Ce lo spiega, dandoci alcune informazioni importanti, Piera Ballabio, esponente dell’ambientalismo mugellano.  “La Soprintendenza di Firenze mette i puntini sulle i del  progetto dell’impianto  eolico sull’Appennino Mugellano con un circostanziato contributo tecnico. E rileva,  tra diversi punti,  – scrive la Ballabio – anche ciò che finora è passato sotto silenzio e cioè la superficialità  con cui viene affrontata la viabilità di avvicinamento.

Si fa presente che manca nel progetto l’ identificazione  di ciò che viene coinvolto sotto il profilo dei beni culturali e paesaggistici  con i numerosi e pesanti interventi tesi ad allargare la strada provinciale che dal casello di Barberino porta a  Dicomano.

L’esempio più eclatante è proprio quello della Villa di Cafaggiolo – patrimonio mondiale dell’Unesco – dove sono previsti ben  due interventi di allargamento delle curve semplicemente descritti dal  proponente il progetto senza  uno stato di fatto, uno stato di progetto, uno stato sovrapposto, una foto della situazione attuale, un fotoinserimento ecc. Documenti che vengono normalmente prodotti da noi cittadini quando dobbiamo cimentarci anche solo in una  semplice  ristrutturazione.

Per la “Manica Corta” di Cafaggiolo – conclude Ballabio –  la Soprintendenza esprime anche grande preoccupazione  per il trasporto eccezionale  delle pale eoliche  che passerebbe  a pochi centimetri dall’edificio.

Nella foto: Piera Ballabio