Vi riproponiamo una interessante riflessione del Sindaco di Vaglia Borchi (Borchi ha una laurea in psicologia), diffusa su Facebook, pensando possa essere utile a molti di noi.

“CORONAVIRUS-CONOSCENZA-TRASFORMARE L’ANSIA IN PAURA – In questi giorni, insieme, direi conseguentemente, all’aumento del numero dei positivi al virus e dei decessi, sale l’ansia nelle persone, che in alcuni casi sfocia in isteria e fobia.

L’ansia è uno stato emotivo di attesa di un’offesa a se stessi, indeterminata, occulta, vaga, incombente  e destrutturante. Il dato peculiare dell’ansia è l’incapacità percepita di non avere risorse per controbatterla. La prima condizione che scatena l’ansia è la mancanza di conoscenza del pericolo. Se conosci il nemico, se ne individui i contorni, apprezzerai anche i suoi lati deboli o comunque ti sarà chiaro  quali  risorse  hai a disposizione che ti possano essere utili. Se conosci il nemico, se pur  rimane temibile, l’ansia allora si trasforma in paura. Uno stato emotivo più facilmente gestibile, perché ti dà la possibilità di orientare le risposte.

Quindi, in questa situazione di emergenza, il primo obiettivo  a livello psicologico, per ognuno di noi, è conoscere cosa è questo Convid-19, come nasce, come si sviluppa, chi colpisce, come si può fare ad evitarlo, come evolverà. Tanti di questi aspetti, essendo un virus nuovo, sono ancora poco conosciuti. Anche per gli specialisti. Soprattutto nelle precedenti settimane sarebbe stato più opportuno, e augurabile, meno esternazioni fatte a vanvera da parte di tanti scienziati, che avrebbero fatto meglio ad ammettere  la loro ignoranza piuttosto che accampare sicurezze inesistenti, confondendo la pubblica opinione.

Ad oggi, mi soffermo solo su un aspetto: l’interpretazione dei dati attuali circa l’incremento di casi  positivi e  dei decessi. Questi dati sono gli effetti emergenti di uno stato di fatto della  situazione di contagio a 10/12 giorni fa. I decessi sono incrementati dalle persone che sono entrate in terapia intensiva anche  due settimane fa (di media il malato per uscirne vi rimane per 3-4 settimane). Prima che fosse adottato il confinamento in casa in tutta Italia. Ciò accade non perché ancora ci sono troppe persone a giro. Gli effetti dell’attuale isolamento si avranno solo  tra altri 10-12 giorni. Fino ad allora i positivi ed i  decessi aumenteranno  (soprattutto i positivi se si avvia il progetto di sottoporre a test a tappeto tutte le categorie a rischio, con tutti i contatti che hanno avuto).

Se lo conosci, il nemico, lo temi ma non ti possederà.

Oltre alla conoscenza occorre anche un’altra cosa: avere almeno uno scampolo di fatalismo: in ultimo abbandonarsi al destino ( o a Dio per chi ha fede). Perché siamo esseri impermanenti”.