Le ragioni del voto contrario di Borgo in Comune al Bilancio previsionale 2020: continuità con il passato, aumento dell’addizionale Irpef per i redditi medio bassi, tagli agli investimenti e mancanza di prospettive sulle opere pubbliche.

Borgo in Comune ha votato contro il primo bilancio e il primo Documento Unico di Programmazione della nuova amministrazione di Borgo San Lorenzo, presentato nella seduta del 24 febbraio del Consiglio Comunale.  Il”Negli atti presentati – dichiarano i consiglieri Leonardo Romagnoli e Lorenzo Verdi – non abbiamo trovato nessun elemento di discontinuità e vera novità rispetto al quinquennio passato. Il Documento Unico di Programmazione che è stato portato all’attenzione del Consiglio non è frutto di nessun processo partecipativo, come invece viene detto nella parte iniziale, e riprende senza tante variazioni il documento della passata amministrazione, come se le elezioni dello scorso anno non si fossero neanche svolte e come se ci trovassimo ancora nel primo mandato Omoboni”.

“Nel Programma – continuano i consiglieri di Borgo in Comune – delle opere pubbliche presentato le uniche vere novità sono gli avanzamenti dei lavori sulle scuole, già previsti e in notevole ritardo realizzativo. Per il resto si trascinano e si ripropongono interventi già previsti nello scorso bilancio. C’è comunque una netta diminuzione degli investimenti e la ricerca di altre risorse è affidata ad un piano di alienazioni di immobili comunali che è lo stesso ormai da molti anni, per cui gli interventi di manutenzione e riqualificazione di strade e marciapiedi sono vincolati alla improbabile vendita degli stessi immobili rimasti invenduti per tutto questo tempo”.

“L’amministrazione – precisano i due consiglieri – ricorrerà poi ad un mutuo di 1 milione e mezzo di euro che verrà impiegato per il completamento degli interventi sulla scuola Dante Alighieri e per 490 mila euro sull’impianto sportivo Romanelli, mentre per le altre strutture sportive non vengono indicate spese significative. La grave situazione delle Piscine comunali verrà affrontata con investimenti diluiti nell’arco di tre anni, ma le risorse sono in buona parte ancora da reperire. Si continuano a proporre cambiamenti anche significativi per aree del paese come il Foro Boario o con la nuova viabilità ciclabile, senza avere ancora il Piano del Traffico che permetta di valutarne l’efficacia e di definire un contesto generale di programmazione”.

“Pesante e iniquo – incalzano Romagnoli e Verdi –  l’aggravio dell’addizionale Irpef che viene alzata allo 0,8% per tutti  abbandonando il criterio della progressività. Dei circa 350 mila euro che verranno introitati con questa misura i 2/3 graveranno sui redditi sotto i 28 mila euro annui che avranno l’incremento maggiore rispetto al passato. Si dice di voler impiegare di più il personale del cantiere nella manutenzione, ma nel piano delle assunzioni mancano operai proprio per nuovi inserimenti al cantiere comunale. Dobbiamo rilevare ancora una scarsa trasparenza sul funzionamento della partecipata Vivi Lo Sport che gestisce le piscine comunali di cui non si conoscono neppure i criteri di selezione del personale impiegato nelle attività di controllo e servizio del Centro Piscine”.

“Per Borgo in Comune – concludono i consiglieri Romagnoli e Verdi – quelli che dovevano essere gli atti indicativi della futura attività amministrativa si sono rilevati atti formali dovuti per legge, una pura e semplice gestione del quotidiano senza il minimo sguardo di prospettiva, che non tengono conto della nuova realtà emersa dalle elezioni amministrative del 2019 e che mancano anche di quello slancio politico che solitamente caratterizza l’inizio di un nuovo mandato”.