Massimo Rossi intervista l’assessore Carlotta Tai

Nell’ultima seduta del mese di febbraio il Consiglio Comunale di Borgo ha approvato il Bilancio preventivo 2020 col voto favorevole di PD-Gruppo Civico e l’astensione del consigliere Cinque Stelle. Contrari Borgo in Comune e Lega, la sinistra e la destra. Assente al momento del voto il consigliere di Cambiamo Insieme. Un Bilancio fatto di luci e ombre, con il lievitare delle spese che il Comune si è accollato per implementare alcuni servizi a domanda individuale reso possibile dall’aumento dell’Irpef per le classi sociali più svantaggiate. Mi è parso doveroso affrontare l’argomento con una intervista all’assessore al Bilancio Carlotta Tai, che ringrazio per la disponibilità dimostrata nel rispondere a domande certo non compiacenti.

In sintesi, quali sono i tre punti del Bilancio che consideri più qualificanti?

I tre punti qualificanti sono: il mantenimento e il miglioramento della qualità dei servizi, in particolare quelli scolastici, senza aumento delle tariffe; una maggiore attenzione al sociale: più fondi alla Società della Salute, progetto di emergenza abitativa e misure di sospensione o annullamento delle imposte comunali a chi perde il lavoro o lo stipendio; investimenti nella scuola e negli impianti sportivi.

Entriamo nei particolari. Iniziamo dai servizi scolastici?

Partiamo dal nido, un’eccellenza che ha le tariffe più basse del territorio, con una sezione lattanti che è l’unica in Mugello a poter accogliere i bambini dal terzo mese di vita, con una mensa interna necessaria proprio a poter tenere aperta questa sezione. Per la mensa scolastica, abbiamo deciso di migliorare la qualità, incrementando i prodotti biologici e a km zero. Nonostante il costo del servizio in costante crescita non abbiamo ritoccato il prezzo per le famiglie. Abbiamo messo maggiori risorse sia nel Prescuola che nel Pedibus, servizi per i quali è aumentata la richiesta. Per il Pedibus abbiamo aperto una nuova linea e garantito l’accesso anche ai disabili. Infine la riorganizzazione del trasporto scolastico per consentire dal prossimo settembre la chiusura di tutte le scuole il sabato.

Parliamo ora degli investimenti per i plessi scolastici e gli impianti sportivi

Abbiamo un bilancio solido con basso tasso di indebitamento. Questo ci ha permesso di mettere in bilancio 1,5 milioni per scuole e impianti sportivi, che copriremo con mutui. Non potevamo non continuare l’opera di adeguamento sismico dei plessi scolastici, necessario a garantire la sicurezza dei nostri figli e delle nostre figlie. Così come non sono più rimandabili alcuni interventi sugli impianti sportivi, in particolare sul Romanelli e sul Centro Piscine.

Terzo punto qualificante che hai indicato è il sociale…

Settore davvero delicato: il nostro sforzo è quello di aiutare le persone a superare i momenti di difficoltà e ritrovare autonomia e serenità. Con gli altri Comuni del Mugello abbiamo deciso di aumentare i fondi alla Società della Salute, che per noi quest’anno significa 41.000 euro in più finalizzati all’abbattimento delle liste di attesa dei servizi di assistenza. Come Comune di Borgo abbiamo poi sviluppato un progetto di emergenza abitativa: 6 posti letto a disposizione di chi si ritrova a non avere più un tetto. Inoltre, sollecitati dai sindacati, abbiamo istituito un fondo dedicato a quelle famiglie monoreddito che, a causa della crisi, si ritrovano a subire la perdita del lavoro o di retribuzione. Per queste abbiamo deciso di attuare l’annullamento o la sospensione delle imposte e delle tariffe comunali (tari, nido e mensa).

