“Pochi giorni fa, Borgo San Lorenzo,  è finita su tutti gli organi di stampa italiani a causa del vergognoso commento di Claudio Ticci, gruppo Lega, su Facebook dove ha accostato, – scrive il Capogruppo del PD – nello stesso post, un presunto provvedimento del Governo riguardante la scuola alla tragedia dell’Olocausto.

Per questo, come gruppi consiliari PD e Civico, abbiamo proposto e approvato , nel Consiglio Comunale di giovedì 18 Giugno,  un ordine del giorno urgente dove si invitava Claudio Ticci a dimettersi da consigliere comunale. Invitava appunto. Sapendo che non esistono modalità per far dimettere un consigliere comunale, il nostro è, e rimane, un invito. Come notato più o meno in tutta Italia il paragone era indegno, ma, visto da vicino, sembra davvero assurdo pensare che tale commento sia venuto dal rappresentante di spicco di una forza politica con un certo seguito.

Sarà poi, ovviamente, il consigliere e il suo gruppo politico a dover prendere una decisione in merito. Ci domandiamo se le scuse arrivate dal consigliere siano sufficienti. Per noi non lo sono .

Vogliamo ricordare che non molto tempo fa (28 novembre 2019) il Consiglio comunale di Borgo San Lorenzo ha approvato il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Non stiamo a spiegare cosa questo significhi, ma preferiamo ricordare che, meritoriamente, c’era stato anche il voto favorevole del gruppo Lega, compreso quello del consigliere .

Forse si era in un momento in cui a livello nazionale la Lega era meno attiva, a differenza di questo periodo in cui tutti abbiamo potuto ammirare i parlamentari leghisti fare gli show sulla questione della scuola, divenuta improvvisamente una loro priorità.

Ciò che ci interessava, oltre a prendere nettamente le distanze dal comportamento tenuto dal consigliere in questione,  era chiedere al Sindaco e alla Giunta di invitare in un incontro pubblico, aperto a tutti i cittadini, persone, associazioni e testimoni vittime della vergogna dell’Olocausto per poter rendere ancora più chiaro che la memoria deve aiutare ad agire nel rispetto della persona umana; di promuovere azioni per sensibilizzare sui temi del dialogo, della pace e della non violenza, – prosegue Grifoni – anche installando simbolicamente il cartello “Città della Pace” nella segnaletica di ingresso del territorio comunale; a valutare l’installazione di una targa a memoria di tutte le vittime dell’Olocausto.

Su certe cose non si scherza, Borgo San Lorenzo è Città della Pace e certi valori vanno evocati e difesi con i fatti perché le parole e le scuse spesso non bastano. Spiace che su questo atto così importante ci sia stato solo il voto favorevole del PD e del Gruppo Civico”.