Caro Direttore,

leggo sul Corriere della Sera di oggi 14 marzo 2020, che in previsione  dell’aumento di malati di Corona virus Covid 19,

la Regione Toscana prepara gli ospedali per ricevere  i nuovi casi  e prospetta l’ipotesi di usare degli alberghi quarantena come già stato fatto in Cina. A questo scopo sarebbe stato molto utile ,opportunamente ristrutturato, con i suoi 400 posti letto, le cucine,i servizi efficienti, l’Ospedale Banti di Pratolino,ex sanatorio, lasciato in abbandono negli anni ’90, dopo aver ospitato i profughi albanesi,quando ci fu l’esodo in massa dall’Albania,  ritenendolo superato dal momento che la tubercolosi si poteva curare con i nuovi antibiotici,e non solo con la penicillina, lasciata nel 1944  all’Ospedale di Pratolino,dagli  Alleati che vi curararono i loro soldati  feriti trasferiti dal fronte. Purtroppo l’Ospedale Banti è ormai fatiscente per l’azione dei vandali e l’incapacità di conservare in tempi moderni il patrimonio che i nostri avi ci hanno lasciato! La Principessa Maria Abamelech Demidova, sepolta nel parco della villa di Pratolino che tanto amava, donò allo Stato italiano  il terreno con il vincolo di costruirvi un moderno ospedale per la cura delle malattie respiratorie,avendo sofferto  il principe Paolo Demidoff  dell’aria umida  del palazzo di San Donato a Novoli e conoscendo le necessità di cure della popolazione  di San Niccolò ,dove  aveva creato un asilo per l’istruzione dei fanciulli del rione. Ora dal piazzale Michelangelo guardando verso il Mugello si vede la bianca e desolante costruzione che attende,speriamo prima che vada del tutto in rovina,  un nuovo proprietario ed una nuova destinazione.

Cordiali Saluti, Luciano Cavasicci