municipalismo. La struttura tecnica dell’ente è stata perciò mantenuta senza obiettivi ambiziosi e strategie di ampio respiro. In questa situazione ragionare di Comune unico del Mugello non ha alcun senso, è solo un modo di creare polveroni che impediscono di affrontare temi più semplici e alla portata: accordi tecnici e coordinamento delle politiche dei servizi. Riteniamo comunque che l’accorpamento dei Comuni sia un modo scorretto per affrontare le difficoltà di dimensionamento ottimale della gestione dei servizi. La situazione critica di alcune deleghe, in particolare quella della Polizia municipale, per la quale manca un responsabile tecnico stabile, segnala la necessità di nuovi accordi istituzionali tra i Comuni che mettano al centro le volontà politiche e poi le modalità per raggiungere gli obiettivi quinquennali scelti. L’ultimo mandato è stato per l’Unione un’ulteriore occasione persa, i due presidenti che si sono succeduti non sono riusciti a individuare interventi per i quali siano stati elaborati progetti di livello europeo per acquisire risorse che affrontino le criticità dello sviluppo zonale. Ma è inutile tenere in piedi un ente per non farlo lavorare adeguatamente, oppure per utilizzarlo solo come “banca” di liquidità finanziaria dei Comuni. Perciò proponiamo:

  • un nuovo Patto istituzionale tra i Comuni che individui il ruolo dell’ente su obiettivi quinquennali;
  • la revisione delle deleghe comunali e la verifica della loro attuazione;
  •  la definizione di progetti sulle linee di finanziamento europeo per lo sviluppo agricolo mugellano (distretto biologico), per la vivibilità della montagna e il contrasto all’abbandono dei centri appenninici, per la coesione sociale e la sperimentazione dei servizi in aree spopolate.