Spett.le Redazione del Galletto, ho letto sull’ultimo numero  di sabato 1 febbraio 2019, l’articolo Mugello Ambiente: “Le alghe misurano l’inquinamento ambientale”. Biodiversità e qualità ecologica nel periodo 2016-2018, dal quale apprendiamo i risultati  della ricerca effettuata dall’ARPAT (Agenzia Regionale Protezione Ambiente e Territorio) circa il livello d’inquinamento del fiume Sieve. Per  conoscere il livello dell’inquinamento lungo l’asta del fiume Sieve è stato impiegato un metodo basato “sulla valutazione della sensibilità delle alghe diatomee (organismi unicellulari con scheletro di silice  dell’era terziaria, del periodo Cretaceo, ovvero circa 150 milioni di anni fa), che si trovano attualmente nei fiumi, nei confronti della sostanza organica, dei nutrienti e dei sali minerali in particolare dei cloruri”, nei suoi tre diversi tratti, alto, medio e basso, dalla sorgente alla  confluenza in Arno a Pontassieve. Le alghe diatomee sono un bioindicatore che indica la qualità dell’acqua insieme ad altri parametri chimici B.O.D. Biochemical Oxigen Demand, cioè la quantità di ossigeno presente in un campione d’acqua necessaria ai microrganismi aerobi per svolgere il loro compito di degradazione della sostanza organica ivi disciolta in 5 giorni, in laboratorio al buio e a temperatura controllata. Negli anni ’90 anche il Liceo Sperimentale “Giotto “ Ulivi (meglio sarebbe dire Don Giotto Ulivi, nato a Borgo San Lorenzo, in Malacoda dove lo ricorda una lapide  posta dal Municipio di Borgo San Lorenzo  sulla sua casa natale: “Qui nacque il 5 aprile 1820 don Giotto Ulivi,  morto il 9 febbraio 1892. Scrivendo il nome  glorioso di chi non curando i dispregi e vincendo le contraddizioni elevò il semplice amore delle api a scienza compiuta”. Per le sue idee liberali  fu un prete scomodo di Gricigliano alle Salaiole, dove allevò e studiò le api nelle arnie , da lui costruite ; in contatto con i biologi d’Europa  scrisse un  Compendio  di Apicoltura razionale, del 1869. Fu  mandato a Campi Bisenzio, dove morì nel  1892, amareggiato perché invece delle api si doveva occupare delle opere di manutenzione della Pieve, dove c’è la tomba con il cenotafio) aveva un Corso di Scienze Sperimentali inaugurato dal Prof. Bassani negli anni ’70 nella vecchia sede di Via Don Minzoni , con un laboratorio nel sottoscala, per studiare dal vivo  con gli allievi gli organismi   del territorio di cui all’epoca si conosceva poco o nulla, a parte gli studi di geologia del Prof. Rodolfi , o sui boschi  del Prof. Piussi di Selvicoltura dell’Università di Firenze, come si usava in America, dove si studiavano i rapporti tra organismi e ambiente in base al trattato di Odum, Principi di Ecologia,  tradotto ed edito in Italia  da Zanichelli ed. Bologna. Negli anni 80-90 venne impiantato nella nuova sede di Via Caiani un arboreto  delle specie arboree presenti nel territorio mugellano dagli allievi e dagli insegnanti di Scienze agrarie e fu anche  costruita la serra e impiantato  un meleto per permettere uno  studio non solo teorico ,ma anche pratico durante  le esercitazioni pratiche aziendali. Negli anni ’90 alcuni insegnanti di Scienze del  Liceo, in collaborazione con l’Università di Firenze, eseguirono dei campionamenti di microinvertebrati acquatici. Alcuni di questi microrganismi sono molto sensibili alle condizioni chimico-fisiche delle acque e dei substrati e la loro presenza o assenza nelle acque in cui vivono li rendono indicatori biologici della qualità delle acque. Più alto è il numero delle specie sensibili, minore è l’inquinamento delle acque (Principi e linee guida per l’Ingegneria naturalistica, Regione Toscana, 2000). Anche per quanto riguarda la qualità dell’aria, nell’ambito del Corso di Scienze Sperimentali, furono eseguiti dal Prof. Salimbeni, che fra l’altro aveva costituito con gli allievi nei vari anni l’erbario mugellano, con la determinazione delle specie del territorio (oltre 1000 campioni), nell’ambito del progetto Licheni, dei campionamenti in alcune zone del  territorio di Borgo San Lorenzo delle specie di licheni presenti sulle cortecce degli alberi specialmente i tigli, con il metodo messo a punto dai biologi dell’Università di Berna, ed usato anche dagli studenti della scuola media di Castel nuovo dei Sabbioni in Valdarno per monitorare la qualità dell’aria nel territorio della allora centrale termoelettrica  dell’Enel di Cavriglia, intesa come contenuto di inquinanti atmosferici Anidride solforosa,  SO2, Ossidi di azoto NOx (Paola Pieralli, Sergio Trequandi  Trequandi, I Licheni Guide al- l’aria pura, ed.Tosca Fi,1991).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il liceo Giotto Ulivi  ha contribuito allora, come credo ancora contribuisca con le sue strutture, laboratori e insegnanti non solo di Scienze, alla preparazione e alla formazione degli studenti mugellani. (Luciano Cavasicci)