Aspetta, è la seconda volta che dici “ annullamento o sospensione delle imposte e delle tariffe comunali”. Precisa meglio, tra sospendere e annullare c’è una bella differenza…

Certo, si tratta di due misure diverse. Partiamo dalla sospensione. Da un incontro con i sindacati è emersa la necessità di agire in maniera tempestiva su quelle persone che si trovano in difficoltà a causa della perdita o della riduzione delle retribuzioni: in breve si tratta di persone che mantengono il posto di lavoro, ma che non ricevono lo stipendio o lo ricevono ridotto, anche per periodi prolungati, perché l’azienda è in crisi. In collaborazione con i sindacati e dietro accordo sindacale tra lavoratore e azienda, abbiamo predisposto una sospensione delle imposte e delle tariffe comunali, permettendo al cittadino un piano di rientro rateizzato, senza interessi e sanzioni, quando rientrerà in possesso delle retribuzioni perdute. L’annullamento invece è una misura di urgenza che viene attuata quando il lavoratore, facente parte di una famiglia monoreddito, perde involontariamente il posto di lavoro. Una misura che dura fino a che il lavoratore non ritrova il posto di lavoro e comunque non oltre l’anno.

Scelte interessanti in ognuno dei tre punti che hai evidenziato, ma l’aumento “flat” dell’Irpef è un bel problema. A Borgo, fino ad oggi, vigeva un criterio di progressività con aliquote diverse cui applicare l’addizionale comunale in base agli scaglioni di reddito: lo 0,55 ai più poveri (quelli sotto i 15.000 euro di reddito); lo 0,8% ai più ricchi (quelli sopra i 75.000 euro), con nel mezzo altri tre scaglioni graduati sul reddito a 06,5%; a 0,7% e a 07,5%. Col nuovo bilancio avete abbandonato la progressività, portando tutti alla stessa aliquota massima dello 0,8%: quelli sotto i 15.000 euro di reddito insieme a quelli sopra i 75.000, coi più poveri che hanno visto aumentare la loro quota addizionale del 31,5%. Una scelta politica legittima, ma l’operazione non appare proprio di centrosinistra…

Credo che per dare un giudizio sulle scelte politiche di un’Amministrazione non si possa proprio guardare a una sola manovra. Le cose vanno viste nel complesso. E’ vero, abbiamo portato l’addizionale comunale allo 0.8 per tutti, chiedendo un piccolo sacrificio per trovare le risorse necessarie da investire nei servizi per le famiglie, nel sociale, nelle scuole, nello sport, tutti temi che sono propri della politica di centrosinistra. Abbiamo deciso di aumentare l’addizionale, l’imposta comunale che in valore assoluto ha un minor peso sui bilanci familiari dei nostri cittadini. Le fascia di reddito più bassa, sotto i 15000 mila euro, è già tutelata, spesso esentata dal pagamento dell’imposta. I soggetti che rientrano nella no tax area sono di per sé esclusi dal pagamento dell’addizionale. Bisogna poi considerare che la fascia di chi non versa né irpef né addizionali è ampliata dal bonus Renzi e dalle detrazioni fiscali. L’aumento del 31.5% consiste in un aumento massimo di circa 40 euro, che il cittadino, se lavoratore dipendente, versa in 10 rate. Se non si tiene conto degli elementi su cui si fondano le imposte sul reddito si dà solo un’informazione distorta e non veritiera. La qualità della vita dei più poveri, per usare la tua definizione, dipende dalla qualità dei servizi che siamo in grado di offrire. Aumentarne il costo, o peggio ancora tagliarli, quello sì che non sarebbe stato di centrosinistra.

Però nella delibera di Consiglio n.16 del 27 gennaio 2020 con oggetto “Modifica dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale comunale all’Irpef”, leggo testualmente: “L’equilibrio del bilancio 2020/2021/2022 è stato costruito prevedendo l’innalzamento allo 0,8% con un maggior introito previsto rispetto al 2019 di 356.000 euro”. Come non dedurre che l’equilibrio del bilancio viene alla fine  sostenuto dai cittadini meno agiati?

