Un modo efficace per far chiudere le piccole imprese o per far desistere da aprire una piccola attività è la TARI, la tassa sui rifiuti, soprattutto quando la si applica con parametri quantomeno discutibili. Qualche esempio. So di due signore di mezza età che avevano ottenuto la disponibilità di una bella villa nel Comune di Vicchio per aprirvi un BED & BREAKFAST. Un attività, certamente non lucrosa, ma che se ben condotta può dare da campare, specie se si ha disposizioni ambienti con fascino e con un numero sufficiente di camere. E questo sembrava essere il caso delle due signore che hanno già esperienza nella gestione di piccole imprese e che erano pronte a questa nuova avventura. Si sono però subito bloccate quando si sono informate quanto dovevano pagare di TARI e hanno saputo che avrebbero dovuto sborsare 8.000 euro all’anno. Una cifra spropositata per un’attività come quella che volevano intraprendere; attività che ha bisogno di un lungo periodo d’avviamento prima di farsi una clientela per riempire, almeno durante la stagione, le camere. Mentre la TARI la paghi tutto l’anno e anche durante tutti gli anni in cui stai faticosamente cercando di far decollare la tua impresa. Ovviamente le signore hanno dato forfait prime d’iniziare. A Scarperia hanno detto di aver ridotto la tassa dei rifiuti per i ristoranti che usano tovaglie e tovaglioli di stoffa al posto di quelli di carta (leggi qui l’articolo). Di fatto, a mio avviso, la riduzione è solo uno specchietto per le allodole. L’avevo già scritto riguardo a un’analoga pseudo riduzione fatta dal comune, di Borgo, dicendo anche che a Scarperia lo sconto c’era davvero. Mi sbagliavo e il Sindaco di Borgo me l’aveva giustamente fatto notare. Anche a Scarperia si è stanziato una certa cifra da dividere tra tutti coloro che richiederanno la riduzione. Dunque l’imprenditore non sa a quanto ammonterà lo sconto, mentre sa che sostituendo la carta con la stoffa andrà incontro a un aumento dei costi ben quantificabile. E come fa un imprenditore serio a fare un investimento al buio senza sapere se potrà coprirlo oppure no? E dunque continua a conferire carta sporca nei rifiuti senza migliorare il servizio e senza ridurre i costi della catena di smaltimento. Purtroppo di esempi se ne potrebbe fare molti altri di come l’eccessiva tassazione colpisce soprattutto le piccole imprese che sono la spina dorsale dell’economia del Mugello e dell’Italia. E’ un circolo vizioso dal quale non si esce: più tasse = meno produttività, meno lavoro, meno competitività = più aziende che chiudono o non aprono = meno tasse che lo Stato riscuote. Possibile che politici e amministratori non l’abbiano ancora capito?

Pietro Mercatali