Caro Galletto,

Alla voce Cultura il Nuovo Zingarelli dice: “complesso di cognizioni, tradizioni, procedimenti tecnici, tipi di comportamento e simili, trasmessi e usati sistematicamente, caratteristico di un dato gruppo sociale, o di un popolo, o di un gruppo di popoli, o dell’intera umanità”.
Ci sarebbe tanto da dire, da soffermarsi attentamente su ogni parola. Ma sono principalmente due le riflessioni che mi preme evidenziare.
La prima riguarda il tempo della nostra chiusura in casa per il Covid-19, quando è schizzato alle stelle il mondo delle televendite, soprattutto di Amazon ma anche di tanti altri, con le loro consegne a domicilio. (Chissà quanto pagheranno di tasse). Adesso che possiamo uscire, riflettiamo un momento sulle “tradizioni”. Tutti noi, nei vari comuni del Mugello, dovremmo prestare più attenzione alle botteghe locali, al più piccolo artigianato, alle varie iniziative volte a non disperdere le varie “tradizioni”. Che malgrado tutto cercano di resistere e che sarebbe opportuno aiutare anche fiscalmente.
Forse pagheremmo, comprando da loro, qualcosa in più ma saremmo ripagati dal rapporto umano che avremmo instaurato con l’esercente, con l’artigiano, con il giovane “imprenditore”.

Forse sono discorsi di un vecchio mondo. Spero soltanto che, se dovessero sparire tutte queste piccole attività, oltre a perdere la loro insostituibile umanità, potremmo trovarci in un futuro con le varie Amazon che venderanno ai loro prezzi, aumentati, perché non ci sarà più la concorrenza. In un completo monopolio.

L’altra riflessione è quella  del “comportamento caratteristico di un gruppo sociale, di un popolo”. Cosa sappiamo, quando siamo interessati a conoscere coloro che vivono nel nostro comune?: Uomini, donne e bambini che vengono da Paesi lontani, che fuggono da guerre, da violenze, dalla povertà. Senza avere lì alcuna speranza di un futuro migliore.
Ma comunque orgogliosi della loro cultura, delle loro tradizioni. Dobbiamo capire e accettare che questa è una realtà con la quale dovremo convivere. Realtà che deve essere vista non soltanto dal punto di vista umanitario che è la priorità, ma anche da quello economico. Visto il notevole calo delle nascite e la necessità di avere manodopera per tutti quei lavori che gli italiani non vogliono più fare. Tutto questo con provvedimenti che diano a tutti loro la dovuta cittadinanza e la più completa legalità.
Grazie e saluti
Maurizio Veri

Nella foto: Maurizio Veri