“Noi c’abbiamo provato..cercando di portare in Consiglio quella voce, quella sensibilità e quel grido di aiuto dei bambini e dei loro genitori. – scrivono i consiglieri della Lega Ticci e Atria – Perché va bene ripartire a settembre ma prima finiamo ciò che era stato iniziato. Mettendoci un punto.

Avevamo presentato un Emendamento per dare “un ultimo giorno di scuola” a bambini, genitori e insegnanti. Un ultimo giorno VERO, senza immagini sul pc o compagni invisibili e che poteva essere svolto in sicurezza nel pieno rispetto delle regole.

Ci è stato risposto un secco NO, senza sé e senza ma, perché (Noi) non possiamo entrare nel merito della scuola e perché il Comitato Tecnico Scientifico (la Task force dei cervelloni!) ha stabilito che i bambini non potranno vedersi in classe nemmeno per un giorno, nemmeno per dirsi addio: non ci sono le condizioni di sicurezza. Sarebbe bastato, come proponevamo, svolgere il tutto all’aperto, magari creando anche spazi o cerchi nel prato per far apparire il tutto come un gioco. Sarebbe bastato ascoltare, senza pregiudizi.

Un’unica e “ultima lezione”, una sorta di festa di fine anno, da tenere prudentemente all’aria aperta, nei cortili delle scuole o meglio ancora nei parchi pubblici, anche con i genitori. Niente, non s’ha da fare.

In effetti sarebbe stato un gesto di profonda umanità. Però forse non abbastanza tecnico o abbastanza scientifico. D’altronde è fin dall’inizio che rispondono picche a chiunque propugni incontri ravvicinati del primo tipo tra gli esseri umani. Ma non erano quelli del #restiamoumani?

Eppure tutti gli adulti sono stati bambini una volta, ma solo pochi di essi se ne ricordano o non sanno che i bambini imparano più da come ci comportiamo che da cosa gli insegniamo.

Per qualcuno non portano voti né punti di PIL, solamente rogne e quindi niente mette al riparo dalle responsabilità meglio che una chiusura a doppia mandata di scuole e aree giochi.

Non sappiamo se ci verrà perdonato l’ardire, ma con la curva del virus in discesa libera e le giornate che si allungano potrà capitare che alcuni sudditi mordano il freno e che anche tra chi è ligio alle regole si annidi una frangia di ribelli che ricomincerà ad avere più voglia di vivere che paura di morire.

Del resto dovrebbero saperlo tutti ormai che nei bambini, quel che si impara prima dei cinque anni influenza il resto della vita come pure che l’interesse superiore del minore deve essere fondamentale. Ma forse qualcuno dev’essere nato con 6 anni senza forse capire che i bambini sono i veri insegnanti.

Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: ad essere contento senza motivo, ad essere sempre occupato con qualche cosa, a pretendere con ogni sua forza quello che desidera.