Detto così sembra che abbiamo tolto le tasse a quelli che hanno i redditi più elevati. Credo basti prendere una calcolatrice, calcolare l’addizionale su un reddito di 55mila euro e poi calcolarla su un reddito di 20mila. Credo che sia palese che chiediamo ai cittadini di contribuire ciascuno secondo le proprie capacità. Così come credo sia palese che queste risorse vengano poi redistribuite ai cittadini tenendo conto delle fragilità, dei bisogni, secondo un principio solidaristico che sta alla base di tutta la nostra azione amministrativa, coerente con i valori del centrosinistra che rappresentiamo.

Permettimi di insistere sul punto dolente. Non sarebbe stato ancora più coerente aumentare il costo dei servizi a domanda individuale (prescuola, pedibus, ecc.) ai cittadini che hanno redditi più alti e mantenere invece progressiva l’Irpef a seconda delle fascia di reddito?

I cittadini che hanno redditi più alti pagano già di più rispetto a quelli che hanno redditi più bassi, perché le tariffe sono divise in base a fasce di reddito ISEE. Per coprire gli aumenti dei costi non sarebbe bastato aumentare la fascia più alta, avremmo dovuto aumentare le tariffe per tutte le fasce, colpendo in maniera pesante le famiglie, in particolare quelle che hanno più figli.

Fatto sta che abbiamo assistito non solo ad una levata di scudi della sinistra di opposizione di Verdi e Romagnoli, ma anche ai mal di pancia in campo amico, nel PD come nella Lista Civica Città Aperta. Uno per tutti, De Donatis, ha commentato su un social network: “Tutelare i redditi bassi deve essere la prima priorità. Mi dispiace ma io avrei votato contro”. Perplessità e critiche che vi hanno sorpreso o che avevate messo in preventivo?

Non mi meravigliano le critiche al bilancio di Borgo in Comune, anche se non ho sentito né letto una sola proposta alternativa: avrebbero aumentato le tariffe o avrebbero tagliato i servizi? Avrebbero rinunciato agli adeguamenti sismici delle scuole? O avrebbero chiuso gli impianti sportivi? Per quanto riguarda PD e Civiche credo che il voto compatto in Consiglio dimostri che c’è stato un percorso di condivisione degli obiettivi, prima di tutto, ma anche degli strumenti. Ognuno poi è anche legittimato ad avere posizioni di dissenso e a fare delle critiche, ci mancherebbe. Da parte mia massima disponibilità a ascoltare e dialogare con tutti.

Voltiamo pagina.  Come pensate di intervenire sul decoro urbano visto che nel Bilancio, se abbiamo capito bene, le risorse destinate ad asfalti, marciapiedi, ecc. dovrebbero provenire dall’ipotetica cessione di immobili comunali che da anni nessuno vuole comprare (ex scuola don Minzoni, ex scuola Faltona, ex scuola Sagginale)?

Abbiamo circa 230.000 euro sulle manutenzioni e molto cercheremo di fare valorizzando il nostro cantiere comunale. L’assessore Baggiani sta lavorando da mesi su questo aspetto. Abbiamo stanziato risorse anche per incrementare le esternalizzazioni di montaggi e smontaggi di allestimenti per i nostri eventi, proprio per permettere ai nostri addetti di concentrarsi sui lavori di manutenzione e pulizia, in particolare sulle strade. Cosa che tra l’altro stanno già facendo con notevoli risultati. Un modo anche importante di valorizzare le professionalità interne. Certo con la vendita degli immobili potremmo realizzare una serie di interventi strutturali di grossa portata, sia nel capoluogo che nelle frazioni, difficilmente realizzabili attingendo alle sole risorse di bilancio. Sappiamo che non è facile, ma abbiamo l’obbligo di percorrere questa strada. Del resto alcune procedure si sono appena aperte e speriamo di portarle a buon fine.

In ultimo: c’è qualcosa in questo Bilancio che avresti voluto migliorare ma non ti è stato possibile?

Sì, è normale ci sia, ma il mio lavoro e quello degli altri non si risolve solo nel bilancio. Abbiamo gettato delle basi importanti e anche in questi giorni, tra mille difficoltà, stiamo cercando di realizzarle.