Affrontati i temi del mercato, di Villa Pecori, delle scuole, dell’agricoltura

La nuova Giunta comunale di Borgo ha da poco iniziato a lavorare sotto la guida del sindaco Paolo Omoboni. Solo Cristina Becchi, tra gli assessori di 5 anni fa è stata riconfermata, anzi promossa, sia perché è diventata vicesindaco, sia perché ha ricevuto ulteriori pesanti deleghe, al punto che si mormora stia già studiando per candidarsi a diventare il prossimo sindaco. Mi sono reso conto che nel mandato precedente non l’avevo mai intervistata e mi è parso doveroso colmare la lacuna, anche perché le nuove materie che dovrà affrontare sono finite in questi giorni sotto i riflettori, basti pensare alle polemiche sullo spostamento del mercato. Conoscere direttamente il suo pensiero su queste mi è parso, dunque, importante. Martedì 30 luglio ho incontrato così la vicesindaco Becchi, ricavando l’intervista a tutto tondo che oggi propongo ai lettori.

Partiamo da qui, dalla campagna elettorale che ha portato al successo il centrosinistra e riconfermato il sindaco Omoboni. Nella lista del PD non c’era nessun assessore uscente, neanche tu, quando invece, normalmente, i componenti di una giunta che crede di aver ben governato spiccano in lista proprio come traino di voti. Perché non ti sei candidata? C’è chi ha pensato che avessi timore del giudizio dei cittadini.

Nessun timore. Mi sono messa a disposizione del partito per qualsiasi cosa, anche per entrare in lista. Mi è stato chiesto di fare un passo indietro e di lasciare così spazio a ragazzi e ragazze nuovi e appassionati. Non mi sono risparmiata per la campagna elettorale, non per me, ma per il programma in cui credevo e che ho contribuito a scrivere. Ho lavorato per i nostri candidati consiglieri credendo nella scelta fatta dal segretario e nelle loro potenzialità. E’ stato un momento molto formativo e molto bello, ho incontrato persone, ho parlato con tanta gente, ho discusso e capito gli errori, ho fatto tesoro delle critiche e ho preso qualche pacca sulla spalla. Per spiegare meglio, la Giunta viene decisa dal sindaco, i consiglieri vengono votati dagli elettori. Quindi non candidarsi dava ancora meno garanzie per essere scelti in Giunta. Ho fatto campagna elettorale con passione e presenza senza garanzie di essere riconfermata, ma non mi interessava perché quello che conta sono i progetti avviati che vorrei vedere realizzati, il mio paese dove vivo e cresco i miei figli e la possibilità di contribuire a migliorarlo.

Rimaniamo sulla lista del PD che è apparsa proprio come dicevi, fatta prevalentemente da ragazzi nuovi, soprattutto molto giovani, con le generazioni degli anni 60 e della metà degli anni 50 quasi saltate e poca rappresentanza degli anziani, componente importante della nostra società. Non credi che queste scelte si siano poi rivelate penalizzanti?

Non credo, perché a parte il momento storico difficile per riuscire a compilare le liste, al di là dell’età abbiamo cercato persone che rappresentassero mondi, realtà, spaccati della società. E le abbiamo trovate. Non solo per prendere voti ma per portare in Consiglio donne (tante) e uomini che poi avanzassero proposte e istanze serie, importanti, persone insomma che avessero qualcosa da dire.

Avranno avuto certamente buone istanze da portare avanti ma le ragazze e i ragazzi nuovi di cui parli fin dal primo giorno si sono dimostrati così spaesati da non riuscire neanche a sedersi in Consiglio nei posti che convenzionalmente spettavano al partito che rappresentavano. Come si fa a scambiare i posti a destra con quelli a sinistra?

Il Consiglio Comunale non ha un regolamento interno sull’assegnazione dei posti, è anche vero che comunque, già 5 anni fa, il rappresentante di Forza Italia, Ferruzzi, occupava un posto a sinistra. Sarà giusto quanto prima correggere e ampliare l’attuale regolamento. Quest’anno la cosa ha dato più nell’occhio per l’occupazione dei posti a sinistra da parte dei rappresentanti della Lega, che avrebbero dovuto sedersi a destra. Ma questo non si può certo imputare ai nostri consiglieri. Purtroppo, ormai, c’è chi non fa più politica col buon senso, neanche in queste forme, quindi dovremo darci delle regole scritte anche per definire i posti a sedere.

Torniamo a parlare di politica vera. Stiamo vedendo un PD nazionale sempre litigioso, con correnti contrapposte e personalismi che impediscono una percezione chiara della linea politica del partito. E’ così anche a Borgo?

No, e dico un no deciso, da noi non è più così. Merito del segretario Giacomo Bagni e della sua segreteria che ha fatto un bel lavoro di ricucitura tra le componenti. Venivamo da Congressi burrascosi, da una situazione interna difficile dal 2014. La segreteria Bagni è riuscita a smorzare le divisioni, valorizzando le differenze, affermando il reciproco rispetto e il riconoscimento dell’importanza che ognuno ci fosse e potesse dire le proprie opinioni. Non solo, un PD aperto ha favorito e favorirà un rapporto costruttivo con le liste civiche che si sono presentate con noi: Città Aperta e Civicamente.

Voltiamo pagina ed entriamo nel campo amministrativo. Scorro le tue deleghe: vicesindaco, assessore a formazione e sviluppo economico, cultura, turismo, istruzione e servizi educativi alla prima infanzia, edilizia scolastica, agricoltura, industria, artigianato e commercio. Tanta roba, forse un po’ troppa per seguire tutto con la giusta competenza e attenzione?

Troppe deleghe no, ma tante si. Per seguire tutto dedicherò tempo e passione, anche per studiare materie che ancora non conosco del tutto e che sto già approfondendo, per far dialogare le deleghe tra di loro come e quanto vorrei, perché credo che le deleghe che il sindaco Omoboni mi ha affidato possano e debbano interagire, parlare il più possibile tra loro, in modo di poter attivare le migliori sinergie possibili e quindi favorire la crescita. Mi impegnerò per essere all’altezza del ruolo che mi è stato dato. Non da sola, ma con i consiglieri che sulle mie deleghe mi vorranno aiutare e supportare.

Penso alla delega all’agricoltura. Qui non è che si possa tanto improvvisare, la materia è tanto complessa e difficile quanto importante per il nostro territorio…

L’agricoltura è un terreno importante per lo sviluppo del Mugello: progetti come il Distretto Rurale, il futuro del Centro Carni Comprensoriale e lo sviluppo dei prodotti biologici e della filiera corta anche per le nostre mense scolastiche sono le prime cose su cui lavorerò. Lo sviluppo dell’agricoltura si deve affrontare più a livello di Unione dei Comuni che in ogni singolo Comune. Diventa importante in questo senso il rapporto con […].

Il resto dell’articolo puoi leggerlo su “Il Galletto”, in edicola fino a sabato 10 agosto.