“Caro Galletto, vorrei raccontare un fatto accaduto in un paese che non è Borgo. Scusami se non mi firmo ma ho paura di ritorsioni perché a quel paese comanda la “Brigata della gratella” che è come i fascisti o i comunisti vecchio stampo e per loro la libertà di esprimere il proprio pensiero e la libertà di stampa e d’impresa sono degli optional che ti son concessi solo se stai con loro e la pensi come loro. A quel paese c’è un sindaco che è anche presidente dell’Unione montana dei comuni e anche presidente del Gal Start, l’agenzia pubblica che gestisce i fondi europei per tutta l’Unione comuni. C’è anche un giornale, il cui direttore aveva dichiarato che non votava per il Sindaco, nemmeno al ballottaggio, ma che voleva che un altro diventasse Sindaco. In altre parole quel direttore s’illudeva di poter dare il proprio voto a chi riteneva più idoneo a fare il Sindaco e di poter dire liberamente come la pensava. E così ha fatto. Sennonché il Gal Start organizza la Fiera Agricola che quest’anno si fa proprio la domenica che si vota per il ballottaggio. Al direttore è venuto in mente di mettere tre manifesti pubblicitari negli spazi della Fiera agricola e ha chiesto il permesso. L’uomo di fiducia del Sindaco-presidente del Gal Start ha detto no. “E perché no?” ha chiesto il direttore. “Perché il giornale ha una particolare tutela costituzionale e altri giornali e siti d’informazione non han chiesto di metter manifesti e non lo può mettere nemmeno il suo giornale. Se fosse stata un’osteria allora avremmo detto sì”. Ha risposto Leccarelli, l’uomo di fiducia del Sindaco-Presidente del Gal Start. “E tutte le osterie hanno chiesto di mettere i manifesti pubblicitari alla Fiera agricola?” Si è azzardato a chiedere ancora il direttore. “No non l’ha chiesto nessuno – ha risposto Leccarelli – ma con le osterie non si entra nelle delicate faccende della libertà d’espressione e di stampa e allora possono farsi pubblicità anche alla Fiera agricola che organizzo per conto del Sindaco-Presidente” (e candidato al ballottaggio, aggiungo io, che al primo turno non ha avuto abbastanza voti per farsi riconfermare). In altre parole un’osteria non dà noia a nessuno perché ci si mangia, ci si beve e ci si balla. Un giornale può disturbare chi sta nel palazzo (anzi in tutti i palazzi della zona) perché racconta ciò che accade, esprime critiche, fa parlare la gente e allora, nel rispetto della Costituzione(?), è meglio non far sapere che c’è. Meno male che il Borgo è migliore. O lo era”?