Tebaldo Lorini ci ha raccontato del giorno in cui ha conosciuto Luis Sepulveda. Il grande scrittore purtroppo ci ha lasciato recentemente, proprio a causa del coronavirus.

Non ricordo bene se eravamo alla fine degli anni novanta del secolo scorso o nei primissimi anni del ventunesimo secolo. Mi trovavo a Roma per lavoro insieme ad un collega, Paolo Salvadori, ed avevamo appuntamento con il nostro agente per visitare dei clienti. Verso le 4 del pomeriggio avevamo già finito gli appuntamenti programmati e ci domandammo che cosa si poteva fare visto che era troppo tardi per andare a pranzo. Dovevamo aspettare la sera perchè era fissato un altro appuntamento per il giorno dopo.

Il nostro agente, un ex attore che negli anni novanta aveva vinto il “Telegatto”,ci disse che potevamo andare a vedere la registrazione del programma ” Maurizio Costanzo show” visto che conosceva il falegname -scenografo che ci avrebbe fatto entrare gratis. Prendemmo dunque quella decisione anche se a me la cosa non interessava granchè.
Alle 5 e mezzo andammo al teatro senza sapere niente della trasmissione e neppure chi erano gli ospiti. Poi, quando iniziò la trasmissione, mi trovai davanti, insieme a Maurizio Costanzo , Michail Gorbaciov, Luis Sepulveda e Gianni Minà, la cosa quindi mi cominciò ad interessare.

Gorbaciov era stato estromesso dal potere e girava il mondo a fare conferenze ed interviste sfruttando la grande popolarità di cui godeva nel mondo occidentale. L’Unione Sovietica non esisteva più, si era sfasciata nelle diverse repubbliche e in Russia lo Stato era collassato, la miseria dominava e la scienza, che era stata l’orgoglio di quel popolo era allo sfascio.  I sovietici che avevano conquistato lo spazio erano in cerca di lavoro o riciclati, per poche lire, in occidente. Il popolo che aveva sconfitto le armate tedesche era ridotto in miseria, senza più orgoglio, come accattoni.
Costanzo interrogò Gorbaciov chiedendogli della sua vita privata con Raissa, che era morta da poco, perchè questa coppia aveva catturato l’attenzione  del pubblico e interessato il mondo occidentale. Gorbaciov disse di avere conosciuto Raissa in una sala da ballo di Mosca quando entrambi frequentavano l’università e si era innamorato di lei ballando una canzone napoletana che era di gran moda a Mosca in quel periodo. Maurizio Costanzo insistette per sapere che canzone era e Gorbaciov lo ricordò con tanta nostalgia e si commosse al punto di far commuovere anche il pubblico.

Ma il racconto che mi interessò di più e mi commosse molto fu la storia della vita di Sepulveda, della  morte di Allende, della repressione dopo il colpo di stato e della sua fuga dal Cile. Sepulveda si rifugiò in Europa, passò alcuni anni a Mosca, capitale dell’Unione Sovietica, vivendo in un palazzone tipico di quel regine. In questo grande palazzo aveva conosciuto un’anziana signora che durante la seconda guerra mondiale aveva fatto parte della squadriglia di aerei da caccia che avevano martellato e sconfitto i tedeschi a Leningrado. Per queste eroiche gesta aveva ricevuto riconoscimenti e medaglie. Disgregata l’Unione Sovietica, gli abitanti di Mosca erano caduti nella miseriapiù nera . Sepulveda intanto si era trasferito a Parigi ed era diventato uno scrittore famoso.

Alcuni anni dopo, durante una sua visita a Mosca, volle tornare a vedere il condominio dove aveva abitato anche per salutare l’anziana signora eroina di guerra che ricordava con ammirazione, ma non era in casa e domandando dove la poteva trovare gli fu risposto che si trovava nella piazza davanti al fabbricato. Sceso nella piazza, lo scrittore cileno trovò la vecchia signora che aveva steso in terra e messo in vendita le proprie medaglie di guerra. Una persona che aveva lottato e vinto contro il nazismo era costretta a vendere le sue onorate medaglie di guerra per non morire di fame.

Questo ricordo di Sepulveda, dopo il racconto di Gorbaciov, finì per commuovere tutta la sala. Io mi sentii coinvolto come tutti in quella commozione generale e ricordo, anche dopo tanti anni , i brividi lungo la schiena nello stringere la mano ai due ospiti che ebbi la fortuna di incontrare dietro le quinte.

Tebaldo Lorini