#adicomanoandratuttobenepercheunsimolleramai

Da un paio di giorni in casa gira un libro. Passa dalla sala, alla cucina, al tavolo d’ingresso, l’ho adocchiato diverse volte ma ero sempre di corsa e forse non gli avevo dato la giusta importanza. Dev’esser tornato fuori con il gran turbinio di ordine che in questo periodo aleggia in casa. Oggi l’ho preso e l’ho sfogliato, attirata dal titolo “Dicomano, un secolo di immagini 1890-1990”. Ho scoperto un volume incredibile… bellissimo.. da brividi, che mi ha insegnato solo con foto e didascalie, un sacco di cose sul nostro paese che non sapevo. Ma un’immagine in particolare mi ha fatto venire i brividi: è una foto del paese scattata due giorni dopo il bombardamento aereo avvenuto nel pomeriggio del 27 maggio 1944.
Una primavera come questa, di 76 anni fa.
Una parte di Dicomano era stata completamente rasa al suolo da quelle bombe. Case intere scomparse da un giorno all’altro. E mi son messa a pensare ai nostri antenati, ai nostri nonni, a come avranno vissuto quel periodo: con quale umore avranno reagito? Chissà cosa si prova a perdere tutto da un giorno all’altro. Chissà se si sono uniti di più anche loro in quel periodo, i nostri vecchi dicomanesi… se in quel brutto periodo son nate nuove amicizie, nuovi amori. Chissà dove hanno ritrovato poi la forza di ricostruire tutto.
Ogni tanto ci dimentichiamo che siamo nipoti, oppure figli di persone incredibilmente forti che hanno passato guerre, terremoti e carestie. Son sopravvissuti, e poi son ripartiti. E hanno ricominciato tutto da capo. Senza dimenticarsi di ricominciare anche a far feste…e carnevali, e rificolone, e feste delle noccioline,e fiere di maggio e di ottobre.. fino ad arrivare ai mojiti party de’ no attri. Che paese ragazzi!
Siamo pronipoti di gente fantastica, dove solo cento anni fa le timide signore volteggiavano in abiti eleganti in una Piazza della Repubblica senza tempo, e i signori in doppio petto si inchinavano a salutarle.
Questo libro è stato il regalo di oggi e spero che ognuno di voi possa un giorno sfogliarlo con calma. Aver guardato quelle foto mi ha reso ancor più fiera di essere dicomanese.
E in questi tempi moderni il nostro spirito si rinnova poiché come ben sapete siamo quasi a quaranta e nessuno molla: ognuno di noi continua a fare quel che sa fare meglio.
Guardate per esempio Sauro, l’è un mese e mezzo che tutti i giorni monta e smonta la sua consolle in terrazza e saltella un ora intera solo per farci sorridere un pò… ma ditemi: capite ora di che pasta son fatti i dicomanesi?

La Letizia