Di Massimo Rossi

Sabato scorso il Comune di Borgo ha approvato il bilancio di previsione 2019. Se scontato era il voto contrario di Rifondazione con Masini, di Forza Italia con Fulvio Boni, della Lista Civica con Margheri e del neo leghista Gozzi, ha fatto scalpore, molto scalpore, il no di due consiglieri su tre di Borgo Migliore, il capogruppo Squilloni e Cerbai. Fortunatamente per la Giunta, sono venuti in soccorso della maggioranza Marrani di Dal Cuore di Borgo (Molti lo danno prossimo ricandidato insieme a Frandi e ad alcuni volti nuovi in una terza lista di appoggio a Omoboni che sarebbe ispirata da Giovanni Incagli e dovrebbe chiamarsi Civicamente, ma se son rose fioriranno…) e il terzo membro di Borgo Migliore, Baggiani.

Situazione ingarbugliata. Per cercare di capirne di più, ho reputato opportuno incontrare Enzo Squilloni nella serata di mercoledì 3 aprile, ricavando l’intervista che oggi propongo ai lettori.

 

Perché tu e Cerbai avete espresso un voto contrario sul bilancio quando per 3 anni avete votato a favore e una volta vi siete astenuti?

Io e  Sandra Cerbai abbiamo votato a favore del bilancio nei primi due anni. Nel 2017 abbiamo votato a favore ma allegando al bilancio stesso un documento (firmato anche dal PD) nel quale si impegnava il sindaco a risolvere problemi importanti quali piano del traffico, rischio idraulico, decoro urbano, manutenzioni, ecc. Fuori dal politichese era una sfiducia per un verso ed un ultimatum per un altro.  Nel 2018 ci siamo astenuti esprimendo negli interventi in consiglio e fuori dure critiche all’operato (meglio al non operato) della giunta. Ma già nel 2016 quando la Giunta, grazie al cambio di casacca, diventò un monocolore PD e noi non rivendicammo nessun assessorato, che pure avremmo avuto il diritto di rivendicare, la nostra presa di distanza fu evidente, almeno per  chi non voleva tapparsi occhi e orecchie.

Sì, ma non hai spiegato il perché  del vostro voto contrario…

Perché il voto sull’ultimo bilancio di legislatura  esprime una valutazione su ciò che è stato fatto o non fatto durante i 5 anni. A mio avviso, a questo punto, non contano le chiacchiere o  i fuochi d’artificio che sicuramente vedremo sempre più intensi nelle ultime settimane, conta quello che si è stati capaci di fare nei 5 anni. Per noi non è stato fatto, se non in piccola  parte, ciò che era stato promesso. Prendiamo il programma elettorale che la coalizione (PD-PSI-SEL) aveva sottoscritto nel 2014. Alle  pagine 4 e 5 si parla di “Borgo vestita di verde”. Qualcuno si è accorto di questo vestito verde? 

…….Leggi l’intera intervista su Il Galletto che trovi in edicola sabato 6 aprile