“Tobia era un cucciolone dinoccolato di circa 8 mesi quando è arrivato al nostro rifugio… un gigante bianco con l’agilità (e la delicatezza) di un elefante – racconta Raffaella Coeli, dell’Associazione di volontari ‘Sguardo Randagio – In memoria di Bristol’. – Passava le sue giornate appiccicato a quel gruppetto di volontari che lo aveva recuperato da una situazione non bella… era stato abbandonato e ora la nuova famiglia non lo voleva più. Da quel “contatto” con i suoi porti sicuri dipendevano tutte le sue sicurezze. La caratteristica straordinaria di Tobia è che, anche dopo aver subito 2 abbandoni in così poco tempo, aveva ancora la forza di credere negli esseri umani, nonostante gli si leggesse negli occhi tutto lo smarrimento che doveva aver provato, sballottato come un pallone da calcio, gettato come un giocattolo passato di moda. Comprato per gioco, per il suo aspetto ‘carino’, e poi ceduto per la stazza in mani sbagliate e abbandonato nuovamente, scaricato in canile e destinato a finire i suoi giorni in un box. Perchè? Chi vuoi che adotti un pastore maremmano non più cucciolo? Molte persone hanno un’immagine sbagliata di questo tipo di razza. Il cane da pastore “aggressivo” nell’immaginario comune, che sta a guardia del gregge. Aggressivo? No di certo. Testone? Volitivo? Sicuramente. Ma anche leale e fedelissimo. Da bravo cane guardiano, Tobia, quando capisce di potersi fidare, diventa appiccicoso e inseparabile. Un ottimo compagno di vita. Tobia è sempre stato ed è rimasto tuttora un rubacuori dolcissimo, dalla fisicità importante. Un cane incredibilmente intelligente, pieno di risorse e qualità. Diffidente ma ‘avvicinabile’, se si ha la pazienza di farsi conoscere.

Inizialmente non avevamo uno spazio adatto a lui, ma non volevamo ‘mollarlo’ di nuovo, per cui gli abbiamo cercato uno stallo casalingo; così una signora gentilissima lo ha ospitato in casa per un pò di tempo. Dopo un’ennesima adozione ‘sbagliata’, lo abbiamo ripreso con noi e accolto in un minuscolo appartamentino, troppo piccolo per le sue esigenze. Eravamo consapevoli che quello non era il suo ‘spazio’ e che i contesti urbani non lo stavano aiutando a trovare il suo equilibrio. Tobia adora la campagna, il verde, le montagne, il silenzio, la pace. Le strade di paese, qualche mese fa, lo mandavano solo in confusione, amplificando le sue insicurezze. Non sapevamo come sostenerlo e rassicurarlo. Così abbiamo deciso di ragalargli una chance di vita migliore. Non volevamo più leggere tanto smarrimento nei suoi occhi. La sua incertezza ad ogni passeggiata spaccava il cuore. Giornate di ricerche e telefonate andate storte, finché finalmente abbiamo trovato la struttura adatta a lui, che si trova a Bologna, dove un ‘team delle meraviglie’ lo segue e gli fa da guida. Adesso Tobia non ha più paura delle soglie ed è più equilibrato. Sta imparando a fare il maremmano nella maniera giusta. È cresciuto tantissimo e a quasi 2 anni ha finalmente ritrovato la sua serenità. Gli manca solo una famiglia tutta sua…”.