Nel consiglio comunale di giovedì 18 giugno il gruppo di sinistra Borgo in Comune si è astenuto sull’ordine del giorno presentato dalla maggioranza per chiedere le dimissioni del consigliere Ticci dopo il caso del post in cui la scuola italiana veniva paragonata al lager di Auschwitz. Verdi e Romagnoli hanno chiesto di votare l’odg per punti. “Infatti non siamo d’accordo con la richiesta di dimissioni – spiega Romagnoli – non si può votare per una cosa non consentita. Infatti se la maggioranza potesse decidere di far dimettere un consigliere di minoranza vorrebbe dire che può determinare chi sta in Consiglio e chi no. Invece questa è una scelta che spetta agli elettori. E Ticci dovrà rendere conto a loro del suo comportamento; saranno loro a  chiedergli di dimettersi. La democrazia funziona così.” La maggioranza però non ha accolto la votazione per punti e Borgo in Comune ha presentato una propria risoluzione di condanna del comportamento di Ticci che è stata approvata all’unanimità dei presenti. Vi si legge tra l’altro: “Il paragone tra la scuola e Auschwitz è una cosa abominevole, che merita una ferma condanna e una presa di distanza netta: quello che ha fatto il Consigliere Ticci va oltre qualunque limite di decenza e non ha niente a che vedere con il confronto politico. Siamo fuori dalla politica, siamo alla forzatura fino all’estremo della provocazione attraverso l’uso di paragoni che non possono essere accettati . Il Consiglio Comunale condanna e stigmatizza fermamente il comportamento del Consigliere e l’uso improprio, strumentale e gravemente irresponsabile di una delle immagini simbolo della tragedia dell’Olocausto”.