Nonostante il comunicato dell’amministrazione che assicura che tutto è a posto, a tre settimane dal voto del 26 maggio e a una da quello del ballottaggio a Borgo non si sa ancora quanti voti sono stati espressi dagli elettori e a chi sono andati. O meglio dei numeri ci sono, ma sono ballerini. Sul sito del Comune di Borgo i numeri sono diversi da quelli riscontrabili nei verbali e ancora altri numeri sono quelli pubblicati sul sito della Prefettura.

Sabato pomeriggio, in una conferenza stampa tutti i candidati sindaci sconfitti hanno chiesto chiarezza perché la chiedono i loro elettori che sono il 56% dei votanti. Omoboni infatti ha avuto più voti degli altri, ma se si mettono insieme i voti di Margheri, Romagnoli, Giovannini, Galeotti e Ferri, si vede che la maggioranza dei borghigiani non è con Omoboni.

In conferenza stampa, tutti d’accordo, hanno riconosciuto quanto affermato da Omoboni (ossia che comunque sia andata la sostanza del risultato non cambia) chiedono però perché l’amministrazione abbia aspettato tre settimane per far emergere errori e incongruenze nei conteggi e solo in seguito ad articoli di stampa (quando invece le voci si erano diffuse già dal giorno dopo lo scrutinio). Chiedono anche una comunicazione ufficiale che chiarisca in quanti sono andati a votare e a chi è andato il loro voto. E’ la dose minima di trasparenza e rispetto – hanno concluso – che chi è eletto deve agli elettori (P.M.)