Il ricavato della manifestazione donato all’Ostello della Pace di Sant’Anna

È stata un successo la pastasciutta dei Fratelli Cervi offerta da ANPI il 20 luglio a Borgo San Lorenzo. Tantissima partecipazione per questo evento che ricorda la grande festa che la famiglia Cervi volle organizzare il 25 luglio del ’43 per festeggiare la caduta del fascismo, la fine della guerra e della dittatura. Al Foro Boario si sono riunite tante persone in questa grande festa di popolo per mangiare la pastasciutta offerta da ANPI, ma anche per contribuire a finanziare l’ostello della Pace, che verrà costruito a Sant’Anna di Stazzema per accogliere chi ogni anno si reca a visitare un luogo diventato simbolico per la Memoria. Le Sezioni ANPI di Borgo San Lorenzo, Barberino M.llo e Vicchio vogliono ringraziare i relativi Comuni per il patrocinio, PRC mugello, Borgo in Comune, PD Borgo S.L. Vicchio e Barberino M.llo, Città Aperta, Civicamente, Liberamente Barberino M.llo, Ora Barberino, Èviva Mugello, PSI Borgo s.l. e Barberino M.llo, Officina 19 Vicchio, Liberamente a sinistra Scarperia e San Piero per la collaborazione, e Rifondazione Mugello per l’ospitalità data all’evento.

Il 25 luglio del 1943 e la pastasciutta antifascista: quel giorno i sette fratelli Cervi, con il papà Alcide, la mamma e le sorelle, con altre famiglie di Campegine, portarono la pastasciutta in piazza utilizzando i bidoni del latte. Attraverso il passaparola i cittadini del paese si riunirono attorno al carro che aveva portato la pasta. Maccheroni conditi a burro e formaggio distribuiti ad una fila che si allungava sempre più: un pasto di lusso per chi veniva da anni di razionamenti. C’era la fame, ma anche la gioia di uscire dall’incubo del fascismo e della guerra, la voglia di riprendersi la piazza dopo anni di adunate a comando e di divieti. La Liberazione arriverà solo 20 mesi dopo, al prezzo di molte morti e sofferenze. Ma quel 25 luglio, alla notizia che il duce era stato arrestato, c’era solo la voglia di festeggiare. Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi furono torturati e uccisi a fucilate dai fascisti tre giorni dopo Natale, il 28 dicembre 1943. In un documento della direzione fascista di Reggio Emilia, recuperato dopo la fine della guerra, accanto alla lista dei sette nomi da ammazzare qualcuno pose una parentesi e la scritta “sette fratelli?” sottolineata di rosso, come dire: siete sicuri di volerli ammazzarli tutti e sette? Li ammazzarono. Da quel 25 luglio in tutta Italia si celebra questa ricorrenza con grandi pastasciutte da mangiare tutti insieme, per ricordare la storia di questa famiglia antifascista e coraggiosa, alla quale dobbiamo almeno che ne sia preservata la Memoria.