Da Giovanni Sorrenti, dirigente della ASD Pallamano e del Consorzio Mugello Sport riceviamo questa riflessione sul nuovo assetto della Società Vivilosport e sugli effetti che potrà avere sul mondo sportivo borghigiano.

“Sebbene oggi la tendenza generale della Pubblica Amministrazione sia quella di privatizzare i servizi allo scopo di abbattere i costi, prendo atto che a Borgo San Lorenzo la c.d. “SSD” Vivi Lo Sport, dopo l’uscita della UISP, sia stata acquisita al 100% dal Comune, diventando di fatto una specie di “Ente pubblico”.

Al di là delle considerazioni politiche, il percorso intrapreso può avere ricadute e ripercussioni positive su tutto il mondo sportivo borghigiano e non solo se sapremo sfruttare l’iniziativa al meglio attraverso, ad esempio, un maggior coordinamento e sfruttamento degli impianti sportivi sul territorio, oppure con la possibilità di reperire più agevolmente fondi pubblici da investire per nuovi impianti e per ristrutturare quelli già esistenti, attuare una politica di riduzione/azzeramento delle tariffe di affitto delle palestre, possibilità di allargare la base dei praticanti dei vari sport e offrire maggiore scelta nella disciplina sportiva da praticare, incentivare lo sviluppo dell’attività motoria nelle scuole di ogni ordine e grado, sviluppo del c.d. turismo sportivo, a mio parere vera e possibile risorsa del Mugello se ben ideata, ecc.

Ben venga, quindi, la Vivi Lo Sport pubblica, anche se le premesse non sono delle migliori. Un simile e ambizioso progetto, per essere di largo respiro ed acquisire più forza sul territorio, sarebbe stato meglio avesse ottenuto il voto favorevole di tutto il Consiglio Comunale e quindi anche i voti delle opposizioni; inoltre tutta l’operazione si è svolta con non sufficiente trasparenza, necessaria in questi casi, impedendo a molti  la possibilità da avere un quadro completo e più dettagliato di quello che stava accadendo, del suo significato e delle prospettive; per altro le società sportive, le prime interessate a questo cambiamento, sono state, per ora, completamente escluse o poco coinvolte in questo processo, che avrà ricadute, è inutile negarlo, principalmente sul mondo sportivo locale: se questo non è interpellato, vi è il rischio che il tutto possa essere interpretato, ancora una volta, come una pura e semplice “operazione di palazzo” con finalità non rispondenti a quelle dichiarate.

Tuttavia, ci sono ancora tempo e margini di manovra per rimediare a ciò e fare in modo che il mutamento in atto faccia parte di una vera e propria strategia politica sportiva, con obiettivi ben precisi, che veda coinvolti più soggetti possibili: pubblici e privati, politici appartenenti a tutto l’arco costituzionale, associazionismo, ecc. Condizioni necessarie per il successo dell’operazione ed evitare così di rendere vani e inutili gli sforzi fatti e/o ottenere risultati minimi e insoddisfacenti rispetto alle ambizioni di partenza”.

Giovanni Sorrenti