“L’amministrazione comunale di Borgo san Lorenzo ha pubblicato un avviso per la formazione di una nuova graduatoria per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica con domande che devono essere presentate entro il 5 giugno. Il nuovo bando è stato redatto seguendo le indicazioni contenute nella legge regionale  n. 2 del gennaio 2019.
La legge regionale toscana come quella lombarda – scrive Borgo in Comune –  prevede tra i criteri per essere ammessi a partecipare al bando la residenza anagrafica o lo svolgimento di attività lavorativa nella regione da  almeno cinque anni,  anche non continuativi,  nel periodo precedente la data di presentazione della domanda.

Ebbene questa norma è stata ritenuta incostituzionale con sentenza depositata il 9 marzo dalla Corte Costituzionale che si è pronunciata su un ricorso riguardante la legge lombarda.
“È irragionevole negare l’accesso all’edilizia residenziale pubblica a chi, italiano o straniero, al momento della richiesta non sia residente o non abbia un lavoro nel territorio della Regione da almeno cinque anni. Questo requisito, infatti, non ha alcun nesso con la funzione del servizio pubblico in questione, che è quella di soddisfare l’esigenza abitativa di chi si trova in una situazione di effettivo bisogno”, ha scritto la Corte che ha precisato che “ il requisito della residenza protratta per più di cinque anni ai fini della concessione dell’alloggio non è sorretto da un’adeguata giustificazione sul piano costituzionale sia perché quel dato non è, di per sé, indice di un’elevata probabilità di permanenza (a tal fine risulterebbero ben più significativi altri elementi) sia perché lo stesso “radicamento” territoriale non può assumere un’importanza tale da escludere qualsiasi rilievo al dato del bisogno abitativo del richiedente. La durata della residenza sul territorio regionale potrebbe semmai rientrare tra gli elementi da valutare nella formazione della graduatoria.” Cioè può essere usato come punteggio ma non come criterio escludente.

La Corte ha perciò ritenuto che la norma impugnata violi i principi di uguaglianza e di ragionevolezza, in quanto fonte di una discriminazione irragionevole in danno di chi, cittadino italiano  o straniero, non possieda il requisito richiesto. Ma la norma impugnata contrasta anche con il principio di uguaglianza sostanziale, perché il requisito temporale richiesto contraddice la funzione sociale dell’edilizia residenziale pubblica.

Questo significa che qualsiasi legge o bando contenga questo criterio escludente è da considerare incostituzionale e impugnabile davanti ad un magistrato e può essere oggetto di ricorsi e contenziosi.

Per questo motivo- concludono i consiglieri di Borgo in Comune – invitiamo il comune di Borgo san Lorenzo a rivedere il bando uniformandosi a quanto stabilito dalla Corte costituzionale per evitare problemi che potrebbero allungare di molto i tempi di assegnazione degli alloggi a chi ne ha fatto richiesta”.