Nel consiglio comunale di giovedì scorso l’amministrazione comunale di Borgo san Lorenzo ha deciso l’acquisizione del 100% di Vivilosport, la società che gestisce le piscine borghigiane, impianto  che necessita nei prossimi anni di consistenti interventi per un valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro. Le opposizioni sono state molto critiche sulle scelte verso cui l’amministrazione si sta indirizzando per la gestione delle piscine

Sulla sua pagina facebook Romagnoli consigliere della lista di sinistra “Borgo in Comune” sintetizza così il dibattito e il suo intervento in Consiglio sull’argomento “Vivi lo Sport è attualmente una società sportiva dilettantistica con due soci, il Comune di Borgo San Lorenzo e la UISP. Una scelta, quella della ragione sociale, abbastanza singolare per un ente locale, probabilmente dovuta a risparmi di natura fiscale e sul regime IVA.

Adesso la società diventerà al 100% del comune di Borgo grazie all’acquisizione delle quote UISP per il valore di 100 euro. In realtà la Vivi Lo sport assume due dipendenti della UISP per 60 mila euro e dovrà pagare alla UISP 76 mila euro di debito. La Società sportiva al 100% del comune ( chissà a quali campionati parteciperà?) oltre a gestire il centro piscine potrà assumere la gestione “ altri impianti sportivi e ricreativi polivalenti curandone anche gli aspetti collaterali ovvero la gestione di bar , ristoranti, spacci per prodotti sportivi” e tante altre iniziative finanziarie e immobiliari. Potrà affidare incarichi esterni d’importo pari a superiore a 40 mila euro per singolo incarico.

Quali sono gli impianti sportivi che la Vivi Lo sport potrebbe gestire? Sulla carta tutti gli impianti di proprietà comunale o pubblica. Nel caso di scadenza di convenzioni in essere la Vivi Lo Sport al 100% del comune potrebbe subentrare nelle gestione di altre strutture comunali come ad esempio i campi di calcio?

Tutto questo con un capitale di 10 mila euro e un fatturato che dovrebbe superare il milione di euro con incrementi dovuti in gran parte all’attività di bar e ristorazione. Nonostante questa nuova impostazione l’utile a fine 2019 è stato di 546 euro ( con 25 mila euro di contributo comunale per le attività scolastiche e sociali). Siamo favorevoli che il controllo torni al 100% al comune – prosegue Romagnoli –  che potrà fare gli investimenti necessari a qualificare la struttura, ma ci lascia perplessi la natura di Società sportiva dilettantistica e le modalità con cui si rinnova lo statuto e per il fatto che in esso si mantenga la figura di un amministratore unico che avrà carta bianca su molti aspetti gestionali.

Tutto questo senza nessun rapporto con le società sportive dilettantistiche presenti nel comune.

Intanto dal bilancio 2019 della Vivi lo Sport emerge che le spese per servizi amministrativi dal 2016 sono lievitate del 100% da 65 a 130 mila euro di cui ben 98 mila figurano sotto la voce compensi per collaborazioni (collaboratori) tecnico amministrativi. Un dato questo che ha bisogno di maggiore trasparenza così come i criteri con cui sono state e vengono assunte le persone o conferiti incarichi che pesano sul bilancio per quasi 350 mila euro. Abbiamo un uomo solo al comando che risponde solo al sindaco mentre sarebbe necessaria una riflessione complessiva che coinvolga il consiglio e il tessuto associativo e sportivo del territorio.

Un’operazione quella della Vivi Lo Sport – conclude Romagnoli di Borgo in Comune – che non ci convince e su cui vigileremo per riportare l’impianto alla sua primaria funzione sociale e sportiva.

Anche Margheri di Cambiamo Insieme è stato critico sull’operazione Vivi lo sport. In particolare Margheri è preoccupato per il milione e mezzo che di prevede di spendere per la ristrutturazione dell’impianto “Il Comune ha a disposizione 350.000 euro e altri 150.000 che arrivano dall’Unione dei Comuni. Deve trovare un altro milione. E’ proprio il caso’ in questo momento, di andare a cercar soldi per le piscine e impegnarsi, magari con un mutuo, per questi lavori. Credo che ci siano altre priorità che ha salassato le casse comunali e sta impoverendo il nostro tessuto economico e sociale”. (P.M.)